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Nuovo piano tirocini, un’opportunità per sei mila giovani sardi

Il responsabile lavoro e formazione dei Giovani Democratici della Sardegna e coordinatore
provinciale dei Giovani delle ACLI di Sassari valuta positivamente la misura attivata dalla
regione.
“La notizia della pubblicazione di un nuovo piano di tirocini per i giovani disoccupati, da
parte dell’ASPAL, è sicuramente positiva e non può che essere accolta con
soddisfazione.” È quanto afferma Gianluca Chelo, responsabile regionale lavoro e
formazione dei Giovani Democratici e coordinatore provinciale dei Giovani delle ACLI di
Sassari.
“Il nuovo piano di tirocini soddisfa l’esigenza di sei mila disoccupati Sardi che potranno
avere, con le aziende interessate, un rapporto di lavoro con un corrispettivo di 450 euro
per trenta ore lavorative a settimana nell’arco di sei mesi. Sappiamo bene che non basta e
che bisogna fare altri sforzi per elaborare nuove forme di investimento e nuove opportunità
occupative, ma siamo anche coscienti di quanto questa misura fosse attesa dai giovani.”
Il nuovo progetto Sardegna lavoro – Aspal prevede un stanziamento che raggiungerà 20
milioni di euro da parte della giunta per i tirocini e attraverso il programma garanzia
giovani.
La presentazione delle domande e dei progetti avverrà per via telematica e la gestione
sarà in capo ai centri per l’impiego.
“Questo intervento – prosegue Gianluca Chelo – va sicuramente nel verso giusto, soddisfa
infatti le esigenze dei neet (i ragazzi in stato di disoccupazione, che non frequentano una
scuola o un corso di formazione), ma va incontro anche ai ragazzi di 30 anni, aiutandoli e
accompagnandoli in un virtuoso inserimento nel mondo del lavoro.
Su questo punto mi sento di rimarcare l’importanza, ora come non mai, dei corsi di
formazione professionale. Oltre ad essere un importante strumento per combattere la
dispersione scolastica, rappresentano la principale porta di ingresso al mercato del lavoro,
così come accade in Europa dove la formazione professionale non viene vista come una
via alternativa ad un titolo di studio, ma una parte complementare che si adatta alle
vocazioni del ragazzo.
L’idea potrebbe essere quella di un percorso formativo di alto livello, di stampo Europeo,
nel quale, oltre alle basi scolastiche, si possa costruire l’ossatura professionale che possa
portare poi il ragazzo ad una possibile specializzazione.”

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Un commento

  1. dopo sei mesi tutti licenziati.

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