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Ex Caserme Mura di Macomer La Grande Prosa – Musica – Danza

Si alza il sipario sulla Stagione de La Grande Prosa, Musica e Danza 2017-2018 organizzata dal CeDAC alle ex Caserme Mura di Macomer nell’ambito del Circuito Multidisciplinare dello Spettacolo in Sardegna, con tredici titoli in cartellone tra dicembre e aprile, in una sapiente alchimia di ironia e dramma, attualità e poesia tra affascinanti riletture di grandi classici e testi contemporanei, intriganti coreografie e coinvolgenti variazioni in jazz.

Tra i protagonisti artisti del calibro di Gianfranco Jannuzzo e Debora Caprioglio, Tony Laudadio, Enrico Ianniello, Andrea Renzi e Luciano Saltarelli, l’attore e comico Riccardo Rossi e l’istrionico (e irresistibile) Paolo Hendel, il jazzista Gavino Murgia in trio con Mino Cinelu e Nguyên Lê, il danzatore e coreografo Ricky Bonavita e l’étoile Emanuela Bianchini.

Sotto i riflettori – accanto a signore della scena come Caterina Costantini, Lorenza Guerrieri e Marina Occhiena – anche la fisica, giornalista e conduttrice Gabriella Greison, Tiziana Foschi (della Premiata Ditta) e Antonio Pisu, l’attore e regista nuorese Giovanni Carroni, la Compagnia Gank e The Paolo Nonnis Orchestra con il cantante swing Marco Cocco. La Grande Prosa firmata CeDAC porta nel Marghine i grandi nomi della scena italiana e i volti noti del grande e del piccolo schermo, accanto alle migliori compagini isolane per una stagione che punta sulle novità e sui grandi successi – senza mai rinunciare alla qualità, privilegiando la leggerezza della commedia per una riflessione sul presente e sui temi cruciali della nostra storia e dell’identità – tra le suggestioni della danza contemporanea e la magia delle note improvvisate. Ouverture con brio – martedì 12 dicembre alle 21 – con “That’s life! Questa è la vita!” di e con il vulcanico Riccardo Rossi, un travolgente one-man-show sul significato dell’esistenza e sulle metamorfosi dall’adolescenza alla maturità, dall’entusiasmo della giovinezza ai check-up che misurano lo stato di salute e il grado di ansietà, tra desideri e speranze, ambizioni e disincanto. Uno spettacolo divertente, per guardarsi allo specchio e ritrovarsi in un sapido affresco di varia umanità – «perché anche se siamo tutti diversi alla fine ognuno di noi ha sempre qualcosa in comune».

Omaggio a Frank Sinatra – venerdì 15 dicembre alle 21 – con The Paolo Nonnis Orchestra, l’affiatata Big Band capeggiata dal percussionista sardo con lunghi trascorsi negli Stati Uniti, dove si è cimentato con vari generi, tra cui il rock, prima di approdare al jazz. In tournée in Italia alla testa della Buddy Rich Tribute Band, Paolo Nonnis ha poi dato vita a Cagliari alla Maxi Band e ora alla sua orchestra, impreziosita dalla voce di Marco Cocco per un concerto intitolato “Sinatra” dedicato all’indimenticabile attore e cantante statunitense conosciuto come “The Voice”. Sotto le insegne del Jazz Club Network firmato CeDAC – sabato 6 gennaio alle 21 – l’inedito progetto del Gavino Murgia -Mino Cinelu – Nguyên Lê Trio: tre straordinari musicisti per un viaggio sul filo delle note improvvisate, tra echi ancestrali e suggestivi intrecci sonori.

