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Il Coisp dopo l’allarme di Gabrielli: “Il Capo conferma quel che chiediamo da sempre: le spese per la sicurezza devono essere a carico dei club”

Tutti i costi della sicurezza in occasione di manifestazioni calcistiche devono gravare sui club. Bisogna immediatamente togliere dalla spalle degli italiani il peso insostenibile di un business che arricchisce pochissimi, diverte pochi, umilia troppi, sfrutta chi porta la divisa. Quello del calcio è un mondo sempre più compromesso, per mantenere il quale è giusto che paghi solo chi ha un vero e concreto interesse. Una richiesta di sicurezza ormai arrivata alle stelle, il più preoccupante livello di criticità per carenza di uomini e mezzi e per anzianità media degli Operatori di Polizia della nostra storia recente, una mole di sfide ogni giorno più pericolose che dobbiamo fronteggiare,  e stiamo ancora qui a destinare centinaia di migliaia di uomini delle Forze dell’Ordine e fiumi di denaro pubblico per delle partite di calcio da cui, sicuramente, non dipende la sopravvivenza, la sicurezza o lo sviluppo di questo Paese. È un oltraggio intollerabile, una grossolana mancanza di rispetto per la dignità di chi si vede sopraffatto dalla violenza e non ci sente sufficientemente al proprio fianco, ma anche di tutti quei colleghi che, ancora, dagli stadi non tornano a casa  ma finiscono puntualmente in ospedale”.  coispFranco Maccari, Segretario Generale del Coisp, torna così su uno dei temi che vede il Sindacato Indipendente di Polizia maggiormente impegnato, quello della violenza negli stadi ed in occasione  di manifestazioni calcistiche e la proposta sostenuta da sempre di far gravare sui club le spese per la sicurezza.

E Maccari lo fa in occasione dell’audizione del Capo della Polizia davanti la Commissione Antimafia, dove Franco Gabrielli ha reso anche noto che “Allo scorso 31 marzo sono stati oltre 165.000 gli uomini dei contingenti delle forze dell’ordine impiegati, in questa stagione, nelle partite di calcio: è un dato che dovrebbe far accapponare la pelle, un lusso che questo paese non si può più permettere. Anche perché queste persone non stanno lì gratis et amore dei. Significa straordinari, domeniche, quindi recuperi e riposi. Sono risorse sottratte ad altri controlli sul territorio”. E ancora: “In questa stagione – ha concluso poi Gabrielli – ci sono stati 75 incontri di calcio caratterizzati da scontri”.

È una denuncia seria e gravissima – insiste Maccari – ed oltre tutto non  nuova. Nell’estate del 2015 in occasione del convegno ‘La polizia di Stato per lo sport: sicurezza e sostenibilità tenutosi all’Expo, furono resi noti numeri altrettanto agghiaccianti relativi a 10 anni di calcio:1 milione e 272.000 Operatori della Polizia di Stato impiegati, 29.236 incontri di calcio monitorati, per una spesa di 173 milioni di euro, e un bilancio di 1.549 agenti e 1.443 civili feriti. Eppure non è fregato assolutamente nulla a chiunque avesse voce in capitolo. E due anni dopo siamo ancora qui a denunciare, sperando che non si riesca a sorvolare allegramente persino sulle parole del Direttore Generale della pubblica sicurezza italiana”.

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