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Salon de Musique: inaugura il pianista romano Stàlteri

Salon de Musique: inaugura il pianista romano Stàlteri

Le Salon de Musique – La via della seta – al Teatro Massimo di Cagliari dal 21 gennaio. Con un concerto del pianista romano Arturo Stàlteri domani al via l’edizione 2017 del festival. Sino all’8 luglio sette appuntamenti tra musica, arti visive, letteratura

Tra gli altri ospiti: Aram Ipekdjian, Riccardo Giagni, Riccardo Onori, Lia Careddu, Marta Proietti Orzella

 Sarà l’eclettico pianista romano Arturo Stàlteri  a inaugurare domani (sabato 21 gennaio) alle 21 nel Teatro Massimo di Cagliari l’edizione numero XVI di Le Salon de Musique, la rassegna che l’associazione culturale Suoni & Pause organizza ogni anno per creare momenti d’attenzione verso la musica, le arti visive e la letteratura.

Classe 1959, Arturo Stàlteri, pianista, compositore e conduttore radiofonico (attualmente è presentatore della trasmissione di Radio 3 “Primo Movimento”) proporrà al pubblico un concerto intitolato “The Musical box”, un escursus lungo la sua ultraquarantennale carriera.

Il viaggio si apre con “Lady Ligeia”, dal primo album dei Pierrot Lunaire (1975), la formazione di rock progressivo con cui il pianista incide il suo primo album, e interseca i primi lavori come solista, da “Andrè sulla Luna” (“Viaggiando tra i Riflessi”, 1979) a “ …e il pavone parlo’ alla luna” (“Mulini”, 1987), attraversando poi le collaborazioni con personaggi di rilievo come Philip Glass (“Circles”, 1998), Brian Eno  (“Cool august moon”,  2001) e Franco Battiato (“In sete altere”, 2014).

Non mancheranno  gli omaggi a J.R.R. Tolkien (“Rings” , 2003) e alla nobile forma del Notturno (“Child of the moon”, 2007), sino a concludere con i brani dell’ultimo disco “Preludes” (2016).

Oltre a quello di domani, sino all’8 luglio Le Salon de Musique proporrà altri sei appuntamenti costruiti attorno a un filo comune: La via della seta. Era questo, in tempi remoti, il nome dato alla più antica e importante via di congiunzione tra Oriente e Occidente. Hanno nel sangue quelle lontane radici alcuni tra gli ospiti dell’edizione 2017 della rassegna,  come le scrittrici  Elif Shafak e Sonya Orfalian, la giovane attrice Anna-Lou Toudjian, il musicista Aram Ipekdjian e la stessa Irma Toudjian, direttrice artistica di Le Salon de Musique. Il cartellone si arricchisce ulteriormente con la presenza di  apprezzatissimi artisti del panorama nazionale,  internazionale  e sardo: oltre a Stàlteri, il musicologo e compositore Riccardo Giagni, l’attrice Marta Proietti Orzell, il pluripremiato filmaker Giovanni Coda, l’amatissima attrice Lia Careddu, sino al virtuoso della chitarra Riccardo Onori, che dal 2000 lavora con Jovanotti.

Dopo quello di domani, il prossimo appuntamento sarà il 14 febbraio quando a salire sul palco saranno  Irma Toudjian e Riccardo Onori con “In_certezza”, un concerto dove le musiche contenute nell’ultimo CD della Toudjian in collaborazione con Riccardo Onori si affiancano alle evocazioni  visive attraverso cui Alberto Soi ne esalta suggestioni e bellezza.

Musica tradizionale armena nella serata del 10 marzo con il concerto “Komitas”, che vedrà esibirsi Aram Ipekdjian al duduk e la pianista Irma Toudjian. Un’occasione per conoscere la cultura musicale armena attraverso un suo strumento tradizionale, il duduk. Nel 2005 la musica duduk è stata inserita dall’UNESCO nella lista dei Patrimoni orali e immateriali dell’umanità.

Teatro, musica e arti visive si intrecciano in “Affinità con i cieli notturni”, in cartellone il 5 aprile, che ripercorre le pagine dell’omonimo libro della scrittrice armena  Astrid Katcharyan, dove si narra la vera storia di Astra Sabondjian, nata negli ultimi anni dell’Ottocento nella cultura e nel prestigio dell’antica Armenia. Sul palco ci saranno Marta Proietti Orzella (voce recitante)e Irma Toudjian con le sue musiche, composte per l’occasione. Scenografia e regia sono, rispettivamente, di Sabrina Cuccu e Lia Careddu. Video di Giovanni Coda.