Sul palco il sassofonista nuorese Gavino Murgia intreccerà melodie e ritmi con Mino Cinelu, già batterista di Miles Davis in un leggendario tour, con all’attivo innumerevoli collaborazioni e con il chitarrista franco-vietnamita Nguyên Lê (protagonista di un emozionante tributo a Pino Daniele con Rita Marcotulli per Nora Jazz), per un imperdibile concerto tra interplay e vertiginosi assoli. La comicità irresistibile e surreale di Paolo Hendel – domenica 14 gennaio alle 21 – per “Fuga da Via Pigafetta”, originale commedia scritta dall’artista insieme con Marco Vicari e Gioele Dix (che firma la regia) e ambientata in un prossimo futuro “non apocalittico” in cui la vita sulla Terra non è più sostenibile ed è così iniziata «la colonizzazione di Marte». La pièce racconta la solitudine di un uomo immerso tra meraviglie tecnologiche, le cui giornate sono scandite da un sistema operativo che lo protegge dal resto dal mondo, e il ritrovarsi – spiega Hendel – «di un padre e di sua figlia che, terminati gli studi, ha trovato lavoro sul Pianeta Rosso. Quando si dice “la fuga dei cervelli!”». Ironia in noir – venerdì 26 gennaio alle 21 – con “Il Club delleVedove” di Ivan Menchell, con Caterina Costantini, Lorenza Guerrieri e Marina Occhiena per la regia di Silvio Giordani: storia di un’amicizia al femminile “favorita” dal lutto che le ha colpite e dal rimpianto per i mariti defunti. Le protagoniste vivono infatti nel ricordo degli scomparsi e invece di riunirsi per un the organizzano visite al cimitero, ma tra chiacchiere e pettegolezzi affiorano anche humour e allegria finché un intruso, vedovo a sua volta, non interviene a turbare l’equilibrio costringendole a ripensare la propria idea di futuro e a rendersi conto che è ancora possibile innamorarsi: la vita continua.

“Alla mia salute ci penso anch’io… e si nono” – in cartellone martedì 6 febbraio alle 21 – è una pièce originale su un tema cruciale scritta da Gianni Salis e Giovanni Carroni, che firma anche la regia ed è protagonista sulla scena con Monica Farina, Gavina Porcu e Antonio Cualbu. Un uomo decisamente incline alla precisione, fino alla pignoleria, tal Giovanni Letranca (nomen omen, perché letrancosu è sinonimo di puntiglioso in lingua barbaricina) costretto a seguire l’iter degli esami e poi del ricovero per un piccolo intervento, si confronta con i labirinti kafkiani della burocrazia e con l’oscuro lessico medico, con esiti esilaranti e paradossali. Spazio alla danza con “Pulsazioni” del coreografo Ricky Bonavita – venerdì 16 febbraio alle 21: una partitura per corpi in movimento ispirata ai capolavori della storia della musica dall’età barocca al Novecento tra inserti poetici per un «viaggio emozionale ed onirico compiuto da un attore/lettore assetato di bellezza».

