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Centro sclerosi multipla, la Giunta tagli il malaffare e non i servizi essenziali

“La battaglia per salvare il Centro sclerosi multipla dell’ospedale Binaghi di Cagliari è appena all’inizio. Gli ampi riscontri che abbiamo ricevuto, dentro e fuori il Consiglio regionale, con la mozione presentata nei giorni scorsi ci spingono ad andare avanti, forti anche di quanto sta avvenendo in altre regioni italiane, dove si proroga lo stato di servizio dei direttori dei centri sanitari di eccellenza che hanno fatto richiesta di pensionamento pur di non disperdere il patrimonio di conoscenze e professionalità acquisito. Per la politica sarda, questo rappresenta una sfida: dimostrare di voler rilanciare la sanità, puntando sulla qualità e su ciò di cui i cittadini hanno davvero bisogno, anziché continuare a tagliare l’assistenza per non intaccare gli sprechi e le clientele”, dichiara il capogruppo dei Riformatori Sardi – Liberaldemocratici in Consiglio regionale, Attilio Dedoni.
“Il 31 maggio scorso, l’Ausl di Parma ha deliberato di richiamare in servizio il direttore del Polo neurologico, già in pensione, con un incarico di collaborazione a titolo gratuito della durata di un anno, non rinnovabile, come prescrive la normativa nazionale”, sottolinea Dedoni. “E’ la dimostrazione che non esiste alcun ostacolo per il mantenimento in servizio della fondatrice e direttrice del Centro sclerosi multipla, la professoressa Maria Giovanna Marrosu, nonostante l’Università di Cagliari non abbia accolto la sua richiesta di revoca della domanda di pensionamento anticipato presentata lo scorso anno. Ciò consentirebbe di non disperdere un patrimonio di conoscenza riconosciuto a livello internazionale, che fa del Binaghi uno dei più importanti centri per la cura della sclerosi multipla, un presidio indispensabile nella regione italiana più colpita dalla grave patologia degenerativa”.
“La Sardegna ha bisogno del Centro, lo dimostrano gli oltre 4 mila pazienti assistiti, più della metà dei 7 mila sardi affetti dalla malattia”, conclude il capogruppo. “Per questo, chiediamo che la Giunta regionale corregga il Piano per la riorganizzazione della rete ospedaliera, eliminando il declassamento del Centro da reparto ospedaliero a servizio ambulatoriale e il suo trasferimento al San Giovanni di Dio, e che la direzione sia confermata, ancora per un anno come consentito dalla legge, in capo alla professoressa Marrosu. Oggi lo chiediamo noi consiglieri regionali, domani saranno i malati e le loro famiglie a farlo e in modo ben più drammatico, perché si vuole lasciare senza le adeguate cure migliaia di persone affette da un male gravissimo. Il rilancio della sanità sarda passa soprattutto da qui, dalla difesa delle eccellenze. L’assessore Arru dimostri di essere in grado di governare: metta da parte gli atteggiamenti ragionieristici, i risparmi fatti tagliando servizi essenziali e cominci invece a ridurre il malaffare in cui prospera il sottobosco dei partiti. Se pensa di non esserne in grado dopo quasi tre anni di legislatura, forse è il caso che ne tragga le debite conseguenze”.

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