Il 2017 è l’Anno Gramsciano: Le Salon de Musique lo celebra  l’11 e il 14 maggio con “Nino! Nino!”, da un testo scritto appositamente per questa ricorrenza dall’autrice di origine armena Sonya Orfalian e le musiche originali di Riccardo Giagni L’evento, organizzato in collaborazione con l’associazione Luna Scarlatta, vedrà in scena l’attore Graziano Piazza.

Dopo il concerto “Le Salon de Musique en fête”, organizzato il 21 giugno in occasione della Festa europea della musica, l’8 luglio appuntamento finale della rassegna con “La bastarda di Istanbul”, per la regia di Lia Careddu, tratto dall’omonimo romanzo della scrittrice turca Elif Shafak che racconta l’amicizia tra due diciannovenni: Armanoush, armena americana legata alle sue radici, e Asya, giovane turca nata fuori dal matrimonio. In scena ci saranno Anna-Lou Toudjian (voce recitante) e Irma Toudjian (pianoforte). Lo spettacolo è realizzato in collaborazione col pluripremiato regista Giovanni Coda, che si è occupato delle elaborazioni visuali. La scenografia è di Sabrina Cuccu.

Il costo del biglietto è di Intero € 10,00; studenti € 7,00

Infopoint/prevendita: viale Trento, 9 – dal lunedì al venerdì, dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19.

L’edizione 2017 di Le Salon de Musique – La via della seta è realizzata con il contributo di: Regione Autonoma della Sardegna- Assessorato della Pubblica Istruzione, Beni culturali, Informazione, Spettacolo e Sport.

 

Le Salon de Musique – Gli artisti;

 Lia Careddu. E’ un’attrice da anni impegnata in un lavoro di ricerca dei diversi linguaggi teatrali. Opera nel territorio regionale della Sardegna, nazionale e internazionale da trent’anni, portando in scena opere di repertorio di autori classici e contemporanei, attraverso diverse esperienze di teatro, cinema, televisione e radiofoniche. Impegnata anche sul piano didattico, in diversi interventi interdisciplinari  rivolti alla formazione dei giovani. Socia del Teatro di Sardegna dal 1975.

Giovanni Coda. Regista, videoartista e fotografo cagliaritano. È autore di numerose  installazioni di fotografia e videoarte esposte in vari  musei nazionali e  internazionali tra cui la Biennale di videoarte a Venezia e Milano,  University of Tokyo, il Watermans Arts Centre di Londra, la Maison d’Italie a Parigi, il Museo Reina Sofia di Madrid.

Sul fronte cinematografico ha realizzato tra gli altri L’Ombra del Ricordo (1996), Il passeggero (1998), Serafina (2002), Big Talk (2005), Brighteness (2012). Nel 2013 realizza il suo primo lungometraggio, Il Rosa Nudo, ispirato alla vita di Pierre Seel che vanta ventisette  selezioni ufficiali mondiali e che si è aggiudicato (tra i tanti) il premio per il miglior lungometraggio al Social Justice Film Festival 2013 di Seattle, il premio Film For Peace Award al Gothenburg Indie Film Fest 2014, il Best International Film Award al 15° Melbourne Underground Film Festival (MUFF) 2014, il Gold Award al Documentary & Short International Movie Award 2014, Jakarta, Indonesia.

Attualmente Coda è impegnato nella promozione del nuovo film  Bullied to Death, secondo lungometraggio della trilogia sulla violenza di genere, che ha già riscosso premi e riconoscimenti in tutto il mondo, tra gli altri il Best Avant Gard & Innovation Award al Melbourne Documentary Film Festival, Jury Special Mention all’Iris Prize di Cardiff, Jury Special Mention al Los Angeles Independent Film Festival e il premio al miglior lungometraggio al festival Omovies di Napoli. Bullied to Death si è aggiudicato l’ottava posizione  nella speciale classifica, redatta da Cinemaitaliano.info, fra dieci film italiani prodotto nel 2016 più premiati nel mondo.

Riccardo Giagni. Nasce a Roma da genitori lucani: il padre, Gian Domenico Giagni, noto sceneggiatore e regista, la madre, Olga De Pilato, nipote del letterato meridionalista Sergio De Pilato.

