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Lettera: Salvare i Fenicotteri Sardi

Sottoscrivo le parole di Paola Re che riporto in calce.
Inoltre:
tengo a precisare che il guano di questi uccelli (come quello di altre specie che saranno sicuramente in quelle aree, e comunque anche quello di altri animali), potrebbe essere utilizzato per ricavarne un buon concime completamente naturale (si veda in questa pagina quanti tipi di fertilizzanti a base di guano esistono e che hanno un mercato). Da un eventuale “problema” si potrebbe trarre beneficio intanto recuperandolo per trasformarlo in concime e venderlo (a quanto pare ricchissimo di azoto).
Per esempio in Namibia (già dagli anni 30, ed ampliandosi via via negli anni) è stata costruita in mare (vicina alla costa) una piattaforma di legno in modo che gli uccelli potessero nidificare e per ottenere al tempo stesso una fonte inesauribile di guano da usare poi come fertilizzante (la produzione annuale si aggira, pare, intorno alle 700/1000 tonnellate/anno – pag. 165/166). 
E pensare che già nel 1856 il Congresso degli Stati Uniti d’America, istituì una legge federale proprio per il GUANO (Guano Islands Act). Dopo il boom di questi fertilizzanti in quegli anni, i cui costi aumentavano sempre di più, e dopo che si trovavano in commercio anche “falsi guano”, per regolamentarne l’uso e lo sfruttamento di queste “isole”. (guano addirittura ricco di nitrato di sodio, utile per la polvere da sparo). 

Il tutto sta a significare che la questione sarda andrebbe studiata meglio, senza prendere decisioni frettolose e sbagliate (ricordiamoci che si potrebbe provocare un danno per il turismo!). 
In quanto a turismo, molti Fenicotteri Rosa, si trovano ogni anno anche nel Lago di Bogoria nella Rift Valley (Kenya -Parco Nazionale di Nakuru). A quanto pare possono essere anche oltre 1 milione (cioè 1/5 dei fenicotteri del pianeta! Non ne rimangono poi molti per essere TUTTI concentrati a Oristano!). 
Essendo in un Parco Nazionale, sono tutelati e fonte di attrazione per chi visita questi luoghi e per gli amanti della natura (pag. 158/164). 
Addirittura nel Lago di Bogoria, dopo varie vicessitudini dovute alla carenza di piogge e quindi all’essicazione per un apio di anni con la conseguente migrazione in altri parti dei volatili, furono immessi dei gamberi che sopravvivevano anche in acque alcaline per cercare di ridurre le larve di zanzare e le zanzare stesse -pag. 158 sopra- (potrebbe essere utile anche per risolvere il problema delle zanzare dovute alle risaie?).
 
Cacciatori:
Per quanto riguarda la paura dei cacciatori per l’allontanamento di altri volatili (beccacce) a cui loro possono sparare, pare, che solo 5 anni fa, questo problema  non esistesse. Che in 5 anni sia successo il finimondo, mi pare strano! 
Forse occorrerebbe fare degli studi e verificare le cose come stanno, dati alla mano. 
Inoltre lo stagno di Molentargius è un parco naturale regionale, per cui la precedenza non andrebbe data in primis ai cacciatori (che possono sfogarsi in altre attività e in altri lughi), ma alla natura che segue leggi naturali, non regolamenti urbanistici ecc. 
Parco Naturale pubblicizzato per attirare turisti!
Non sarà anche che i botti notturni con l’intento di scacciare proprio i fenicotteri, possa infastidire anche altri volatili che così scelgono altri luoghi??
 
Risaie:
Si trovano articoli sui danni alle risaie di Oristano già nel 2015 (per cui ci sono indennizzi che la regione eroga). Già in uno di questi articoli,  si dice che alcuni esperti del settore agrochimico interpellati, indicavano una soluzione possibile: “quella di togliere l’acqua dalla camera di risaia, perché in questo modo si impedisce il proliferare delle alghe, ma non tutti i risicoltori lo sanno e soprattutto non tutti si accorgono della presenza dei fenicotteri, che arrivano in tarda serata e vanno via all’alba“… (08.06.2015)
Cos’è successo da allora? Cosa sarà più semplice, insegnare a chi coltiva il riso a fare questa cosa o impallinare i fenicotteri? 
E chissà quante altre soluzioni potrebbero esserci se solo si attivassero dei tavoli di studio.
Non ho parole!
 
Catia Pratesi
Pontassieve -50065
(Firenze)
———————-

Gentili signore e signori,
ho appreso dai mezzi di informazione https://gruppodinterventogiuridicoweb.com/…/coldiretti-e-c…/ l’ennesima crudeltà che si vorrebbe mettere in atto in Sardegna: «Coldiretti Sardegna e Unione Cacciatori di Sardegna vorrebbero sparare ai Fenicotteri rosa definiti “il più grande disastro ambientale degli ultimi tempi”. In più “il loro guano rende sterili terreni e le acque e se si va avanti così distruggeranno il loro ambiente per poi andare via”. Ormai periodicamente la Coldiretti Sardegna “spara” cifre a vanvera (…) Gli agricoltori, esasperati, sono arrivati ad organizzare anche delle “ronde” notturne per proteggere le loro culture di pregio “armati” di petardi e trombe da stadio. I coltivatori chiedono che la Regione intervenga per trovare una soluzione al problema senza escludere, peraltro, la possibilità di abbattere qualche esemplare “per scoraggiare” i volatili rosa dal lungo becco a ripresentarsi sui campi di riso. (…)»
L’uccisione dei fenicotteri viene giustificata dal fatto che questi animali recano ingenti danni all’agricoltura locale. Quali danni? Sono pubblicati dati specifici?
E’ tempo di turismo: l’isola scelta come meta da tanti turisti che portano tanti bei soldini è sempre più insanguinata da questi piani di sterminio privi di ogni razionalità.
In Sardegna non si va solo al mare ma anche per vedere certi spettacoli della natura animale e vegetale.
Se ci si accanisce continuamente su ogni sorta di specie animale selvatica, si finirà per privarsi di una risorsa turistica, oltre che infliggere grande sofferenza agli animali.
La Sardegna vive più di turismo che di agricoltura. Si provi a dire ai turisti, attratti da questi meravigliosi animali, che non li vedranno più perché saranno sterminati e si prenda in considerazione un boicottaggio turistico dell’isola. Nessun turismo nell’isola del sadismo.
Cara Sardegna, ripensaci.
Cordiali saluti.


Paola Re
fenicotteri

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