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Attilio Dedoni: ogni anno ci troviamo a fare i conti con l’incremento del numero degli incendi

“La lotta agli incendi in Sardegna ci consegna ogni anno un triste
bollettino, complice il costante aggravarsi di una situazione climatica
che favorisce lo svilupparsi dei roghi. Ogni anno, la Regione annuncia
impegni straordinari per fare fronte a questo tragico fenomeno e ogni
anno ci troviamo a fare i conti con l’incremento del numero degli
incendi e dell’estensione dei terreni attraversati dalle fiamme”,
dichiara il capogruppo dei Riformatori Sardi per l’Europa in Consiglio
regionale, Attilio Dedoni.

dedoni
“Pur volendo sorvolare sulle tante carenze della macchina
antincendi messa in piedi dalla Giunta regionale, sia sotto il profilo
organizzativo che per quanto riguarda gli stanziamenti finanziari (si
pensi alla polemica, che si ripete tale e quale ad ogni inizio estate,
sui fondi insufficienti destinati alla convenzione con i Vigili del
Fuoco), non si può fare a meno di notare come le campagne antincendi
vengano pensate senza tenere conto dell’esperienza accumulata in decenni
di lotta contro il fuoco e degli strumenti che la tecnologia attuale
mette a disposizione”, prosegue Dedoni. “Lo stesso Codice Penale non
svolge un’adeguata funzione di deterrente: le pene previste per gli
incendiari dovrebbero essere molto più severe e si dovrebbero introdurre
misure tali da colpire pesantemente la sfera patrimoniale dei
responsabili. Non solo: per prevenire ogni possibile utilizzo del fuoco
per perseguire interessi di tipo economico, sui terreni interessati
dagli incendi dovrebbe essere apposto un vincolo totale che impedisca
per decenni qualsiasi tipo di attività, non solo edilizia ma anche
produttiva, compreso il pascolo”.
“Stupisce negativamente, inoltre, quanto siano obsoleti gli
strumenti messi in campo dalla Regione e quanto poco si investa nella
prevenzione”, conclude il capogruppo. “Una macchina antincendio tutta
incentrata sull’azione di spegnimento sembra quasi voler favorire il
presentarsi dei roghi, mentre sarebbero necessari investimenti massicci
sia per fronteggiare le condizioni che portano al divampare degli
incendi che per la loro stessa tempestiva individuazione. Le
prescrizioni regionali, ad esempio, non mancano mai di imporre lo
sfalcio dell’erba nei terreni incolti, ma molti di questi sono di
proprietà pubblica (si pensi ai bordi delle strade comunali e
provinciali) e gli enti preposti non hanno in cassa le risorse
necessarie a provvedere: dovrebbe essere la Regione stessa, in quanto
responsabile della campagna antincendi, a farsene carico. Così come si
dovrebbe puntare maggiormente sulla tecnologia, ad esempio con
l’utilizzo dei droni, che già si sta sperimentando in altre regioni
italiane, o con reti di sensori elettronici, tentativo già portato
avanti in Sardegna e incomprensibilmente abbandonato”.

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