Nel 1976 avvia a una lunga collaborazione con la Rai e con Radio Rai, come autore, regista, consulente musicale e conduttore di programmi culturali, partecipando ad edizioni storiche di trasmissioni radiofoniche come Spaziotre, Un certo discorso, Stereonotte, Lampi, Radiotresuite e lavorando con Sergio Zavoli al suo ciclo televisivo Credere, non credere, su Raiuno. Negli stessi anni inizia ad operare nell’industria discografica in qualità di arrangiatore, produttore e autore di musiche: tra gli anni settanta e ottanta ha scritto e arrangiato brani per diversi artisti, tra cui Ivan Cattaneo, Grazia Di Michele, Miguel Bosé, Matia Bazar, Cristiano De André.

Ha collaborato con musei, festival e istituzioni nazionali e internazionali, e tiene regolarmente corsi, seminari, master classes, stages presso università, conservatori e scuole d’eccellenza e di alta formazione in Italia e all’estero.

L’attività di compositore per il cinema prende avvio attorno alla metà degli anni ottanta e col tempo diventa sempre più rilevante, anche grazie alle colonne sonore composte e curate per importanti film di Marco Bellocchio, Sabina Guzzanti e Mimmo Calopresti.

Dal 2007 anima e conduce, assieme al critico e teorico del cinema Luca Bandirali, gli incontri con i compositori e i registi nell’ambito del Festival Creuza de mä di Carloforte.

Dal 2010 al 2012 è stato membro dell’Osservatorio sulla Creatività della Provincia di Roma.

 Aram Ipekdjian. Nato in Kuwait, vissuto ad Aleppo, in Siria. Ha conseguito il diploma in clarinetto presso il conservatorio Komitas a Yerevan (Armenia) e successivamente ha frequentato i corsi di duduk con il M° Gevork Dabaghyan a Venezia. Vive a Padova e svolge la sua attività musicale sia in Italia (Veneto, Cosenza, Torino, Macerata, Città del Vaticano, Roma, Bari, Bologna, Assisi) che all’estero (Istanbul, Lugano). Ha partecipato a diversi spettacoli ed eventi culturali in qualità di accompagnatore musicale.

 

Astrid Katcharyan. Nipote della protagonista, è nata a Londra da genitori armeni. L’armeno è la sua prima lingua. Ha trascorso i suoi primi anni a Venezia, dove la sua famiglia vive ancora. Si è laureata all’Università di Londra e lavora come Consulente alla carriera all’Università delle Arti, a Londra. Ha pubblicato un libro sulle carriere nell’industria della moda e in altri settori correlati, “Affinità con i cieli notturni” è il suo primo romanzo.

 Riccardo Onori. Nato a Prato nel 1969, inizia a suonare all’età di 14 anni. Studia Chitarra Classica per un periodo al conservatorio Scuola di Musica di Fiesole, poi si appassiona al Jazz e segue numerose Clincs con Pat Metheny, John Abercrombie, Jim Hall, Bill Frisell, Bruce Forman.

Tra 1989 e 1993 collabora con numerosi gruppi della scena. Nel 1994, tramite un’audizione, entra a far parte dell’Orchestra Europea del Paese degli Specchi, diretta da Bruno Tommaso, Kenny Wheeler, George Russel and Ray Wharlight, Steve Coleman.

Nel 1995 inizia a collaborare con i Dirotta su Cuba. Con Stefano Bollani registra due dischi del progetto “L’Orchestra del Titanic”, ottenendo il 5° posto nel referendum della rivista specializzata  “Musica Jazz”.

Sempre con Bollani e Massimo Altomare, registra il Cd “Gnosi delle Fanfole”; il disco consiste nel musicare le favole dell’omonimo libro di Fosco Maraini.

Nel 1997 registra con Irene Grandi e nel 1998 parte in tour con lei; la segue fino al 2000.

Dal 2001 entra a far parte del team di Lorenzo Cherubini in arte Jovanotti; da allora collabora con lui per la parte Live e per le registrazioni, nonché alle composizioni di numerose canzoni.

