Home / Attualita' / CRONACA / Lettera aperta di Andrea Argiolas, ex vice presidente della Federazione Italiana Canoa Kayak, al presidente del CONI Malagò : “Io, escluso dalle candidature regionali. Perché?”

Lettera aperta di Andrea Argiolas, ex vice presidente della Federazione Italiana Canoa Kayak, al presidente del CONI Malagò : “Io, escluso dalle candidature regionali. Perché?”

Caro Presidente Malagò,
ancora una volta mi rivolgo a lei, non solo perché massima carica dello sport italiano, ma soprattutto in quanto significativo rappresentante di quel modello di classe dirigente tutto teso al rinnovamento e all’innovazione. In quest’occasione, tuttavia, dopo le mie note del 5 (riscontrata il 27) e del 28 gennaio scorso (che ancora attende una risposta), mi trovo costretto a farlo pubblicamente perché oggi, scaduti i termini per la presentazione delle candidature alla carica di Presidente regionale del Coni, nulla è cambiato rispetto alle discutibili e opache disposizioni che regolano questa elezione.
Probabilmente, trattandosi di norme concernenti gli organi territoriali, non gli viene data quella rilevanza strategica che invece meriterebbero. Ho infatti la convinzione che i veri cambiamenti strutturali siano invece proprio quelli che, partendo dal basso, riescono ad incidere profondamente sulla coscienza collettiva, modificando il pensiero e, soprattutto, i comportamenti di chi costituisce l’ossatura e l’essenza stessa di una comunità e, a seguire, dell’intera popolazione.
Entrando nello specifico, come ampiamente prevedibile e previsto – stante le vigenti regole elettorali che hanno formato oggetto delle mie note sopra richiamate – premetto di non essere riuscito a raggiungere il quorum minimo ed esclusivo di firme, richieste a sostegno della candidatura alla presidenza regionale del Coni, in particolare, nel mio caso, del comitato Sardegna. In tal senso è stato determinante l’eccessivo numero di sottoscrizioni da raccogliere, giacché appare oggettivamente incongruente la quantità minima prevista di 15, su 30 voti necessari all’elezione – 10 da parte dei Presidenti delle Federazioni Sportive e 5 dei Presidenti delle Discipline Sportive Associate e/o degli Enti di Promozione Sportiva o Associazioni Benemerite. Ma soprattutto è stato dirompente l’aver rimesso in gioco, a soli due mesi dalla competizione elettorale, anche tutti i Presidenti regionali Coni non rieleggibili perché giunti ben oltre il limite massimo consentito di 2 mandati consecutivi, così come previsto dalle disposizioni vigenti sin dalla loro ultima rielezione (quadriennio 2013-17), particolare questo assolutamente non trascurabile.
Presidenti in carica, ai quali per ricandidarsi è richiesta l’anacronistica regola della abnorme raccolta di firme a favore: regola, seppur non in questa misura, comprensibile per attestare competenza e onorabilità dei potenziali neocandidati – tra l’altro selezionati anche da stringenti requisiti d’accesso – ma del tutto ingiustificata per chi “senza macchia” ha già ricoperto la carica.
Il quadro, già abbastanza poco chiaro, si completa con la mancata e perentoria indicazione di un limite massimo di firme pro candidato, nonché la precisazione che tale raccolta debba aver luogo attraverso la compilazione di un solo modulo già predisposto per contenerne 20, avallando di fatto una raccolta illimitata e su più moduli (quelli eccedenti verranno cestinati) tutta volta a scongiurare la presentazione di candidature alternative. Con questi assolutamente inopportuni “endorsement”, facili da ottenere per chi parte da posizioni di forza, non solo viene meno il principio inviolabile della segretezza del voto, ma anche i benefici di una sana competizione elettorale, basata sul confronto di persone, idee e programmi, essendo la dialettica, anche preelettorale, un fondamentale momento di discussione e di crescita di tutto il movimento.
In riferimento alla deroga concessa al limite del numero dei mandati, oltre alla contraddittorietà delle delibere del Consiglio Nazionale del Coni che si sono succedute negli anni dal 2012 al 2016 (nell’ordine: n. 1465 del 22/5/2012, n.1544 del 9/11/2015 e n.1567 del 20/12 2016), anche in riferimento alle leggi dello Stato dalle quali discendono ampiamente precedenti e datate 1999 e 2004, vorrei far notare che stabilire e soprattutto rendere effettivo il limite certo dei mandati, 2 (8 anni in questo caso), in generale e a qualsiasi livello rappresenta un fondamentale presidio per prevenire qualsiasi forma di cristallizzazione, con tutti gli effetti negativi che possono derivarne, le cui estreme conseguenze sono rappresentate da abusi di potere e, addirittura, dal rischio corruzione. In questi mesi, anche per effetto del DDL n. 361, recante modifiche al decreto legislativo 23 luglio 1999, n. 242, approvato al Senato ma non alla Camera, la situazione si è fatta, se possibile, ancora più nebbiosa. Infatti al limite massimo dei 2 mandati (mai applicato perché nel 2004 si ripartì daccapo con la conta) se ne propone uno che ne prevede 3 e, soprattutto, nei confronti di chi ne ha già ricoperti tanti, si permetterebbe di inanellarne ancora altri 2 (sic!). Insomma, una perenne, surrettizia elusione della fissazione del tetto massimo di mandati. Tutto evolve sempre e ineludibilmente verso un “fine mandato mai”, dove i limiti vengono superati da norme apparentemente più restrittive ma che hanno il magico potere di azzerare i conteggi. Tutto ciò, combinato con le descritte e anacronistiche pratiche per la raccolta delle firme, spiega come un siffatto sistema sia in grado di annichilire anche le più volenterose e propositive “possibili” neo-candidature.
Chiudo ribadendo lo scopo esclusivo di questo contributo, tutto teso a scuotere le coscienze per un futuro con regole giuste, certe e portatrici di una diffusa crescita civile, valoriale e di risultati.
A lei Presidente, l’augurio più alto, quello di portare l’intero movimento sportivo come esempio per tutta la Nazione, ovvero riuscire nel compito di mutuare nella politica… ed in primis in quella sportiva, la splendida metafora di vita rappresentata da una sana e leale competizione agonistica.

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