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Dedoni: Silenzio di Arru sullo smantellamento del centro del Binaghi

“I dati sull’incidenza della sclerosi multipla in Sardegna, che si
conferma la regione italiana più colpita dalla malattia autoimmune con
una media doppia rispetto a quella nazionale, mostrano una volta di più
come sia indispensabile un particolare impegno del sistema sanitario
regionale nell’affrontare un male oramai endemico nell’Isola. Invece, le scarse indiscrezioni che trapelano sulla rete regionale in fase di
progettazione non fanno che aumentare le preoccupazioni: l’impressione
crescente è che la Regione continui a sottovalutare il problema”,
dichiara il capogruppo dei Riformatori Sardi per l’Europa, Attilio
Dedoni, commentando la conferenza stampa tenuta stamani dall’Assessore
regionale alla Sanità, Luigi Arru, per presentare il tavolo tecnico
sulla sclerosi multipla.
“I dati diffusi oggi confermano come il Centro sclerosi multipla
dell’ospedale Binaghi di Cagliari, principalmente per le sue
caratteristiche di struttura di eccellenza riconosciuta a livello
internazionale, attiri a sé la gran parte dei pazienti sardi”,
sottolinea Dedoni. “Ciononostante, da parte dell’Assessore continuano a
mancare gli elementi di chiarezza su quale sarà il destino del Centro.
Arru ha affermato più volte di volerlo mantenere e potenziare, ma
intanto in Consiglio regionale resta depositato un Piano per la
riorganizzazione della rete ospedaliera che ne prevede la chiusura e il
trasferimento al San Giovanni di Dio, non più come reparto ospedaliero
ma come struttura ambulatoriale. Intanto, lo smantellamento del Centro è
già in atto, attraverso la riduzione del personale medico qualificato,
la sua sostituzione con ricercatori ‘prestati’ dall’Azienda
Ospedaliero-Universitaria e pagati appena 2 euro a visita, e la
cessazione dei ricoveri”.
“Il ridimensionamento del Centro del Binaghi, unitamente al
progetto enunciato stamani da Arru di una rete regionale suddivisa in
tre macro-aree geografiche facenti capo a Cagliari, Sassari e Nuoro,
desta più di un timore per i tanti malati dell’Oristanese”, conclude il
capogruppo. “Non vorremmo, infatti, che da tutta la Sardegna centrale si
dovesse fare capo al capoluogo barbaricino, il che aggraverebbe le
difficoltà negli spostamenti soprattutto per i pazienti della parte
meridionale della Provincia di Oristano. Se davvero l’obiettivo è un
modello organizzativo incentrato sui servizi di prossimità, allora
dovrebbe essere prevista la creazione di un quarto polo ad Oristano,
ferma restando la necessità di garantire la piena operatività del Centro
del Binaghi come struttura di eccellenza regionale e capofila della rete
per la cura e soprattutto per la ricerca sulla malattia”.

Dedoni

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