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La vela su RAI 2, nel programma Human Files, condotto dal regista e giornalista Luca Rosini, in onda un documentario sul velista Gaetano Mura

La vela e la Sardegna  su RAI 2, nel programma Human Files che prenderà il via lunedì 24 luglio in seconda serata. Nella trasmissione condotta dal giornalista di RAI 2 Luca Rosini sono in programma 23 reportages, prodotti da Rai Cultura, RAI 2. Copeam (Conferenza permanente dell’audiovisivo Mediterraneo) e in coproduzione con 35 televisioni pubbliche di tutto il mondo. vela su rai2Nella prima puntata sarà messo in onda il documentario “In viaggio con Gaetano”, regista lo stesso Rosini, dove il giornalista racconta la preparazione del giro del mondo in barca a vela in solitario che il navigatore oceanico Gaetano Mura ha tentato nei mesi scorsi. L’autore del documentario per cogliere tutte le sfumature umane del protagonista si è imbarcato nella barca protagonista della sfida sportiva  per una traversata da Genova a Cagliari.

Ovvero  insieme tra le onde, in condizioni meteo avverse, condividendo gli spazi ristretti del class 40 – una barca di 12 metri – e le “difficoltà” logistiche, a iniziare dalla preparazione del cibo e della gestione del sonno. Poi le emozioni per il rapporto stretto con la natura, la visione nel radar delle barche dei migranti in difficoltà nella loro disperata traversata verso l’Italia. “Ho navigato a bordo del Black Sam da Genova a Cagliari. 400 miglia di pura emozione. Non sono stato sempre bene, perché da uomo di terra soffro un po’ il mare. Ma ho percepito qualcosa di importante. Forse ilbrivido della vela – racconta il regista Luca Rosini -. Quello che ti viene quando la barca plana sopra le onde a 20 nodi, quello che senti quando le vele sono gonfie di vento e tutto sembra facile, anche se per gestire una bestia come un Class 40 ci vuole tanta abilità”. 

Nel film documentario – dove si vedono le manovre e le tecniche di navigazione che Gaetano mette in atto con il compagno di viaggio Andrea Cabras alias Gatto –  colpiscono in particolare  le riflessioni del navigatore oceanico sulla paura, gli ostacoli e l’entusiasmo per un’impresa ricca di incognite come il giro del mondo. Interrotto nei pressi dell’Australia per un’avaria.  A rafforzare il ritratto del navigatore le parole della mamma Silvana e del figlio Alessio che  da una vita seguono, anzi condividono,  le regate oceaniche di Gaetano. Infine l’approdo a Cagliari, città di mare e di marinai, dove per mesi il velista  ha spostato la sua residenza.

La storia di Gaetano è all’interno di un viaggio nell’umanità contemporanea, dove si raccontano le persone che, seguendo l’istinto dei nostri antenati, vogliono superare i propri limiti, esplorare nuovi territori e cambiare la loro vita. Storie di sportivi, artisti, professionisti o semplici cittadini: dal signore di Hong Kong che costruisce grattacieli e scrive poesie, al tassista di Teheran che regala cioccolatini, alle donne guerriere di Rio de Janeiro, all’uomo bionico di Londra, al vecchio costruttore di ponti di Cuzco in Perù. Ma in Human Files c’è ancora mare e ancora Sardegna con il documentario “In un solo respiro”, regia sempre  di Luca Rosini, che racconta la storia diDavide Carrera, campione del mondo di apnea. Torinese, ma sardo d’adozione che proprio a Cala Gonone, come Gaetano Mura, prepara le sue sfide sportive.

Insomma il borgo marino sardo come palestra naturale per sportivi abbonati e specializzati in competizioni estreme. “Viaggiare con loro è stato un privilegio. Non tanto per l’occasione unica che ha un profano come me di veleggiare su una barca da corsa. Gaetano è un pozzo senza fine di storie. E per un documentarista avere a che fare con protagonista così ricco e profondo è una grande fortuna – sottolinea Rosini -. Le sue mani, il suo viso, il suo sguardo sono segnati dalle avventure che ha vissuto in tutti i mari. Parlano da soli. E portano dentro di sé già il richiamo di quello che sarà, di nuovi venti, di altri oceani. La sua saggezza semplice, costruita con le esperienze di vita, mi incanta. A Gaetano piace condividere le sue esperienze, per questo è un grande affabulatore. Non fosse impegnato ad arare il mare con i suoi viaggi, potrebbe far viaggiare noi con la fantasia, raccontandoci quel che ha imparato ascoltando le memorie dell’acqua e le confidenze dell’aria”.

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