Donald Trump alla Casa Bianca, i primi 100 giorni di insuccessi

donald trump

Il presidente Trump in un’intervista alla Reuters racconta la fase iniziale della sua permanenza alla Casa Bianca, che giudica più difficile di quanto previsto. A dire il vero a complicarsi la presidenza è stato lui stesso, con decisioni più da imprenditore che da Capo di Stato. Ciò che Trump, in campagna elettorale, escludeva di fare, l’ha poi fatto da presidente ovvero puntare su un’agenda che guardava più alla politica internazionale che agli affari interni. L’ha fatto, fra l’altro, nel modo peggiore possibile, andando cioè a mettere il naso negli interessi della Russia in Siria, e in quelli cinesi con le minacce a Pyongyang.

 

Le mosse che gli hanno fatto perdere credibilità.

 In tempi record dall’insediamento a Washington, Trump ha subito scalato la classifica dei presidenti meno amati di sempre, andando così a sgretolare anche lo zoccolo duro del suo elettorato. Donald infatti non è riuscito a portare a casa nessun risultato circa i suoi cavalli di battaglia tra cui il Travel Ban, bocciato da più giudici, la controriforma all’Obamacare, rigettata dagli stessi Repubblicani, e la costruzione del famigerato Muro al confine con il Messico. Quella che sembrava la priorità assoluta ha avuto un chiaro stop pochi giorni fa, quando lo stesso Presidente ha dovuto constatare che non erano reperibili fondi per la sua costruzione. Se ne riparlerà dunque a fine anno o nel prossimo. Forse.

 

La Crisi con la Corea del Nord e il rapporto con la Cina.

 Il rapporto con la Cina, al contrario della Russia, non era iniziato sotto i migliori auspici. Già prima del suo insediamento alla Casa Bianca, il Presidente Eletto aveva avuto delle schermaglie con il governo cinese a causa della telefonata con la Presidente di Taiwan, mettendo così in discussione il concetto della “One-China Policy”, l’integrità di una sola Cina. La visita del Presidente Xi Jinping in Florida ha però avvicinato i due leader nonostante la crisi coreana. Anzi, proprio questa ha aiutato Trump a superare la diffidenza nei confronti dell’omologo cinese che in queste ore sta pressando il leader della Corea del Nord Kim Jong-Un.

Una soluzione diplomatica alla crisi nordcoreana secondo Trump è difficile; ora bisogna capire se la sua è solo tattica oppure se vuole davvero rischiare di mettere in pericolo la vita di migliaia di persone a Seoul.

Sempre nell’intervista alla Reuters, Trump afferma che sarà La Corea del Sud a pagare per il dispiegamento dello scudo anti-missile Thaad, ma da Seoul rispondono picche. Secondo i sudcoreani il costo è a carico degli Usa in quanto, secondo i trattati, loro mettono a disposizione le basi e gli Stati Uniti gli armamenti.

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