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Dedoni: Sanità privata, il centrosinistra punta all’azzeramento del settore

“Il disastro che si sta creando nella sanità privata dimostra la chiara volontà della Giunta regionale di provare, peraltro senza successo, a risanare il deficit sanitario tagliando i servizi ai cittadini anziché intervenire sugli sprechi e sui privilegi. Checché ne dica l’assessore Arru, la rimodulazione operata nei tetti di spesa imposti alle strutture private comporta una riduzione immediata delle prestazioni, limitando così il diritto di scelta degli utenti e riducendo il ruolo di compensazione che il settore privato ha sempre svolto nei confronti di una sanità pubblica ancora incapace di fare fronte alle richieste in tempi ragionevoli. Il risultato sarà una drastica riduzione del diritto all’assistenza e un ulteriore allungamento delle liste d’attesa”, dichiara il capogruppo dei Riformatori Sardi per l’Europa, Attilio Dedoni, in merito alla manifestazione in difesa della sanità convenzionata che si è tenuta stamani davanti alla sede dell’Assessorato regionale alla Sanità.
“Mettere il 20 per cento degli stanziamenti nelle mani dell’Ats, affinché decida a piacimento, secondo i propri criteri e quando lo riterrà opportuno, come e tra chi ripartirli, equivale a ridurre le prestazioni che i privati possono erogare”, sottolinea Dedoni. “Nessun imprenditore, infatti, può programmare l’attività della propria azienda se non è in grado di preventivarne le entrate, per questo è più che legittimo che le strutture eroghino le prestazioni solo sulla base di quell’80 per cento degli stanziamenti di cui è dato conoscere la ripartizione. Il nuovo sistema, oltre a penalizzare ingiustamente i sardi che hanno bisogno di assistenza sanitaria, contribuisce a rafforzare il carattere di carrozzone che il centrosinistra ha voluto attribuire all’Ats, pachiderma di stampo feudale che da Sassari dispone a piacimento delle sorti dei cittadini senza prestare ascolto alle esigenze delle persone e dei territori”.
“L’esecutivo sta cercando di scaricare sulla sanità privata la propria incapacità di far funzionare quella pubblica”, conclude il capogruppo. “Lo si era già visto con lo smantellamento del Centro Santa Maria Bambina di Oristano, struttura di eccellenza per la riabilitazione neuromotoria costretta alla chiusura dopo l’annunciata apertura di un reparto doppione all’ospedale San Martino che però, ad oggi, esiste soltanto sulla carta. E’ questo il destino che il centrosinistra sogna per l’intero settore della sanità privata nell’Isola: un azzeramento totale, in modo tale che l’efficienza dei privati non metta in cattiva luce i disservizi di un settore pubblico dove gli sprechi e i privilegi, per una precisa volontà della politica, hanno sempre la precedenza davanti alla qualità e alla puntualità dell’assistenza”.

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