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“Crescere a Is Mirrionis”, ieri il convegno e la presentazione del libro “Occhi di sale”

L’adolescenza e i cambiamenti del quartiere cagliaritano i temi centrali del convegno “Crescere a Is Mirrionis”, svolto ieri in via Malfidano, nella sede dell’associazione “Edmondo De Amicis”. Un incontro che è stato anche l’occasione per presentare il libro “Occhi di sale”, un romanzo scritto da Massimo Granchi e edito da Palabanda Edizioni. Presenti, oltre all’autore del libro, anche l’assessore alle Politiche Sociali, Ferdinando Secchi, il direttore del centro psicopedagogico NOA (Nessuno ostacoli l’apprendimento), Roberto Orrù, e la pedagogista e presidente dell’associazione pedagogica “Athanatos”, Daniela Noli.

Il libro. “Occhi di sale” è un romanzo di formazione che racconta adolescenza, giovinezza e maturità di tre amici: Matteo Corrias, un ragazzo diligente e serio, Giovanni Manca, detto Nino, istintivo, pratico e poco interessato alla scuola, e Paolo Murgia, un sognatore che ama viaggiare e studiare. Matteo, Nino e Paolo sono nati negli anni Settanta e crescono a Is Mirrionis, separati da poche centinaia di metri di strada. Si conoscono alle scuole medie, diventano amici, intraprendono percorsi di vita diversi, ma si sostengono l’un l’altro. Nel tempo però, la profonda amicizia che li lega, subisce qualche imprevedibile scossone.

Un libro che nasce da un’esperienza di vita reale. “Sono nato nel quartiere di Is Mirrionis nel 1974, dove ho vissuto per undici anni – ha raccontato Massimo Granchi – Ho dei bei ricordi di quel periodo: accanto alla mia casa c’era un giardino che dava la sensazione di vivere in campagna, tra il verde e i fiori. E vicino c’era il colle San Michele, raggiungibile a piedi, così come la scuola e i negozi. Noi bambini eravamo numerosi, liberi di giocare in strada e correre con la nostra bicicletta in piazza San Michele”. Ma non sono mancate le difficoltà. “Ricevevo minacce da parte di altri bambini – continua l’autore del libro – e in alcuni casi si arrivava allo scontro: un modo primordiale di affermarsi, di essere riconosciuti dai propri pari, di ottenere rispetto. “Occhi di sale” racconta molto di quel vissuto e del quartiere. Ogni volta che torno a Is Mirrionis – perché è un’esigenza inarrestabile – è una riscoperta e un motivo di commozione. È come visitare un teatro vuoto, trasfigurato dall’idealizzazione, dove echeggiano i ricordi e l’anima degli attori che l’hanno acceso in passato. Anche i colori sono altri, più definiti e vividi”.

Sport e cultura contro la dispersione scolastica a Is Mirrionis, con progetti mirati e il coinvolgimento delle scuole. È questo l’obiettivo del Comune di Cagliari emerso durante la presentazione del libro. “La dispersione scolastica è il primo elemento che porta i cittadini a chiedere aiuto al Comune – ha spiegato l’assessore alle Politiche sociali di Cagliari, Ferdinando Secchi – perché chi non studia ha più difficoltà ad inserirsi nel mondo del lavoro. Per contrastare questo fenomeno stiamo pensando di attivare dei progetti che prevedono il recupero dei ragazzi, ma anche di puntare sullo sport, attrezzando aree prima degradate con attrezzi ginnici e realizzando nuovi impianti sportivi”.

Presente all’incontro anche la pedagogista Daniela Noli, che ha sottolineato come “un tempo i rapporti di amicizia si coltivavano ed alimentavano con la presenza, con l’esserci nei momenti di difficoltà – ha spiegato la presidente di Athanatos –  Ma anche per condividere le gioie, i timori, la voglia di divertirsi insieme, confrontarsi sulle scelte da fare nel presente e per il proprio futuro. Lo sport, le piazze, le case erano luoghi di socializzazione. Internet ha modificato le relazioni, la comunicazione, gli spazi di aggregazione”. “Il percorso formativo dei giovani dipende dalle scuole – ha aggiunto Roberto Orrù, direttore di NOA – E’ lì che passano la maggior parte del loro tempo, è necessario prima di tutto renderle belle e accoglienti”.

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