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Piano economico finanziario e alla nuova tariffa rifiuti. M5S vota No

Piano economico finanziario e nuova tariffa rifiuti: i portavoce del Movimento Cinque Stelle in Consiglio comunale di Sassari votano NO. “Il nostro gruppo sceglie di non prendere parte al teatrino di continue prese in giro perpetrate dall’Amministrazione comunale ai danni della cittadinanza, per questo non avvaloreremo con il nostro voto un piano finanziario che non mostra la benché minima idea di trasparenza, trasparenza che con Movimento Cinque Stelle ci contraddistingue – attaccano Manca e Murru -. Sino che non sarà evidente l’intenzione di tracciare un percorso virtuoso, sino a che non si sceglierà di dare una premialità a chi differenzia correttamente, il nostro voto sarà contrario”. Questa la posizione, netta, emersa in sede di discussione del Pef e tariffa rifiuti, argomento di grande interesse per i cittadini perché viatico alla definizione di tariffe che ricadono sulla testa della popolazione stessa e delle modalità operative che dovrebbero, condizionale d’obbligo, tenere pulita la nostra città. I portavoce penta stellati non ci stanno. E a supporto della loro posizione, portano i numeri.

“L’appalto inizialmente è stato vinto dalla ditta Gesenu, successivamente è passato direttamente alla ditta Ambiente Italia: nel giro di un anno, 2016/2017 l’appalto ha fruttato alla stessa ditta oltre un milione di euro” spiega Desirè Manca che poi, dati alla mano, incalza: “Nel 2016 spazzare e lavare le strade, non certo quelle dell’agro, è costato circa 6,5 milioni di euro, comprese spese generali di circa mezzo milione. Ma cosa sono le spese generali? L’Amministrazione, sempre per la trasparenza, non lo spiega – prosegue -. Spendiamo più di tre milioni l’anno in costi di servizio e raccolta rifiuti, con tanto di spese generali per 240mila euro”.

L’Amministrazione comunale del sindaco Sanna si presenta in Aula forte della riduzione della tariffa rifiuti, ma si tratta palesemente di una “vittoria di Pirro”: “Discutiamo una pratica del 28 febbraio scorso, arrivata in Consiglio a metà aprile dopo una sospensione dei lavori non certo dovuta a discussioni in seno alla maggioranza sulle risorse da impiegare o in merito agli interventi necessari affinché una gestione politico amministrativa fallimentare si trasformasse in qualcosa di finalmente utile alla città. Niente di tutto questo – dice Maurilio Murru -. Troppo semplice arrivare in Consiglio ora e sbandierare la riduzione della la tassa sui rifiuti a 80 centesimi o forse un euro per utente: nemmeno il costo di un caffè, la metà di quanto chiedete per un voto alle vostre primarie. Continuate a muovervi e operare come se i cittadini fossero invisibili. Intanto trovate a qualcuno una poltrona comoda e calda dentro o fuori dal palazzo e pretendete anche gli applausi. I sassaresi signo sindaco non vogliono l’elemosina – puntualizza -. I sassaresi vogliono che lei e la sua Amministrazione andiate a casa, questa è l’unica cosa seria e concreta che la città capirebbe: siamo stufi di essere presi in giro”.

E poi ancora dati e numeri. Spesi circa 33mila euro per ritiro carcasse di animali e deiezioni canine senza avere informazioni dettagliate su piano d’azione, frequenza e luoghi di ritiro; 173mila euro per la campagna di sensibilizzazione; 230mila euro per la pulizia delle caditoie in una città che quando piove si allaga; alla voce “altri costi” ci sono 160mila euro; un milione e 200mila euro sono invece i costi sostenuti dall’appaltatore fra cui rientrano le spese contrattuali: ma cosa sono le spese contrattuali? Nel luglio 2016 l’assessore all’Ambiente del Comune di Sassari dichiarava che la città aveva raggiunto la soglia minima del 50% prevista dalla regione in termini di raccolta rifiuti, ma quella soglia come da prassi tristemente consolidata non è stata raggiunta e costa una penale da 160mila euro: l’anno prossimo la soglia sarà innalzata al 65%, dato che deve far riflettere e fa preoccupare. Ultima nota, ma non meno importante: dopo tre anni di vane promesse da parte del Settore Ambiente, portate avanti da due differenti assessori, l’impianto di compostaggio e trattamento rifiuti di Scala Erre non è ancora in funzione, doveva esserlo già nel 2014, poi a fine 2015 e, intanto, costa al Comune oltre 50mila euro al mese.

“Da vice presidente della Commissione ambiente porto all’attenzione un dato da me più volte evidenziato: esiste una criticità evidente in tema di controlli relativa alla verifica del rispetto della frequenza operativa di determinati servizi da parte della ditta appaltatrice – afferma Desirè Manca -. Esempi? Pulizia caditoie, pulizia spiagge e raccolta siringhe. Mi risulta che attualmente c’è solo un dipendente comunale che effettua questi controlli”. Maurilio Murru rincara la dose: “A proposito della tariffa rifiuti, potreste anche provare a far passare il rimborso di qualche monetina ai cittadini come un successo, ma quando ci si è giocati da tempo la credibilità è difficile trasformare un risultato come questo in un beneficio per la comunità – chiude il portavoce del Movimento Cinque Stelle -. A voi cosa importa di una comunità sempre più povera e in difficoltà, sempre più composta da famiglie con sempre più disoccupati, senza un futuro e con giovani che non hanno speranze, fatta da famiglie che tardano a percepire contributi per i disabili, che si vedono aumentare il carico percentuale sulla ripartizione dell’ammontare complessivo del piano finanziario che passa dal  47 al 48%. A voi cosa importa? Nulla. perdete tempo a litigar e spesarvi di continuo, in una aprite a scacchi eterna sulle spalle dei cittadini che non ne possono più”.

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