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Consiglio Generale UST CISL Sassari 13 giugno 2017

“Vertenza territorio di Sassari riparte la mobilitazione di CGIL CISL E UIL…..Un altro anno di impegni disattesi dalla Giunta regionale dopo lo sciopero generale Provinciale del 26 mag 2016”

Il 13 Giugno 2017, si è riunito il consiglio generale della UST-CISL di Sassari con la partecipazione degli amici Francesco Piras e Federica Tilocca Segretari Regionali della CISL Sarda per discutere della Situazione Politica e sindacale con particolare riferimento alla grave situazione occupazionale e sociale del territorio.

Nell’ambito della discussione è stata sottolineato il grave e colpevole ritardo della politica sul complesso delle emergenze sociali presenti……

Un altro anno è trascorso da quando CGIL CISL UIL Territoriali, il 12 aprile 2016, con un ampia e partecipata assemblea di tutti i quadri e delegati promossero una grande mobilitazione generale del territorio che culminò nello sciopero generale che si svolse con una altrettanto ampia manifestazione del 26 maggio 2016.

I temi e le rivendicazioni alla base della mobilitazione, a causa di un totale disimpegno della giunta regionale, sono tutti ancora di drammatica attualità, considerato l’aggravarsi della situazione delle vertenze aperte e la tragica situazione occupazionale che alimenta un grave fenomeno di povertà e disgregazione sociale.

Basta in questa sede richiamare solo alcune delle vertenze sollecitate alla presidenza della giunta regionale:

Il rilancio dell’aeroporto di Alghero come elemento di sistema del trasporto regionale e del sistema economico, attende ancora concrete iniziative della Giunta, mentre la realizzata privatizzazione della società di gestione non ne ha certo risollevato le sorti, in carenza di una politica di marketing territoriale e incentivazione delle tratte di trasporto la cui mancanza sta già determinando gravi contraccolpi occupazionali nel sito e nell’insieme del sistema economico e sociale del territorio, fatto questo ancor più grave se si considera la presenza di rilevanti eventi di richiamo internazionale in grado di rilanciare l’immagine e l’offerta turistica territoriale.

I collegamenti ferroviari ed il trasporto pubblico locale privo d’investimenti e senza una politica di programmazione e strategia di gestione delle imminenti gare per gli affidamenti del servizio, di fatto consegnano l’intera isola ad un orizzonte di arretratezza ed inefficienza di un settore fondamentale per le nostre comunità, con ripercussioni gravissime sia sul sistema delle imprese che sugli stessi cittadini.

Il protocollo della chimica verde del 26 maggio 2011 che a distanza ormai di 6 anni è stato per gran parte disatteso, producendo drammi dal punto di vista occupazionale per centinaia di lavoratori e le loro famiglie, mancano circa 2/3 degli investimenti previsti nel protocollo che constano in circa 700 mln di euro su 1150 Mln, con cantieri ormai fermi e lavoratori a casa avendo anche esaurito ogni forma di ammortizzatori sociali (si tratta di 500-600 lavoratori in media). Si è così consumato l’ennesimo grande inganno per il territorio e per l’intera Sardegna ove ENI ha ottenuto la chiusura degli impianti di chimica tradizionale in cambio di pressoché nulla, in ciò favorita da una colpevole assenza da parte della Presidenza della Giunta alla quale è affidata la cabina di regia del protocollo e del progetto complessivo, cabina di regia che la Giunta pur sollecitata dalle scriventi non convoca dal suo insediamento. A tal riguardo la convocazione dell’incontro del 12 giugno u.s. da parte del Presidente Pigliaru appare intempestiva quanto inconsistente, poiché non riprende in alcun modo temi e contenuti dell’accordo istituzionale del 26 maggio 2011 (chimica verde a Porto Torres), ma annuncia solo ipotetici accordi futuribili sul tema, senza affrontare il fallimento del precedente protocollo, la chiusura degli impianti ivi previsti ed i gravi contraccolpi occupazionali derivati, non certificando con quale tempistica e con quale entità numerica e quale scansione temporale si recuperano investimenti in impianti, cantieri ed occupazione connessa.

Il sito di produzione Termoelettrica di Fiume Santo, completamente assente nell’ipotesi di Piano Energetico Regionale varato dalla Giunta, ove la mancanza di interventi di riqualificazione in connessione anche al complesso del sistema industriale e produttivo ed anche legato ai servizi Territoriali, rischia la chiusura ormai certa, data la strategia energetica avversa all’utilizzo del carbone ormai affermata a livello mondiale oltre che comunitario e nazionale.

