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Coisp vs Germania in difesa dei poliziotti che fermarono Amri

Il presunto premio mancato della Germania agli agenti che hanno fermato Amri, il Coisp: “E’ l’ennesima prova che la politica sfrutta il tema della sicurezza. Un bravo Poliziotto resta tale”.
Il mancato riconoscimento che a quanto pare la Germania avrebbe inizialmente deciso di conferire ai due Poliziotti italiani che hanno fermato il terrorista Amri può avere solo due significati: o i tedeschi sono talmente campanilisti e si vergognano talmente tanto dei loro insuccessi in tema di sicurezza da non poter ufficializzare la loro inferiorità rispetto alle nostre Forze di Polizia dando addirittura un premio agli italiani; oppure anche in Germania, come purtroppo avviene anche altrove, il tema della sicurezza e le stesse Forze di Polizia sono ostaggio dello scontro fra ideologie politiche che nulla hanno a che fare con il diritto dei cittadini ad essere difesi. Un bravo Poliziotto resta tale, indipendentemente da ciò che fa nella sua vita privata e dalle idee che rimane libero di poter manifestare come tutti gli altri restando nel solco della legalità assoluta. Questa pagliacciata seguita alla drammatica vicenda dell’attentato terroristico compiuto da Amri lascia l’amaro in bocca, per il grave significato che rappresenta sul piano internazionale un gesto denigratorio come risulta il fatto di aver ‘giudicato’ indegni di gratitudine due Appartenenti alla Polizia italiana che, invece, hanno svolto il loro lavoro in maniera encomiabile a beneficio di tutti”.
Così Franco Maccari, segretario generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, a proposito delle notizie di stampa secondo cui la Germania avrebbe deciso di non dare un riconoscimento ai due poliziotti che il 23 dicembre bloccarono e uccisero in un conflitto a fuoco a Sesto San Giovanni, Anis Amri, l’attentatore che quattro giorni prima a Berlino si era lanciato con un tir sulla folla uccidendo 12 persone e ferendone 55. Il Governo tedesco, secondo le ricostruzioni dei media, ha prima considerato e poi accantonato l’idea di un riconoscimento, a causa delle foto che gli Agenti avevano postato sui social di ispirazione di estrema destra.
Una buffonata, ripeto, che offende l’intelligenza oltre che il coraggio, la professionalità ed il senso del dovere dei poliziotti italiani – insiste Maccari -. Eppure non si può evitare di evidenziare che anche in casa nostra normalmente si tenta di far passare il tema della sicurezza come qualcosa che farebbe capo a questa o a quella bandiera politica. Un malcostume ed una pratica odiosa di cui facciamo le spese solo noi appartenenti alle Forze di Polizia, strattonati per la giubba quando si avvicinano le elezioni o messi in croce e limitati in ogni modo e oltraggiati persino nei nostri più elementari diritti come quello di poter comunicare privatamente come ci pare. Ma come mai non importa niente a nessuno se un chirurgo od un arbitro di calcio hanno idee politiche più a destra o più a sinistra? La sicurezza è un diritto di tutti. Chi lavora per fare sicurezza deve essere preparato, professionale, coraggioso, umano, rispettoso della legge, del dovere, del suo ufficio, indipendentemente dal suo orientamento politico. Chi governa un Paese deve fare in modo che il sistema sicurezza funzioni al meglio possibile, indipendentemente dal colore della bandiera di chi tiene il timone della barca. Il resto sono solo chiacchiere da cronaca rosa di quart’ordine. Un bravo poliziotto rimane tale. E se a noi i premi tedeschi non servono assolutamente a nulla, ai tedeschi questo piccolo insegnamento evidentemente serve eccome”.

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