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Campania: dopo gli incendi rischio idrogeologico

Lopa e Catapano (MNS): Associazioni cittadini e amministrazioni devono cooperare insieme con l’intento di valorizzare l’ambiente e il patrimonio arboreo e boschivo del nostro territorio di perseguire le politiche di riduzione delle emissioni la prevenzione del dissesto idrogeologico e la protezione del suolo il miglioramento della qualità dell’aria e la vivibilità del territorio
Buona parte del territorio campano e vesuviano in particolare è ricoperto da boschi e macchia mediterranea: un patrimonio arboreo tra i più importanti del sud della nazione per ampiezza e per varietà di specie. Ci si trova di fronte ad una immensa ricchezza per l’ambiente e l’economia, per l’equilibrio del territorio, per la conservazione della biodiversità e del paesaggio. Quello che è successo in questi giorni, sul nostro territorio potrebbe rivelarsi rischioso, poiché il territorio ha subito grandi alterazioni a causa della perdita di habitat, biodiversità, paesaggi, storia e stabilità idrogeologica dei versanti. Il fenomeno degli incendi e quello del dissesto idrogeologico potrebbero essere in parte correlati. E’ necessario lanciare un allarme sul rischio del territorio e nello stesso tempo, intende far riflettere su tutto quello che è successo e invitare gli enti preposti a eseguire al più presto, uno studio sulla vulnerabilità dei versanti colpiti da incendio. In seguito alla vastità dell’incendio sul Vesuvio di queste ore e considerando i problemi di dissesto idrogeologico della zona montuosa della Campania, due sono i fattori alquanto preoccupanti: l’arrivo delle piogge autunnali e il periodo di siccità. Secondo i dati ricavati dalla medie di quantità di pioggia, negli ultimi anni , si evince si sono verificate ricche precipitazioni. Ci sono tutti gli elementi scientifici per parlare di rischio idrogeologico, da quelli elencati, alla pendenza del versante diventato nudo da vegetazione, fino ad arrivare alla natura sedimentologica del versante in questione. Il suolo, con il passaggio del fuoco, subisce un forte aumento della temperatura che coinvolge solo lo strato più superficiale del terreno, mutandone la struttura, la sua composizione chimica e i microrganismi presenti superficialmente. Gli effetti degli incendi sulla fertilità dei suoli sono variabili e controversi: la cenere derivata dalla combustione della sostanza organica è ricca di nutrimenti che migliorano la fertilità dei suoli (azoto, fosforo, potassio, magnesio, sodio). Tuttavia la presenza della cenere stessa sul terreno, influendo negativamente sullo sviluppo radicale delle piante, inibisce l’assorbimento dei nutrimenti stessi. Le alterazioni delle condizioni naturali del suolo prodotte dal passaggio del fuoco favoriscono i fenomeni di dissesto dei versanti provocando, in caso di piogge intense , lo scivolamento dello strato di terreno superficiale. Questo è plausibile perché è un processo favorito dall’impatto delle piogge violente ed insistenti sul versante completamente nudo e privo di assorbimento. Sia la parte di versante sabbiosa che quella argillosa, dopo un incendio, si comportano come se fossero impermeabili. In più, nella parte argillosa, l’acqua non essendo captata da vegetazione distrutta da incendio, cambia stato accentuando lo scivolamento di versante. Da considerare importante anche l’interazione dell’apparato radicale con i sedimenti. Senza questo lavoro i sedimenti sono più sciolti e sono più soggetti a movimenti, influendo sulla stabilità di versante. Ovviamente gli alberi e il loro apparato radicale non sono la soluzione del problema, ma possono limitare e di molto il dilavamento del substrato e conseguenti dissesti. Tutte queste possibili considerazioni, dovrebbe far chiedere a tutti gli attori interessati, una maggiore attenzione, salvaguardia del territorio e prevenzione da rischi naturali. Un’eventuale prevenzione farebbe parte di quella fetta di manutenzione di cui il nostro territorio avrebbe, così tanto bisogno, soprattutto dopo un incendio del genere. La Campania non può più permettersi di perdere parti di territorio, anzi deve assolutamente riattivare quelle aree che sono considerate passive restituendole all’ambiente ed all’economia locale. Associazioni, cittadini e amministrazioni devono cooperare insieme, con l’intento di valorizzare l’ambiente e il patrimonio arboreo e boschivo del nostro territorio, di perseguire le politiche di riduzione delle emissioni, la prevenzione del dissesto idrogeologico e la protezione del suolo, il miglioramento della qualità dell’aria e la vivibilità del territorio. Cosi oggi i Dirigenti Nazionali Rosario Lopa, componente del Dipartimento Nazionale Ambiente Territorio Turismo Agroalimentare, e Alfredo Catapano, componente del Dipartimento Commercio e Pmi del Movimento Nazionale per la Sovranità di Alemanno e Storace

Rosario Lopa
Rosario Lopa

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