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ORISTANO E LE PROSSIME ELEZIONI AMMINISTRATIVE. “DIVIDE ET IMPERA”, CONTINUA AD ESSERE IL MOTTO CHE GLI ORISTANESI BEN CONOSCONO

“Divide et impera” (letteralmente «dividi e comanda») è una locuzione latina tornata prepotentemente in auge anche ai nostri giorni e che può essere ben utilizzata in tutti gli ambiti per ottenere il risultato. Spezzare o dividere gli eventuali gruppi che si oppongono alla soluzione di un determinato problema, è il marchingegno da sempre usato per sconfiggere i dissenzienti. In campo politico, poi, questa strategia risulta oltremodo utilizzata, in quanto dividere le fazioni avversarie che tentano di conquistare il potere è il modo migliore per controllarle e, di conseguenza, evitare che esse vincano le elezioni.

Oristano, come un po’ tutti sappiamo, si sta preparando alle imminenti elezioni per il rinnovo del Consiglio Comunale. I nefasti giochi di cui parlavo prima anche questa volta sono stati già da tempo messi in moto. A parte la dichiarata partecipazione ufficiale alla competizione dei nuovi schieramenti civici, che fanno della partecipazione alle elezioni una specie di baluardo, di bandiera (anche se difficilmente la potranno issare“da soli” sul pennone della “nave-Comune”), i due corposi raggruppamenti di Destra e di Sinistra, che ambiscono entrambi alla guida della Città, continuano, come in passato, con l’applicazione dei soliti distinguo, della nota tecnica divisoria, fatta di personalismi e individualismi, che nulla hanno a che fare con la ricerca del vero “bene comune”nell’interesse della città, ovvero con la seria costituzione della squadra più adatta, capace di governare la città per i prossimi 5 anni.

Dopo la faticosa e contestata legislatura precedente, dopo la rassegnata rinuncia a ricandidarsi del Sindaco Guido Tendas, in un primo tempo sembrava che il sereno fosse ritornato nella casa comune della coalizione di sinistra, ma così non è stato; nuovi venti di egoistico individualismo sono spirati nuovamente forti e al momento la coesione sembra lontana e la soluzione sempre più difficile da trovare. Anche lo schieramento opposto, quello del centro destra, non appare coeso e sereno: troppi nomi messi sul tappeto per indicare il candidato sindaco, in quanto nessuno sembra disponibile a dare credito ad un rappresentante che non sia del proprio partito!

Nel “mare magnum” della discordia, le divisioni anziché abbassare la guardia tengono banco e sarà difficile trovare in tempi brevi la giusta soluzione, dove la necessaria coesione ed un serio programma di legislatura rappresentino i punti focali da portare avanti, anziché radicalizzarsi sul nome di Tizio anziché di Caio, nella sperimentata ottica del divide.

Mario Virdis

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