Altre collaborazioni: Carmen Consoli, Mike Patton, Giusy Ferreri, Giorgia, Max Gazzè, Alex Britti, Syria, Oracio Ernadez, Enrico Rava, Gianni Maroccolo, Ernestico Rodriguez, Marco Tamburini, Massimo Manzi, Jarabe de Palo, Paolino Della Porta, Fabrizio Sferra, Ben Harper, Michael Franti, Sergio Mendez, Cesare Cremonini, Giuliano Sangiorgi, Luca Carboni, Planet Funk, Karima, Paolo Buonvino.

 Sonya Orfalian. Figlia della diaspora armena, è nata in Libia. Artista, scrittrice e traduttrice, ha dedicato gran parte del suo impegno e della sua ricerca al ricchissimo patrimonio culturale e alle tradizioni antiche della sua gente. Attualmente vive e lavora a Roma.
Dal 1994 al 2007 ha prestato la sua collaborazione per l’apertura della rappresentanza diplomatica della Repubblica d’Armenia presso il Quirinale e lavorato in qualità di primo assistente e addetto culturale presso l’ambasciata. Per la rappresentanza diplomatica si è occupata dei contatti con la stampa e con le emittenti televisive italiane per la promozione culturale, economica e per l’espansione del turismo in Armenia. Ha organizzato mostre e tavole rotonde e ha curato le pubbliche relazioni della rappresentanza. Ha mantenuto rapporti di stretta collaborazione con le maggiori università italiane e con gli istituti di ricerca nonché con i Governatori delle regioni italiane al fine di intensificare i rapporti bilaterali in campo economico e culturale.

Nel 2007, con il Preside della Facoltà di Lettere dell’Università di Tor Vergata, ha dato avvio con grande successo all’istituzione del corso in Lingua e Cultura Armena presso quella università.

Pubblica regolarmente su Le Monde Diplomatique e presso altre testate articoli e recensioni riguardo autori (saggistica e letteratura) provenienti prevalentemente dall’area del Vicino Oriente e del bacino del Mediterraneo. Ha collaborato con la rivista Slow Food, e con la Radio Vaticana (sezione di lingua armena) su temi quali la musica tradizionale, la favolistica e le tradizione religiose degli armeni.

E’ stata consulente nel film “La Masseria delle allodole” dei fratelli Taviani.

Collabora con diversi editori italiani (Guerini e Associati, Alberto Gaffi Editore, Argo Editrice) nel settore della ricerca di nuovi talenti, e cura l’immagine grafica di varie pubblicazioni.

Ha curato un’edizione illustrata di fiabe tradizionali armene, di prossima pubblicazione, le cui immagini sono tratte da antichi manoscritti armeni.

Ha pubblicato diversi volumi presso importanti editori nazionali:

Le mele dell’Immortalità. Fiabe armene, a cura di Sonya Orfalian, editore Guerini e Associati, 2000.

L’Ombra delle parole dimenticate in “La vita segreta delle parole”Apeiron Editori, 2007.

La cucina d’Armenia. Viaggio nella cultura culinaria di un popolo, Ponte alle Grazie, 2009.

A cavallo del vento, fiabe d’Armenia, Argo editrice, 2014.

C’era e non c’era. Fiabe dalla terra d’Armenia, 2016, Aurelia edizioni.

Marta Proietti Orzella. Nel 2002 si laurea in Scienze Politiche (indirizzo storico-politico-internazionale) Tesi: Teatro e rivoluzione : L’esperienza del maggio francese.

Nel 2004 Diploma dell’École Flornet di Parigi. Scuola d’Arte drammatica (4 anni) – Borsa di studio.

Nel 2006 Master intensivo di recitazione studio per S. Beckett e H. Pinter presso il Teatro Stabile della Sardegna (borsa di studio) – Diretto da J. Snachis Sinisterra (docenti: G. De Monticelli; A. Alvarado; K. Crowford; F. Manetti; S. Tcherkasskij).

Dal 1995 ad oggi recita in diversi pièce teatrali e cura la regia di molte pièce teatrali.

Dal 2000 – 2014 segue vari laboratori teatrali di danza contemporanea, improvvisazione e composizione coreografica).

Dal 2000 è docente di dizione, di recitazione, di storia del teatro e cura vari laboratori di cui molti per bambini.

Ha un esperienza di cantante in gruppi musicali e vari esperienze giornalistiche.

Recita in diversi film e cortometraggi.

Nel 2007 è vincitrice del premio teatrale nazionale “Plauto”(Sarsina).

Nel 2009 è vincitrice del Primo premio regionale “Francesco Masala” come migliore attrice professionista.

