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Movimento Sardegna Zona Franca e Indipendenti Sardi

Movimento Sardegna Zona Franca e Indipendenti Sardi

“L’autodeterminazione dei nativi sardi si può attuare con la modifica dello statuto.” Così il Movimento Sardegna Zona Franca strizza l’occhio agli Indipendenti Sardi

“La Sardegna può e deve valorizzare la sua identità e la diversità per lingua, usi, costumi e tradizioni dal resto della comunità nazionale, perciò, noi proponiamo queste modifiche a una parte dello Statuto sardo”. Questo il progetto lanciato oggi dall’avv. Francesco Scifo, Segretario Politico del Movimento Sardegna Zona Franca.

“Tali modifiche – continua Scifo – possono essere apportate con legge ordinaria perchè inserite nel Titolo III e sono opportune per poter cominciare a utilizzare coscientemente la propria capacità di autogoverno, ed in linea con quanto fatto in altre comunità dell’Italia e dell’Unione Europea. Vi sono dei precedenti giuridici e dobbiamo pretendere che siano rispettati per uscire dal sottosviluppo e dalla sottomissione a una cultura esterna che ha distrutto le nostre stesse radici. Noi pensiamo che, in un quadro federale quale è quello delineato dalla riforma del Titolo V della Costituzione italiana, si debba procedere a chiarire i nostri rapporti con la comunità italiana così come è stato già fatto in Alto Adige e in Valle d’Aosta ed in Sicilia.

Ecco le proposte del Movimento Sardegna Zona Franca per la modifica dell’art.13 dello Statuto Sardo:

Art.13

Il popolo sardo è un popolo ai sensi del diritto internazionale, con il conseguente diritto all’autodeterminazione.

Lo statuto è frutto di un accordo del Governo italiano con il Governo della Sardegna in qualità di parti equivalenti.

Art.13 bis

Le Autorità autonomiche della Sardegna hanno facoltà d’istituire Corti di Giustizia alle quali è affidato l’esercizio del potere giudiziario in Sardegna.

Art.13 ter

Laddove le autorità autonomiche della Sardegna sono titolari di competenze legislative ed esecutive, in quel caso, hanno pure la facoltà di negoziare e concludere direttamente accordi di diritto internazionale con altri Stati od organizzazioni internazionali o sovranazionali.

Art.13 quater

Tutti i conflitti di competenza tra le autorità centrali della Repubblica Italiana e quelle autonomiche della Sardegna sono risolti entro il termine perentorio di due mesi dalla richiesta di convocazione, formulata da una delle due parti, di un organo ad hoc, composto da due membri designati dal governo italiano e da due membri indicati dall’esecutivo della Sardegna, oltre a tre giudici della Corte Costituzionale Italiana, con il compito specifico di risolvere gli eventuali contrasti competenziali tra autorità centrali ed autorità locali.

Se i quattro membri di estrazione politica riescono a raggiungere tra di loro un accordo entro il termine perentorio di un mese dalla convocazione, la questione è definitivamente risolta; in caso contrario, la controversia è rimessa alla decisione esclusiva dei tre giudici della Corte Costituzionale Italiana. Solo tale organo misto può sospendere l’adozione della misura contestata sino alla definitiva risoluzione del conflitto competenziale.

Art. 13 quinquies

Il Sardo in tutte le varianti locali dei singoli Comuni è la lingua ufficiale della Sardegna. Per i documenti ufficiali di carattere nazionale verranno utilizzati congiuntamente il Logudorese e il Campidanese. L’Italiano potrà essere utilizzato con lo stesso valore ufficiale. Nelle scuole di ogni ordine e grado e nelle Università della Sardegna il sardo sarà materia curriculare obbligatoria per tutti gli ordini di studi.

Sono diversi gli spunti che il Movimento Zona Franca, facendosi promotore di una federazione di movimenti che possano dare una giusta sferzata alla Sardegna, offre ai più disparati interlocutori. Ma solo persone preparate e senza bende negli occhi possono avvalorare quanto sostenuto dall’avv. Scifo, e rilanciare l’economia rafforzando altresì l’identità di un popolo che sta dimenticando le sue fiere origini e che non crede più di poter cambiare il proprio destino.

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