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Casa Emmaus di Iglesias- Numerose attività e occasioni di confronto

Il laboratorio di cucito è iniziato mercoledì 19 aprile. Condotto dal sarto Isrel Lucky, ex minore del progetto MSNA, che in Nigeria già esercitava con passione le sue abilità sartoriali, coinvolge 15 ospiti di Casa Emmaus (ragazzi e donne delle comunità terapeutiche e ragazze del centro di accoglienza straordinaria).Vengono creati segnalibri, porta-cellulari, porta-occhiali e bambole di pezza. Oltre all’acquisizione delle varie tecniche e degli strumenti dell’arte del cucito presto ci si occuperà anche di fornire le basi teorico-pratiche riguardo il funzionamento della macchina da cucire.

 

Obiettivo comune? Accrescere la fiducia nelle proprie capacità e risorse, attraverso l’elaborazione creativa, competenze poi utili al fine di un inserimento lavorativo!

Le creazioni della “Sartoria Emmaus” verranno esposte in diversi mercatini e utilizzate dagli stessi creatori e dagli altri ospiti dell’associazione. Uno spazio dunque che mira a incrementare la socializzazione interculturale, l’attenzione per l’ecosostenibilità e il riciclo, nonché un rilassante luogo di creatività e divertimento.

Alice Giua, comunità terapeutica

La rappresentazione del sé

Con le ragazze della Nigeria ci siamo confrontate sulla tematica della prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili, sulla prevenzione di una gravidanza non voluta e sul valore della maternità. Mentre con le ragazze provenienti dalla Costa d’Avorio e dal Camerun abbiamo lavorato sull’immagine che ognuna ha di sé e su come immaginano la loro vita qui.

Quali sono i risultati di questo laboratorio? Noi abbiamo capito maggiormente cosa vuol dire per le ragazze nigeriane essere donne (la maternità è molto importante, vuol dire diventare madri), e che immaginario e sogni portano con se le ragazze provenienti dall’area francofona.

Abbiamo lavorato sulla rappresentazione di ciò che percepiamo di noi attraverso l’immagine. Le ragazze si sono dichiarate orgogliose di essere africane, hanno rappresentato i sogni e le prospettive. Altre hanno rappresentato le loro caratteristiche, come essere fashion o carismatiche. Con l’arrivo delle nuove ospiti, abbiamo pensato di portare avanti un lavoro sull’immagine che hanno dell’Europa, sulle loro aspettative, i loro sogni e progetti di vita per il futuro.

Carla Pinna, CAS(centro accoglienza straordinaria)

 

Un’agenda ricca di impegni per i minori non accompagnati

Anche gli ultimi Minori Stranieri Non Accompagnati arrivati a Iglesias imparano in fretta la lingua italiana, passo fondamentale per la frequenza della scuola e l’interazione con il territorio.

Nel mese di aprile si è organizzato con la collaborazione della Rete Unitaria Antifascista Sulcis-Iglesiente un incontro per la lotta al razzismo. I ragazzi migranti, sia minori non accompagnati che giovani adulti, hanno preso parte a diverse iniziative a Carbonia e Calasetta.

Al campo Ex Biancoblu della Grande Miniera di Serbariu i nostri ragazzi sono scesi in campo per delle partite “Calcetto per l’integrazione” e “Un calcio al razzismo”. A rincorrere il pallone le squadre miste formate dai MSNA di Casa Emmaus, gli antifascisti della Ruas, gli ospiti del progetto prima accoglienza del Gus, gli istruttori della scuola calcio e giovanissimi degli Ex Biancoblu.

Mentre a Calasetta i giovani adulti hanno raccontato le loro storie, il viaggio, l’accoglienza e l’interazione con il territorio.

Una delegazione di giovani adulti, invecem accompagnata dagli operatori, ha assistito all’incontro “Primavera Resistente” Debra Libanòs, una strage oscurata”, organizzato dall’Anpi provinciale, Arci regionale e dal Comune di Carbonia al Teatro Centrale nel capoluogo sulcitano.

Giacomo Dessì, MSNA(minori stranieri non accompagnati)

 

Il gruppo foto in appartamento DD

Questo gruppo nasce dall’esigenza e dalla voglia di imparare a costruire un buon rapporto con le proprie emozioni, cioè dare loro dignità di esistenza e modalità di espressione. L’importanza di conoscere e saper riconoscere la propria intelligenza emotiva è essenziale per poter entrare in sintonia dapprima con le proprie emozioni e poi con il mondo emotivo di un’altra persona!

Trattasi di EMPATIA: la capacità di porsi in maniera immediata nello stato d’animo o nella situazione di un’altra persona.

Abbiamo perciò pensato di forgiare questa bellissima competenza emotiva attraverso il Gruppo Foto: ogni martedì si sceglie un ospite dell’appartamento e a turno, compagni ed operatori scrivono su un foglio le caratteristiche, le emozioni o le sensazioni che si provano pensando a quella determinata persona. Ne scaturisce una sorta di specchio dove ci si può o meno rivedere. Al termine si leggono tutti i tratti e le connotazioni e se ne discute insieme riflettendo sul perché si sono provate determinate emozioni, cercando appunto di entrare in sintonia e in empatia con la persona che si ha di fronte. Anche noi operatori ci siamo sottoposti a questa sorta di specchio riflesso, ascoltando ciò che i ragazzi ci rimandavano e discutendone insieme.

Naila Meloni, appartamento Doppie Diagnosi

 

Una Giornata a Tortolì

Il 9 Aprile le ragazze della struttura donne hanno partecipato alla manifestazione “Tortolì in fiore”, nella quale infioratrici professioniste creano delle immagini nelle principali vie del paese, utilizzando varie parti di fiori.

Le nostre ragazze sono state parte attiva della manifestazione, collaborando con uno dei gruppi di infioratrici alla preparazione dei materiali ed alla realizzazione di un’immagine. Aver potuto collaborare alla realizzazione dell’immagine e non solo osservare la manifestazione, ha permesso alle nostre ragazze di vivere un’esperienza nuova e di sentirsi gratificate e parte di un gruppo più ampio.

Sara Etzi, comunità donne

 

 

Tempo di arrivi e di partenze

Il mese di aprile è stato protagonista di importanti cambiamenti, sopratutto di arrivi e di partenze che ci ricordano la natura transitoria del nostro progetto SPRAR.

Alcuni dei nostri beneficiari hanno infatti lasciato il progetto alla volta di quelle opportunità di lavoro che da tempo aspettavano e che, seppure talvolta in maniera del tutto inaspettata, si sono presentate in punta di piedi.

Perché, diciamocelo, i nostri beneficiari hanno un solo obiettivo: trovare un lavoro, sentirsi parte di un sistema su cui progettare e su cui investire, seminare per poi raccogliere frutti che sanno di casa.

Ed è esattamente in questo modo che Alice e Marie hanno vissuto il loro arrivo al porto di Cagliari nel maggio del 2016 ed è sempre nella stessa maniera che questo mese hanno affrontato un altro inizio, con tanta devozione, coraggio e voglia di cambiare sempre in meglio.

Ma se le partenze sanno di nostalgia, gli arrivi sanno invece di gioia, di partecipazione e di condivisione… Glory, Mariam, Maymouna e i bimbi che portano con loro sono altre vite, altre storie, altre scoperte e altri progetti che verranno messi in atto. Sempre nuovi sogni da realizzare, una famiglia da sostenere e un’integrazione da rafforzare.

Il ciclo rincomincia come rincomincia il percorso di ognuno di loro e il nostro, con loro…

Francesca Peddis, SPRAR (Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati)

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