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Oristano, mostra fotografica ed editoriale sul museo diocesano

Presentazione della produzione editoriale e fotografica sul Museo Diocesano Arborense, giovedì 12 gennaio 2017 alle ore 18, Museo Diocesano Arborense, Sala San Pio X, Oristano S.E. Mons. Ignazio Sanna Arcivescovo di Oristano, Dottor Remigio Sequi Liquidatore del Patto Territorio.

Con l’inizio del nuovo anno un appuntamento serale per il 12 gennaio al Museo Diocesano Arborense di Oristano che attraverso il Patto Territoriale di Oristano a.r.l in liquidazione, presenta il progetto di informazione culturale e turistica realizzato per il museo con la produzione editoriale e fotografica di 5000 brochure e 5000 cartoline e l’archivio fotografico della struttura museale e del suo importante patrimonio artistico del Tesoro della Cattedrale.

Nella Sala San Pio X del Museo Diocesano Arborense, giovedì 12 gennaio 2017 alle ore 18 sono invitati alla presentazione i giornalisti, gli organi di stampa, le autorità, i protagonisti, gli amici e i visitatori del Museo. La produzione editoriale che sarà presentata, consiste in una brochure in italiano e in inglese con una piccola collezione di cartoline che contengono alcune fotografie delle opere più interessanti e importanti custodite nel Museo. S.E. Monsignor Ignazio Sanna, Arcivescovo di Oristano aprirà l’incontro e il Dottor Remigio Sequi, liquidatore del PTO illustrerà il progetto che promuove questo importante spazio espositivo con un ricco patrimonio artistico, poco conosciuto, che non aveva la possibilità di dotarsi di strumenti informativi per il pubblico e di documentazione fotografica esaustiva delle opere. I visitatori potranno ricevere gratuitamente la brochure in italiano e in inglese, una piccola collezione di cartoline con le opere e potranno conoscere il patrimonio esposto attraverso la visita al museo e la documentazione per immagini proiettate sul grande schermo con le fotografie, frutto di un attento e rigoroso studio tecnico e artistico del fotografo Gianfranco Mura. Il Museo Diocesano Arborense è stato istituito nel 2012 e la sua missione è di tutelare e valorizzare il patrimonio artistico e culturale dell’Arcidiocesi, promovendone la conoscenza attraverso visite guidate, mostre temporanee, convegni, dibattiti. Le ricche collezioni di arte sacra e di preziosi documenti antichi sono una straordinaria testimonianza della storia religiosa, politica, sociale, economica del territorio. Ubicato in prossimità della Cattedrale, il Museo dispone di 1300 metri quadrati di spazio espositivo. Articolato su quattro edifici, la sua ampia corte interna è sia spazio espositivo a cielo aperto, sia elemento di distribuzione dei diversi ambiti del complesso. Un luogo di grande interesse per la moderna struttura architettonica, restituita con un sapiente recupero e per la ricchezze delle opere esposte nelle sale interne che trova una naturale diffusione dei suoi contenuti con gli strumenti di comunicazione e promozione realizzati dal Patto Territoriale di Oristano.

Il progetto è stato realizzato nell’ambito dell’intervento 3.3 “Strumenti di Comunicazione e promozione” del Programma Aggiuntivo 2015.2016, finanziato dal Dipartimento per le Politiche di Coesione della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Il coordinamento del progetto è a cura del dottor Remigio Sequi, liquidatore del PTO, il coordinamento scientifico e i testi sono di Silvia Oppo, Direttrice del Museo, il coordinamento editoriale è di Luisa Carta, Antonio Ladu, Maria Carla Manca,  la direzione editoriale e artistica di Bianca laura Petretto. Design e layout di Aldo Tanchis/Tankislnk.

Nota

Il Museo Diocesano Arborense

La Sala San Pio X

Accoglie manufatti del Tesoro della Cattedrale di Oristano, che illustrano la storia della cattedra arcivescovile arborense, dalle sue origini nel Medioevo a oggi. Tra questi, materiali storico-artistici, archivistici e librari, paramenti sacri, oggetti rituali in materiale prezioso, libri miniati e preziosi documenti conservati negli Archivi Diocesano e Capitolare. L’itinerario si articola attraverso l’esposizione permanente ed esposizioni temporanee settoriali.

La Galleria delle esposizioni

Ospita mostre temporanee tematiche, esponendo alternativamente il patrimonio storico-artistico delle varie aree dell’arcidiocesi e quelle di altre zone dell’isola.

Le Sale del Seminario

Ospitano materiali archeologici fenici, greci, cartaginesi e romani di Tharros.

Plutei marmorei – Marmo, fine XI – inizi XII secolo

Rinvenuti nel 1903 in un fondaco della Cattedrale, segnano l’esordio dell’arte romanica in Sardegna. In Daniele nella fossa dei leoni il personaggio con spada personifica il popolo babilonese che obbliga re Ciro a condannare Daniele. A destra, il profeta Abacuc. Un altro pluteo raffigura Leoni che trattengono vitelli, schema araldico di eredità bizantina.

Madonna con Bambino e Santi – Tempera su tavola con fondo oro, fine XIII secolo

Probabilmente prima opera a fondo oro giunta nell’Isola e tra le prime testimonianze della cultura gotica toscana ispirata dalla cultura francescana. Attribuito a Memmo di Filippuccio, pittore e miniaturista senese operante anche nel cantiere delle storie francescane ad Assisi. Altra ipotesi lo attribuisce ad ambito pisano e al cosiddetto Maestro di San Torpè.

Arredi sacri in argento – Argento, tardo XV – metà XVIII secolo

Ricco corredo di suppellettili liturgiche in argento, tra cui spiccano la Mazza Capitolare con le armi d’Arborea e la Croce astile, di produzione sardo-catalana del ‘500. Tra gli oggetti più antichi, il Reliquiario della Vera Croce.

Paramenti sacri – Tessuti, XV – XIX secolo

I pregiati tessuti provengono quasi sicuramente dalle migliori manifatture italiane e francesi e fanno della collezione un’importante testimonianza artistica e storica.

Codici liturgici – Pergamena, cuoio, fine XIII – XV secolo

È la più ricca e antica collezione di codici di origine medioevale della Sardegna. È costituita da 13 manoscritti liturgici in pergamena – sontuosamente miniati – quasi tutti risalenti all’epoca del Giudicato d’Arborea. Di straordinario valore paleografico, la collezione è anche la più rilevante raccolta di repertori liturgico-musicali dell’Isola. Di rilievo anche sei antifonari (“carte di guardia”) e altri documenti che tramandano memorie ecclesiastiche e civili.

Picchiotti bronzei – Bronzo, Placentinus, 1228

Tra i rari manufatti metallici superstiti citati nelle fonti sarde medievali, i picchiotti con protome leonina ed epigrafe – probabilmente di ambiente pisano – provenivano dalle porte della cattedrale romanica, demolita per far posto alla ristrutturazione settecentesca. L’unico confronto in Sardegna è la coppia di protomi leonine lapidee murate nella Porta dei Leoni di Cagliari.

 

 

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