Nel 2015 segue il corso di regia teatrale presso il Teatro Massimo (docenti: L. Calamaro; C, Koller; M. Saiu; D. Iodice; L. Colavero).

Graziano Piazza. Attore e regista prevalentemente teatrale, nato a Domodossola, cresciuto a Torino, si avvicina al teatro da bambino grazie al mimo Marcel Marceau con il quale partecipa a un seminario sulla maschera neutra. Quando è ancora al liceo, viene scelto da Ugo Gregoretti come giovane attore per lo sceneggiato televisivo Il Conte di Carmagnola, con Vittorio Gassman. Inizia a lavorare al Teatro Stabile di Torino prima ne Il mio regno per un cavallo, di Franco Passatore, poi nel 1985 con Mario Missiroli nello Zio Vanja con attori esordienti. Dal 1987 entra a far parte della compagnia di Giancarlo Sepe a La Comunità. Da lì intraprende una carriera prevalentemente teatrale incontrando grandi maestri della scena nazionale e internazionale come, Peter Stein nel 1989, Benno Besson nel 1991 e Luca Ronconi nel 1996, con i quali parteciperà a diverse produzioni nel corso del tempo.

Alterna spettacoli classici a una ricerca di personaggi con forte connotazione contemporanea e sociale, come nel monologo Schifo di Robert Schneider, per la regia di Cesare Lievi in prima nazionale in Italia.

Lavora anche con registi emergenti del panorama italiano.

Da anni porta avanti anche un’attività di scultore partecipando alla Biennale degli Artisti del Mediterraneo di Bologna nel 1989, e allestendo mostre a Roma e Prato. Una sua scultura è visibile alla Villa Piccolomini di Roma, sede dell’associazione ApTI-Associazione per il Teatro Italiano.

Svolge anche attività pedagogica.

Elif Shafak. È una scrittrice turca.Ha pubblicato romanzi scritti in turco e in inglese ed è l’autrice più venduta in Turchia.

Le sue opere sono tradotte in più di trenta lingue.

È stata definita dai critici come un’autrice in cui si armonizzano in modo creativo la tradizione occidentale e quella orientale fino a generare un’opera narrativa che è insieme locale e universale.

La sua opera attinge a diverse culture e tradizioni letterarie, così come ad un profondo interesse per la storia, la filosofia e la cultura orale.

La Shafak ha una scrittura provocatoria nei confronti del bigottismo e della xenofobia, ed è profondamente legata ai temi del femminismo, del sufismo, dell’individualismo e della cultura ottomana, con “un particolare talento nel dipingere le strade di Istanbul”.

Attualmente divide il suo tempo tra la Gran Bretagna e Istanbul.

Alberto Soi. Si è formato alla Scuola del libro di Milano dove ha vissuto fino al 1992 e dove ha conseguito successive specializzazioni in editoria, allestimenti e immagine coordinata.

Attualmente vive e lavora a Cagliari, è socio e art director senior di Ojos design srl e affronta con successo tematiche progettuali complesse nell’ambito degli allestimenti culturali e commerciali, della comunicazione aziendale, dell’editoria, della multimedialità e del web.

Iscritto al BEDA, socio AIAP, di cui è stato vicepresidente nazionale, ha insegnato, tenuto conferenze, organizzato mostre e workshop per la promozione della cultura del design e della comunicazione visiva. Suoi lavori sono stati esposti e pubblicati in Italia e all’estero.

Tra i suoi interessi la fotografia, il giardinaggio, l’archeologia e la produzione artistica.

Mostre e installazioni artistiche: Barocco digitale (2016, mostra personale, Cagliari); V-ART (2012, collettiva, Festival internazionale immagine d’autore, Quartu Sant’Elena); Art&co  (2012, collettiva, Cagliari); Arteciclando (2011, collettiva, Cagliari); Portrait d’artiste (2010, collettiva, Roma); Momoti dance (2007, installazione di multiproiezioni, Noarte, San Sperate); Art&scienza (2006, installazione con multiproiezioni, Selargius); Le reliquie di sottospirito (2006, collettiva, Milano); Olmo sapiens (2005, installazione con multiproiezioni, L’altro occhio, Ardauli); La preghiera che sale verso il cielo (2003, land art, La porta della libertà, Settimo San Pietro).

