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Ritirati funghi in busta “Oliveri”. Erano contaminati da salmonella

Funghi porcini secchi in busta “Oliveri” prodotti in Italia, ritirati in Germania perché contaminati dalla salmonella. Lo segnala l’Ufficio federale della sicurezza alimentare del governo tedesco, come viene comunicato da Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”. Una contaminazione, rilevata durante il campionamento di routine da parte degli esperti. Nelle confezioni da 50 g dei funghi porcini secchi qualità commerciale in busta, prima del consumo, sono state trovate tracce di salmonella. Nello specifico si tratta del lotto L 350 161 in commercio da 50 grammi della ditta Oliveri Emilio Req. Fontane 56 15019 Strevi (IT) che riporta come termine ultimo di conservazione la data 15/12/2017 sul mercato tedesco. Sconosciute le cause di contaminazione. Secondo le prime indagini i prodotti sarebbero stati realizzati e commercializzati in piena conformità con i processi validati. La segnalazione è stata diffusa anche attraverso il sistema di allerta europeo, questo vuol dire che tutti i Paesi interessati hanno ricevuto la notizia e si sono attivati immediatamente per verificare che il produttore abbia ritirato il prodotto da tutti i punti vendita, informando i consumatori. La salmonella, come sottolinea lo “Sportello dei Diritti”, è l’agente batterico più comunemente isolato in caso di infezioni trasmesse da alimenti, sia sporadiche che epidemiche. E’ stata segnalata per la prima volta nel 1886, in un caso di peste suina, dal medico americano Daniel Elmer Salmon. La salmonella è presente in natura con più di 2000 varianti (i cosiddetti sierotipi) ma i ceppi più frequentemente diffusi nell’uomo e nelle specie animali, in particolare in quelle allevate per la catena alimentare, sono S. enteritidis e S. typhimurium. Le infezioni provocate da salmonella si distinguono in forme tifoidee (S. typhi e S. paratyphi, responsabili della febbre tifoide e delle febbri enteriche in genere), in cui l’uomo rappresenta l’unico serbatoio del microrganismo, e forme non tifoidee, causate dalle cosiddette salmonelle minori (come S. typhimurium e la S. enteritidis), responsabili di forme cliniche a prevalente manifestazione gastroenterica. I rischi. Le salmonelle non tifoidee, spiega ancora lo sportello, responsabili di oltre il 50% del totale delle infezioni gastrointestinali, sono una delle cause più frequenti di tossinfezioni alimentari nel mondo industrializzato. Le infezioni da salmonella possono verificarsi nell’uomo e negli animali domestici e da cortile (polli, maiali, bovini, roditori, cani, gatti, pulcini) e selvatici, compresi i rettili domestici (iguane e tartarughe d’acqua). I principali serbatoi dell’infezione sono rappresentati dagli animali, e i loro derivati (come carne, uova e latte consumati crudi o non pastorizzati) e l’ambiente (acque non potabili) rappresentano i veicoli di infezione. Rilanciando l’allerta riportata dal portale del governo tedesco su Lebensmittelwarnung.de, si invitano i consumatori a prestare la massima attenzione astenendosi dall’acquisto dei fungi porcini secchi provenienti dal lotto interessato dalla contaminazione. L’altra cosa da ribadire è che gli altri prodotti non coinvolti si possono mangiare con serenità.

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