La riforma del sistema sanitario e delle autonomie locali che cosi come demandato dalla legislazione vigente alla potestà legislativa della regione registra il più grande fallimento di quest’ultima. Riforme inefficaci ed inconsistenti compiute a danno dei servizi resi ai cittadini, in una generale e confusa nuova articolazione (o neo centralismo) dei servizi e delle istituzioni preposte alla loro diffusione, sovvertendo altresì principi di partecipazione delle comunità locali e delle stesse parti sociali. Pertanto il consiglio generale della CISL di Sassari da mandato alla Segreteria per estendere a tutti gli ambiti dell’organizzazione a tutte le federazioni enti e associazioni della CISL, l’adesione allo sciopero Regionale contro la pseudo riforma unilateralmente adottata dalla giunta regionale, aderendo alla manifestazione regionale prevista dalle federazioni di CGIL CISL UIL Regionali della funzione pubblica, per il prossimo 6 luglio a Cagliari, per respingere con forza una decisione della giunta avversa agli interessi di tutti i sardi.

La recente riforma degli enti forestali, sostanzialmente avversa agli interessi dei cittadini e senza alcun beneficio per le comunità, con fortissimi contraccolpi anche di natura occupazionale del settore.

Ancora, manca il piano regionale del lavoro dell’istruzione della formazione professionale e delle politiche attive del lavoro, opzione questa che attende ancora di essere considerata una priorità dalla Giunta Regionale ed essere quindi affrontato dalla stessa nel modo dovuto, piano ove inserire le istanze dei vari territori e dell’intera comunità regionale.

Tutto ciò si è consumato e si sta consumando con il convitato di pietra della giunta regionale, il cui presidente solo un paio di giorni prima dello sciopero del 26 maggio 2016 aveva formalmente voluto incontrare i rappresentanti di CGIL CISL UIL per dirsi disponibile ad aprire immediatamente un tavolo territoriale ove affrontare nel merito la complessa vertenza territoriale alla base della mobilitazione. Tale impegno era stato ulteriormente rafforzato in un’ampia intervista resa dallo stesso Presidente alla nuova Sardegna, un giorno prima dello sciopero (25 maggio 2016, vedi allegato) ove lo stesso affermava “Il nord dell’isola è ora la nostra priorità”….

Successivamente il 30 Maggio 2016, i segretari Generali di CGIL CISL UIL chiedevano formalmente al Presidente Pigliaru l’apertura del Tavolo Territoriale cosi come dallo stesso assicurato, ma non accadeva nulla!! In via informale, attraverso le stesse segreterie Regionali di CGIL CISL UIL assicurava l’apertura del tavolo a valle della firma del Patto per la Sardegna, firmato poi a luglio dai presidenti Pigliaru e Renzi, ma nessun tavolo si è poi aperto né a livello territoriale né tantomeno a livello Regionale, neppure sui contenuti dello stesso patto che prevedeva interventi e risorse per 2.9 miliardi di euro.

In definitiva la Regione non solo non affronta le emergenze ormai croniche del lavoro della istruzione e formazione, delle infrastrutture materiali ed immateriali alla base dello sviluppo, insieme alle vertenze territoriali aperte, ma neppure rispetta gli stessi impegni istituzionali che le sono demandati nei protocolli già siglati, disattendendo pure formali impegni pubblicamente assunti con le stesse parti sociali e con il territorio nel suo complesso di rappresentanza.

Per quanto precede, il Consiglio generale della UST CISL di Sassari, dà mandato alla segreteria per perseguire ogni utile coinvolgimento ed alleanza con soggetti territoriali e non solo, al fine di avviare una nuova campagna di mobilitazione di tutti i lavoratori e pensionati per pervenire ad ogni iniziativa di lotta utile a denunciare una colpevole e intollerabile apatia della giunta regionale rispetto alle emergenze occupazionali e sociali che stanno rapidamente conducendo l’intera comunità territoriale e regionale al dramma.

Nell’ambito dei lavori del consiglio generale è stata completata la Segreteria Provinciale con la elezione di Marinella Costa in sostituzione di Maria Luisa Serra, Pertanto la nuova Segreteria Provinciale è composta da Gavino Carta (Segretario Generale) e Marinella Costa e Alessandro Marcellino (Segretari).

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