Sulle note di Johannes Brahms, Camille Saint-Saëns, Sergej Rachmaninov e Claude Debussy sei interpreti – Enrica Felici, Francesca Schipani, Yari Molinari, Emiliano Perazzini, Ugo Bentivegna e lo stesso Ricky Bonavita – danzeranno le suggestioni dei grandi capolavori della cultura occidentale, su una evocativa scenografia di “pagine scritte”. Sul tema dell’integrazione e del rispetto della diversità Mvula Sungani costruisce il suo “Odyssey Ballet” – sabato 24 febbraio alle 21 – tra sonorità mediterranee e elettronica per un’insolita versione al femminile del poema omerico, come trasfigurazione del desiderio e dell’attesa di una donna che immagina le peripezie del viaggio di ritorno dello sposo, tra incontri e naufragi. L’amore è il fuoco centrale di un racconto per immagini, interpretato dall’étoile Emanuela Bianchini e dai Solisti della Mvula Sungani Physical Dance, dove dèe, ninfe, principesse e regine sono proiezioni dell’ipotetica autrice e «il Ciclope e le altre figure mitologiche sono maschere delle incertezze date dal futuro». Tra ironia e dramma “New Magic People Show” dall’opera di Giuseppe Montesano portata in scena da Enrico Ianniello, Tony Laudadio, Andrea Renzi e Luciano Saltarelli – giovedì 1 marzo alle 21 – offre un feroce affresco di varia umanità, tra i toni grotteschi della satira e il ritmo vertiginoso, da commedia nera, di un avanspettacolo pop. Una galleria di personaggi inquietanti e stravaganti, «mostri drogati dal sogno del denaro, prigionieri illusi di essere liberi, gaudenti che hanno seppellito la passione e l’amore» per svelare la «banalità del male» nell’indifferenza e nell’abitudine, dimostrando che «è normale essere umani, e miti, e gentili, e liberi, e poetici, e vivi». Fra teatro e scienza – mercoledì 7 marzo alle 21 – con “1927 – Monologo Quantistico” di e con Gabriella Greison, per la regia di Emilio Russo: partendo da una storica fotografia che ritrae 29 uomini (per lo più fisici, 17 dei quali erano o sarebbero diventati Premi Nobel), la fisica, giornalista e scrittrice racconta la scoperta della meccanica quantistica. Tra parole, note e visioni, lo spettacolo ricostruisce i leggendari incontri di Bruxelles – “witches’ Sabbath” (il riposo delle streghe) per dirla con Albert Einstein – da cui scaturirono le intuizioni fondamentali della “teoria dei quanti” che avrebbe rivoluzionato lo studio della materia e delle radiazioni e delle reciproche interazioni. Il gioco delle passioni ne “La Bottega del Caffè” di Carlo Goldoni – giovedì 15 marzo alle 21 – nella moderna rilettura di Antonio Zavatteri, uno dei più talentuosi e apprezzati registi contemporanei, per una rappresentazione del gran teatro del mondo attraverso il microcosmo racchiuso fra tre botteghe: una barbieria, un caffè e una “biscazza”. La passione per l’azzardo di un mercante e le ansie della moglie, una donna in cerca del marito e i sogni di una ballerina rivivono con l’affiatato cast – formato da Alberto Giusta, Cristiano Dessì, Marco Zanutto, Massimo Brizi, Ivan Zerbinati, Sara Cianfriglia, Cristina Pasino, Alex Sassatelli e Mariella Speranza. Viaggio in Inghilterra con le “Lettere di oppio” di Antonio Pisu, protagonista sulla scena con Tiziana Foschi per la regia di Federico Toraldo – giovedì 5 aprile alle 21 – per un intricato triangolo nato intorno corrispondenza tra un ufficiale e la sua aristocratica sposa, durante il conflitto tra Cina e Gran Bretagna.

Nell’attesa del consorte, inviato al fronte, Margaret Wellington affida al maggiordomo il compito di leggerle e rileggerle le lettere, secondo una bizzarra consuetudine che non s’interromperà neppure con la morte. Il domestico, per non perdere il posto, continuerà infatti a dar voce al defunto, finché realtà e finzione si mescoleranno, con un finale inatteso. Suggellerà la Stagione di Macomer – lunedì 16 aprilealle 21 – “Alla faccia vostra!!!” di Pierre Chesnot con un istrionico Gianfranco Jannuzzo accanto a una seducente Debora Caprioglio nel ruolo della vedova non proprio inconsolabile di un celebre scrittore. La scoppiettante commedia francese con la regia di Patrick Rossi Gastaldi mostra i parenti riuniti dal notaio e (invece di piangere l’improvvisa scomparsa del caro estinto) intenti a far progetti per il futuro. La figlia e il genero, la moglie del defunto e perfino un vicino si rivelano in tutta la loro miseria morale, tra egoismo e avidità, l’affetto e le ragioni del cuore lasciano il posto all’interesse, con finale a sorpresa. La stagione de La Grande Prosa / Musica e Danza a Macomer è organizzata dal CeDAC/ Circuito Multidisciplinare della Sardegna con il patrocinio e il sostegno del MiBACT/ Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo e della Regione Sardegna, e del Comune di Macomer, con il contributo della Fondazione di Sardegna e con l’importante supporto di Sardinia Ferries, che ospita sulle sue navi artisti e compagnie in viaggio da e per l’Isola. La campagna abbonamenti proseguirà alla Biblioteca Comunale di Macomer – dal lunedì al venerdì dalle 17.30 alle 19 tutti i giorni (tranne i festivi) – sabato dalle 12 alle 13.

abbonamento a 13 spettacoli: intero 130 euro – ridotto 110 euro abbonamento a 8 spettacoli (prosa + danza o prosa + musica): intero 90 euro – ridotto 80 euro biglietti: intero 16 euro – ridotto 14 euro – ridotto studenti 5 euro info e prenotazioni – cell. 347.8777538

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