Home / Attualita' / Il Museo del Sinis, la casa di Peppetto e una città senza memoria, Di Beppe Meloni

Il Museo del Sinis, la casa di Peppetto e una città senza memoria, Di Beppe Meloni

Va avanti speditamente la costruzione del nuovo “Museo del Sinis” dedicato alle statue di Monte Prama, e forse siamo solo agli inizi di una avventura straordinaria destinata a durare nel tempo. E sarà un percorso progettuale obbligato ripensare al Museo del territorio, dedicato alla civiltà nuragica, con l’Unione dei Comuni costieri da poco costituita, che sulla pianura oristanese condividono monumenti naturali e storici, scenario e sfondo della antica civiltà delle cosiddette “Torri del Cielo”. Sembrano dunque destinati ad una prospettiva di sviluppo i programmi turistici dell’Oristanese, potenziati dal forte richiamo a livello mondiale che sicuramente avranno le nuove campagne di scavo. Un programma che sarebbe piaciuto allo studioso e cantore del Sinis Peppetto Pau, che a quei luoghi ha reso omaggio con i suoi racconti, le sue conferenze e le sue poesie. Quando mezzo secolo fa, o giù di lì, si percorreva il Sinis in carretta e a marce forzate, sotto il sole rovente, alla ricerca di tesori nascosti, nelle profondità di quelle terre inesplorate.

Libro di Antonio Corrias su Peppetto Pau
Libro di Beppe Meloni su sette personaggi della cultura oristanese

Fu amore a prima vista fra gli studiosi del Novecento Antonio Taramelli, Gennaro Pesce, Ferruccio Barreca, Sabatino Moscati che amavano ricordare le loro traversate del Sinis in una giornata di inverno in carretta, con i raggi maturi del sole che squarciando le nubi avevano messo in risalto le bellezze di Tharros. E infine Peppetto Pau, con il suo libro “Il Sinis” (Edizioni Stampografica –Bologna, 1941), compì il miracolo. Il professore scese dalla cattedra e con un linguaggio vibrante ma accessibile, prese per mano i lettori e li guidò attraverso i sentieri della storia Arborense verso la penisola del Sinis, dalla quale un giorno molto lontano, i Sardi poterono scrutare il mondo mediterraneo. Le sue parole, in prosa e in versi, hanno aperto a tanti sardi, la mente e il cuore alle bellezze e ai valori che non sempre la scuola sa illustrare degnamente. Sono passati ventotto anni dalla sua scomparsa ed è come fosse ieri, tanto vivi sono il ricordo e il rimpianto.”Da oggi Oristano è più vuota, è morto il suo poeta: l’usignolo dolce e ardente del Sinis, il fido custode del sacro, dei miti della sua terra”. Così lo ricordava, con intensa commozione, l’amico carissimo il pittore Antonio Amore, il 26 luglio 1989 giorno della sua scomparsa. L’amore profondo per la sua città, “La vecchia, nuova e cara Oristano”, per la sua storia e la sua archeologia, hanno fatto di Peppetto Pau un punto di riferimento preciso per la cultura e l’arte dell’intera Sardegna. Ma Oristano, la sua Oristano, sembra aver dimenticato troppo in fretta il suo cantore. Se è vero che la sua casa di via Mazzini, un antico stabile nel cuore del centro storico della città, con annesso giardino e resti dell’antica Aristanis, è stata acquistata all’asta per sessantaduemila euro. Dove erano Comune, Sovrintendenza e Regione che si svegliano solo a cose fatte? E come è stato possibile far passare sotto silenzio un’operazione che investe il buon nome di Oristano e della sua storia, l’acquisto di un edificio di interesse storico che andava protetto e tutelato dalla legge? Interrogativi doverosi che difficilmente avranno risposte in una città, spesso molto distratta e talvolta senza memoria.

Beppe Meloni

Info su Redazione OR

Controlla Anche

“We Live in Christmas – Su Nadale de sa Sardigna”

Giovedì 14 dicembre alle 11 presso il Palazzo Siotto di Cagliari (sala azzurra) verrà presentata alla …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Optimized with PageSpeed Ninja
Social Media Auto Publish Powered By : XYZScripts.com