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“Salvatore Satta: l’impegno civile di una vita”, convegno a Nuoro

Si terrà il 2 Marzo, alle ore 9.00 presso l’Auditorium della Camera di Commercio di Nuoro, il terzo incontro dedicato alla figura del giurista e scrittore, Salvatore Satta, organizzato dal Comune di Nuoro con la collaborazione e il patrocinio dell’Associazione Distretto Culturale del Nuorese.
Il convegno mira ad approfondire le dinamiche che hanno portato l’uomo Salvatore Satta a divenire la figura di rilievo nel panorama della giurisprudenza internazionale e ad affermarsi sul piano della letteratura e saggistica mondiale.
Tra i relatori che interverranno:
Remo Bodei, professore emerito di filosofia all’Università di Pisa e docente all’Università della California, discorrerà in merito a “La resa dei conti con l’uomo tradizionale”;
Ernesto Galli della Loggia, professore di Storia dei partiti e dei movimenti politici all’Università di Perugia ed editorialista del Corriere della Sera, tratterà il tema de “La morte della Patria 70 anni dopo”;
Giuseppe Gangemi, professore di scienze politiche all’Università di Padova interverrà su “Salvatore Satta e l’epilogo del fascismo come rinnovata seconda barbarie”.
Le Manifestazioni del 40° sono state curate dal prof. Ugo Collu, studioso ed esperto di Satta, al quale sono stati affidati anche l’introduzione e il coordinamento del convegno. Daranno il benvenuto ai presenti il Sindaco di Nuoro, Andrea Soddu e il Presidente del Comitato Tecnico-Scientifico del Distretto Culturale del Nuorese, Antonino Menne.

“Il Convegno registra la seduta conclusiva delle Manifestazioni per il 40° Anniversario della morte di Satta – dopo gli altri due incontri rispettivamente incentrati il primo sul Pensiero Giuridico e il secondo sull’Opera Letteraria – e prenderà in esame la complessa e tormentata materia di quella amara e dolente riflessione che il Giuristascrittore nuorese ci ha lasciato col “De profundis”. Il saggio, respinto prima nel 1946 da Einaudi, e pubblicato con poca convinzione da CEDAM nel 1948, passò quasi totalmente inosservato lungo alcuni decenni, per assumere considerazione e valutazione pubblica crescente e contrastante con la pubblicazione nel 1980 (anche sulla scia del successo editoriale riportato da Il giorno del giudizio) da parte di Adelphi. Il vertice della Lamentatio sattiana consiste nella constatazione sconvolgente della morte della patria dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943. La dissoluzione dello Stato, il crollo di tutti i punti di riferimento civili e politici e soprattutto la crisi (o scomparsa) del comune sentimento di appartenere alla stessa nazione, trovandosi il nostro popolo a combattersi e uccidersi tra fratelli in un’Italia divisa La espressione “morte della patria”, prima esorcizzata e rievocata in modo quasi clandestino (oltre Satta si pensi ad Andrea Damiano di Rosso e grigio), nell’ultimo scorcio del secolo scorso è entrata in modo rilevante nel dibattito storiografico italiano. Da varie ottiche (filosofica-etica, storica e giuridica) tre Relatori di apprezzato prestigio si soffermeranno sul tema, ma tenendo la convergenza dello sguardo non solo sul periodo oscuro e drammatico della guerra civile (1943-’45), ma sul ruolo e sul peso che il Satta (accusato dallo storico Sergio Luzzatto di essere stato vecchia camicia nera e da P. Craveri sul Sole24Ore di essere fascista della prima e dell’ultima ora, sulla base di documenti fasulli) ebbe in quegli anni difficili” (Ugo Collu, Professore di filosofia ed esperto di Salvatore Satta)

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