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Sa Die: Una Festa scomoda o inutile?

Sa Die: Una Festa scomoda o inutile? Anche questa edizione è andata. Come al solito eravamo 4 gatti che, come da copione, siamo convenuti nel Palazzo Regio per avviare le celebrazioni dei “Vespri sardi”. Molti erano dentro (Antonello Gregorini), altri fuori (il sottoscritto e Oreste Pili) e altri ancora (Lello Corti) fungeva da Ufficiale di collegamento fra il Palazzo regio e la piazza antistante. Mentre si aspettavano i concittadini, Stefano Fioretti di Videolina, dopo avere effettuato il servizio a Palazzo regio, si è intrattenuto con noi per fumarsi una sigaretta e scambiare delle impressioni. Da quanto è emerso nel corso delle brave discussione a me risulta che: Nulla è cambiato da allor… Nel senso che questa festa giustifica rendite di posizione e consolida lo status quo. Nulla di più… Poco dopo qualcuno mi ha detto, forse per autogiustificarsi: “molti di noi si sono recati a Quirra, altri sono andati a Sassari. C’erano tante manifestazioni in programma…”. In realtà sono convinto che anche nelle altre località la partecipazione non sia stata molto significativa. Forse l’unico che è riuscito a fare qualcosa è il leggendario Re di Malu Entu, ammesso che sia a piede libero! La prima impressione è stata quella di una festa autoreferenziale, quella voluta dai soliti noti che per vari motivi si danno appuntamento il 28 di aprile per cantarsela e suonarsela senza la vera partecipazione del popolo. In effetti di popolo almeno a Cagliari non c’era…quel poco che c’era era come un elemento scenografico a mo’ di figurante. C’erano solo addetti ai lavori e tanti turisti incuriositi dalla nostra bandiera e desiderosi di scattarsi qualche foto. Uno di loro mi ha perfino chiesto in francese se la nostra bandiera fosse quella della Corsica…Che desolazione! Verso le 11 tutti i partecipanti (sia quelli che erano dentro Palazzo, che quelli che erano fuori) si sonno recati in processione dentro la Cattedrale dove si è celebrata la Messa. Poco prima dell’inizio della celebrazione siamo stati raggiunti da altre amiche fra cui Mercedes Mariotti e Rosella Orchis, che hanno voluto dare un segno di condivisione. In effetti la piazza di palazzo regio era solo piena di turisti. Turisti che ignoravano il senso della nostra sparuta presenza. In altri Paesi quando c’è festa nazionale si vede e ci si rende conto dalle facce delle persone, dagli addobbi e tutto questo ti da il senso delle motivazioni della festa. Da noi invece, nulla di questo…L’importante è portare turisti…poco importa se si trasmette cultura e identità. L’importante è fare fatturato e presunto business. Ma le Guide, gli Albergatori e gli operatori del turismo non sono o dovrebbero essere anche la nostra punta avanzata di conoscenza e salvaguardia della sardità. Sarei curioso di sapere quanti di loro oggi hanno informato e parlato della nostra festa ai loro clienti. Forse il vero problema è questo: non riusciamo più a comunicare messaggi e riuscire e trasmettere e condividere significati che hanno una valenza etica. E poi…anche alla luce dei risultati ottenuti, forse non interessa più di tanto conoscere e sapere la verità, quello che conta è riuscire a vedere quanti più siti possibili e non osservare il senso della storia e delle cose. Una grande delusione mi assale… E per concludere bene la giornata me ne sono andato a Tuvixeddu per far conoscere uno dei nostri più grandi insuccessi: Il parco per i cani di Tuvixeddu! In ogni caso e comunque vada w la Sardegna!
Fine della conversazione in chat
Roberto Copparoni

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