 Arturo Stàlteri. Nasce a Roma. Dai genitori, Raffaella, pianista non professionista, e Luigi, giornalista televisivo, eredita la duplice passione per il pianoforte e per la conduzione radiofonica. La madre lo avvicina allo strumento, poi seguono gli studi in Conservatorio. A undici anni inventa programmi radiofonici sul registratore di suo padre e nel 1978 comincia a collaborare con Radio Radicale (Musica Come). Dal 1982 al 1984 conduce rubriche musicali per la Radio Vaticana (Studio A) e nell’estate del 1988 approda a Radio Rai. Nel 1979 consegue il diploma in pianoforte al Conservatorio Alfredo Casella de L’Aquila sotto la guida di Ermanno Pradella. Nello stesso anno pubblica Andrè sulla luna (IT/RCA); successivamente si dedica esclusivamente al concertismo classico per più di un decennio, dando alle stampe nel frattempo l’album …e il pavone parlò alla luna (1987 Lynx), ispirato alla musica dell’oriente indiano. Dal 1979 al 1985 si perfeziona con Vera Gobbi Belcredi.

Gli esordi discografici di Stàlteri risalgono al 1974, anno in cui a Roma fonda, con il polistrumentista Gaio Chiocchio, il gruppo rock progressivo Pierrot Lunaire. Il primo album Pierrot Lunaire (IT/RCA) è del 1975.

Stàlteri si definisce un “post-minimalista romantico”; ama tra gli altri Wim Mertens, Fryderyk Chopin, Claude Debussy, Ryūichi Sakamoto, Terry Riley, Philip Glass e Brian Eno. Proprio a Glass e a Eno sono rispettivamente dedicati gli album Circles (1998 Materiali Sonori) e CoolAugustMoon (2000 Materiali Sonori), entrambi approvati dagli stessi autori e inseriti nella loro discografia ufficiale.

Tiene conferenze su musica di frontiera, art rock, musica celtica e Rolling Stones.

Ha collaborato con vari artisti tra cui Rino Gaetano, Grazia Di Michele, Sonja Kristina (già vocalist dei Curved Air), David Sylvian, Fabio Liberatori, Arlo Bigazzi e Grazia Verasani.

Ha partecipato in qualità di conduttore e musicista al primo programma televisivo culturale di Franco Battiato e Manlio Sgalambro dal titolo Bitte, keine réclame, andato in onda nel dicembre 2004 per Rai Futura e riproposto nel 2005 sul canale satellitare Rai Doc.[16]

Nel 2014 è apparso nella prima guida in italiano alla musica sperimentale e di ricerca Solchi sperimentali, una guida alle musiche altre di Antonello Cresti.

Il 6 agosto 2015 al MuSe di Trento, con Massimiano Bucchi, in occasione del 70º anniversario della tragedia di Hiroshima, ha eseguito brani legati al tema dell’atomica in un concerto reading.

Anna-Lou Toudjian. Studentessa nel secondo anno all’Università di Paris Saint-Denis in Arti degli spettacoli: teatro.

Segue dall’età di 11 anni l’École Florent di Parigi (ultimo anno di studio).

Nel 2016 ha debuttato presso il teatro di Sardegna in “Elktra” di Hugo von Hofmannsthal con la regia di Lia Careddu e Cristina Maccioni.

 Irma Toudjian. Pianista e compositrice di origine armena, nata in Libano, ha perfezionato gli studi musicali a Parigi presso l’Ecole Normale Supérieure de Musique /Alfred Cortot.

Dal 1990 si è stabilita a Cagliari dove nel 1994 ha fondato l’Associazione  Suoni & Pause di cui è Presidente e Direttore Artistico.

Ha ideato e organizzato per dieci anni il concorso “Premio Gramsci” per pianoforte; e dal 2001 la rassegna che ha annualmente luogo a Cagliari: “Le Salon de Musique” e il festival “Racconti d’Armenia”.

Ha ideato e organizzato per dodici anni il festival “Les Arts Florissants de la Sardaigne”, che aveva luogo ogni anno a Parigi.

Ha ideato e creato la Galleria Espace S&P che ha ospitato dal 2008 al 2013 artisti visivi, nazionali ed internazionali.

Ha inciso 3 C.D. delle sue composizioni: “Ritratti” nel 2005, “March in the desert” nel 2008, “L’Attente” nel 2011 e il C.D.“Aghen” nel 2006, che contiene un’ampia raccolta di musiche armene di Komitas e Gurdjieff/de Hartmann .

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