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Il Gremio dei Muratori di Oristano festeggia Sant’Antioco

Bacio della reliquia
Reliquia di Sant’Antioco
Statua di Sant’Antioco
I quattro Santi Coronati
Rarissimo dipinto dei quattro Santi Coronati
Santa Lucia

Il Gremio dei Muratori di Oristano festeggia Sant’Antioco. Oggi 1° maggio, come da tradizione, il Gremio dei muratori, che ha la sede nella chiesa di Santa Lucia ad Oristano, ha festeggiato Sant’Antico con una messa celebrata alle 9 dal nuovo sacerdote don Alessandro Manunza di Seneghe, che nella sua omelia non ha mancato di ricordare come questo santo che esercitava la sua professione di medico nella Mauritania, fu deportato nell’Isola di Sant’Antioco dall’Imperatore Adriano e costretto ai lavori forzati nelle miniere di piombo. Ma chi era esattamente Sant’Antioco? Era stato esiliato in Sardegna intorno al II Secolo d. C., a causa delle vessazioni che i cristiani subivano nell’Impero romano. Fu deportato in Sardegna dopo che Adriano tentò invano di farlo abiurare con la tortura, ma Antioco resistette illeso alle torture. La leggenda narra, che muore nell’anno 127 d. C., nella grotta adibita a rifugio, prima che i legionari Romani potessero prenderlo per condurlo a Karalis.

La sua fama iniziò sin dal suo arrivo, quando si era sparsa la voce delle sue guarigioni e dei suoi miracoli. Dopo la morte, la zona del Sulcis fu subito meta di pellegrinaggi continui per chiedere grazie e intercessioni.

Nel presunto luogo della sua morte, un ipogeo punico che fa parte di un complesso catacombale, nel V secolo fu edificata una delle cattedrali più antiche della Sardegna e da quel momento, la venerazione per il Santo medico mauritano, si diffuse in tutta l’Isola. Nel 1615, furono ritrovate le sue reliquie e una di queste è custodita nella chiesa oristanese, dove ha sede il Gremio dei muratori. La Cappella del Gremio che riunisce i muratori, è sempre stata l’antica Chiesetta di Santa Lucia, ubicata nel centro storico di Oristano, che ha origini risalenti a prima del 1615, data certa relativa al primo Statuto, che è il documento più antico finora noto, tra quelli delle vecchie Associazioni di Mestiere. Nel passato. Il Gremio dei Muratori era fra i più attivi e nel loro antico statuto, vi erano indicate tutte le modalità per diventare “Maist’e muru” e i criteri relativi ai prezzi e alle qualità dei lavori che dovevano essere eseguiti dai soci. Nel 1864, il sodalizio rischiò di scomparire in seguito a una legge che aboliva tutte le associazioni di mestiere riunite in Gremi. Ma il sodalizio, per merito di un gruppo di coraggiosi oristanesi sopravvisse e il 13 dicembre 2011, venne ricostituita sotto forma associativa, con la stessa denominazione del passato di Gremio dei Muratori di Santa Lucia.

Nell’antica cappella del Gremio, si festeggiano anche altre ricorrenze, tra le quali la Candelora (2 novembre), Sant’Antioco (il 1° maggio) e i Quattro Santi Coronati, San Severo, San Severiano, San Vittorio e San Cappoforo (8 novembre), quattro scalpellini che sarebbero stati messi e morte da Diocleziano per non aver voluto scolpire l’immagine di un dio pagano.

Il ritrovamento, all’interno della chiesa di Santa Lucia, di quattro statue lignee e di un dipinto, finora unico in Sardegna, riconducibili all’iconografia dei Santi Coronati, riveste una straordinaria importanza per la storia di questi personaggi.

Gian Piero Pinna

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