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Piemonte. La Regione crede nel marchio BITEG -la Borsa Internazionale del Turismo Enogastronomico

Assessore al Turismo Antonella Parigi: Biteg importante vetrina enogastronomica italiana

biteg

L’edizione di quest’anno di Biteg – la Borsa Internazionale del Turismo Enogastronomico, – si svolgerà a Cuneo, nel Complesso Monumentale di San Francesco, il 28 ed il 29 aprile. Cosa significa questo in termini turistici ed economici per la nostra regione?

Biteg rappresenta un’importante vetrina per gli operatori e i prodotti turistici del Piemonte: un’occasione privilegiata per far scoprire le tante eccellenze che il nostro territorio ha da offrire nell’ambito dell’enogastronomia e che ci pone come una delle regioni più competitive a livello nazionale e internaizonale. Un patrimonio che costituisce un forte elemento di attrattività per il turismo, in particolare nell’area collinare del sud del Piemonte: ecco perché la scelta di Cuneo è particolarmente strategica, al centro dei territori vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato, uno dei sistemi più avanzati e più apprezzati a livello di offerta turistica.

Quali sono le eccellenze che il Piemonte ha da offrire a Biteg, considerato il più importante evento nazionale di comunicazione, promozione e vendita del prodotto turistico enogastronomico?

La particolarità del Piemonte è quella di avere un patrimonio di eccellenze turistiche legate all’enogastronomia diffuso su tutto il territorio:sicuramente alcuni prodotti godono di una riconoscibilità maggiore e sono apprezzati e venduti in tutto il mondo, come il tartufo bianco di Alba o alcuni vini come il Barolo e il Barbaresco, ma le produzioni di altissima qualità caratterizzano tante aree della nostra regione, dai risi del Vercellese alla carne Fassona, dalle nocciole delle Langhe al vermut torinese.

I dati parlano di un buon incremento per quanto riguarda il settore turistico in Piemonte. Cosa cerca il turista?

Abbiamo presentato pochi giorni fa i dati 2016 del turismo in Piemonte, confermando una crescita che, se guardiamo agli ultimi dieci anni, è stata esponenziale. In questo momento, anche insieme alla nuova struttura regionale di marketing turistico, la DMO Piemonte Marketing, stiamo lavorando per attrarre soprattutto famiglie e i cosiddetti “affluent”. Per entrambi i segmenti di mercato al centro dell’offerta turistica deve esserci la possibilità di vivere esperienze, e in questo il Piemonte, anche in ambito enogastronomico, non solo è già sviluppato, ma ha ampie possibilità di crescita.

I turisti stranieri si confermano come una presenza importante per il turismo, cosa apprezzano maggiormente del nostro territorio?

Sicuramente il nostro patrimonio artistico e storico, ma anche altri comparti come la montagna, invernale e estiva, e i laghi, dove la presenza di turisti stranieri incide in modo significativo. A crescere sono però soprattutto i territorio collinari del sud del Piemonte: per questo è significativo che Biteg, con la sua vocazione internazionale, si tenga a Cuneo, al centro delle aree vitivinicole patrimonio UNESCO che hanno dimostrato di saper essere un territorio davvero molto attrattivo per i visitatori di tutto il mondo.

Qual è la carta vincente del Piemonte e come e’ ancora possibile valorizzarla maggiormente?

Sicuramente la grande varietà di territori, e conseguentemente dell’offerta turistica: scherzosamente a volte mi piace ricordare che al Piemonte manca solo il mare, perché dalla montagna, alle colline, ai laghi, alle città d’arte, non c’è settore che ci manchi. Come Regione Piemonte il nostro obiettivo è garantire la crescita e lo sviluppo del turismo evitando gli errori di altre regioni che, pur più avanti di noi nel settore, non hanno saputo garantire una piena sostenibilità: lo sviluppo di un’offerta “slow” può invece diventare strategico per il Piemonte, e l’enogastronomia può certamente costituire un elemento fondamentale di questo progetto.

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