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Lo scrittore Alvise Lazzareschi alla Normale di Pisa per presentare il suo ultimo libro.

Cultura (Elena Mascia) – Un luogo ricco di storia, un passato che rivive attraverso libri riletti di mano in mano e divenuto ormai da anni il centro di importanti iniziative culturali: è la biblioteca di Filosofia dell’Università Normale di Pisa, che oggi alle h 17.30, ospiterà un’altra tappa della presentazione del libro “La Casa del Colonnello” (Rizzoli), dello scrittore Alvise Lazzareschi.

L’ormai noto scrittore-cavatore, prosegue la promozione del suo ultimo lavoro, che racchiude in se’ la storia, gli aneddoti, le leggende che ruotano attorno ai luoghi della sua infanzia, immersi nella cornice delle Alpi Apuane e lo fa in modo semplice, diretto, senza forzature: “La magia di immaginare luoghi e ambienti, di crearli dentro di noi tutti nuovi, diversi, personali, ricchissimi e non preconfezionati dagli standard della fantasia cui ci ha abituato il mondo dei mass media”.

Serate raccontate dagli occhi di un bambino che osserva la notte dalla finestra: “La sera è particolarmente fredda. La neve ha coperto la terra e gli alberi, ed è rimasta cristallizzata sui rami del grande noce che se ne sta intirizzito e scheletrito” e che svelano momenti di vita famigliare dimenticati e riportati negli sguardi di chi ti ha messo al mondo, come la madre di Alvise Lazzareschi, una donna “incapace di lasciarsi trasportare dallo sfaticato procedere della corrente, sempre nella tensione di chi, della vita, ha voluto cercare ovunque il senso”.

Ricordi di un’infanzia che diventa adolescenza e riporta all’età di una condizione difficile da definirsi: “Oggi si pensa a una persona e la si associa a un mestiere. Muore il notaio X, nasce un figlio al banchiere Y, e così via. Come se un’esistenza si esaurisse nella funzione socio-economica che svolge, che condanna sentirsi figli di una categoria, piuttosto che uomini!”.

Capitoli che scorrono fludi, senza false retrospettive, come le riflessioni all’interno: “La felicità è qualcosa che viene da dentro e non si misura con gli standard di una situazione esterna. E non si giudica nemmeno dalla sua durata. Non è la lunghezza, ma l’intensità che determina il successo di una vita.”

Un libro i cui proventi andranno, come parte del ricavato, all’associazione #vorreiprendereiltreno di Jacopo Melio, per sostenere i numerosi progetti che hanno come obiettivo quello di abbattere barriere architettoniche e barriere culturali, attraverso progetti concreti e di sensibilizzazione.

Info su A. M.

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