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Il presidente del consiglio regionale celebra a Padria la festa della liberazione in ricordo del martitre delle fosse adreatine Gavino de Lunas

«Oggi abbiamo scelto di essere qui a Padria, in un comune delle zone interne, dove a causa dello spopolamento le condizioni di uguaglianza e di pari opportunità, di raggiungimento pieno di quei diritti, frutto della lotta di resistenza, appaiono più problematiche. Per combattere questa piaga è necessario attivare interventi in grado di contrastarla, garantendo condizioni che consentano la piena fruizione dei diritti essenziali come l’istruzione, il lavoro e i servizi sanitari. E lo sottolineo in questa giornata perché il tema dei diritti ubiquitari è uno di quelli affermati, grazie alla lotta di Liberazione, nel testo fondante del nostro Stato democratico che è la Costituzione. È impegno democratico operare perché anche nella nostra isola sia possibile godere appieno di questi diritti».

padria

Lo ha dichiarato il presidente del Consiglio regionale della Sardegna, Gianfranco Ganau intervenendo alla cerimonia per la festa della Liberazione organizzata a Padria dall’amministrazione comunale del piccolo centro del Logudoro – Meilogu.

Il massimo rappresentante dell’Assemblea sarda ha ricordato insieme al primo cittadino Antonio Sale uno dei nove martiri sardi trucidati nelle Fosse Ardeatine, Gavino Luna il cui nome figura nella lapide sulla facciata del municipio che ricorda i caduti: “anche a Padria c’è testimonianza di un martire della Resistenza, cui rendiamo onore oggiha sottolineato il presidente Ganau – Gavino Luna in arte Gavino De Lunas era un artista, cultore sin dalla giovane età del canto in re, sia come autore che come interprete, considerato ancor oggi uno dei migliori “cantadores a chiterra” di tradizione logudorese. Antifascista da sempre e operante nella Resistenza, De Lunas fu ucciso a sangue freddo con altri 334 innocenti in una delle pagine più tristi dell’occupazione tedesca, rappresentata dall’eccidio delle Fosse Ardeatine».

A ricordare il celebre compositore di Padria anche Piero Cossu dell’Anpi provinciale di Sassari che si è soffermato a lungo sul massacro delle Fosse Ardeatine ad opera delle truppe di occupazione tedesca, ripercorrendo le tappe di quel tragico avvenimento e richiamando in conclusione l’appello alla pace lanciato dall’Anpi nazionale, sottoscritto dall’Arci e dai sindacati: “la pace, la democrazia e la libertà, non sono valori acquisiti per sempre – ha detto Cossu – vanno sempre alimentati per evitare di riportare indietro l’orologio della storia».

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