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Annuario statistico italiano, la spesa mensile per famiglia sale a 2.499,37 euro

Inizia una serie di numeri speciali interamente dedicati all’Annuario statistico italiano che, dal 1878, offre un ritratto documentato della nostra società e delle sue evoluzioni.

Nel 2015 la spesa media mensile familiare in valori correnti è pari a 2.499,37 euro, in lieve aumento rispetto agli anni precedenti  (+0,4% rispetto al 2014, +1,1%  nei confronti  del  2013).

Il quadro è quindi sostanzialmente analogo anche in termini reali, se si considera che l’inflazione è stata prossima allo zero sia nel 2014 che nel 2015 (rispettivamente +0,2% e +0,1% ) .

La spesa per generi alimentari e bevande è pari a 441,50 euro al mese, in leggera ripresa rispetto ai 436,06 euro del 2014 (+l,2%) .

Si arresta il calo relativo alla spesa per carni, in atto fin dal 2011, arrivando a 98,25 euro mensili, in linea con l’anno precedente.

La spesa per frutta aumenta del 4,5% rispetto al 2014 (da 38,71 a 40,45 euro men­ sili), quella per acque minerali, bevande analcoliche, succhi di frutta e verdura del 4,2% (da 19,66 a 20,48 euro).

La quota di spesa alimentare nel 2015 è pari al 17,7% del totale della  spesa (17,5% nel 2014); come già negli anni precedenti, la spesa per carne si conferma essere la voce alimentare più rilevante (3,9%), seguita da pane e cereali (3,0%), vegetali  (2,4%} e latte,  formaggi e uova ( 2 , 3%}.

Rispetto agli anni precedenti, è in diminuzione la quota delle famiglie che ha tentato di limitare la spesa riducendo la quantità o la qualità dei prodotti alimentari acquistati (53,8%, rispetto al  58,7%del 2014 e al 62,4 del 2013).

Rilevanti differenze si registrano  se  si considera l’aspetto territoriale : il Centro e il Nord presentano valori intorno al 50%, mentre  il Sud e le Isole valori  superiori al 60%.

Nei comuni centro di aree metropolitane e  maggiore la percentuale di famiglie che prova a limitare la spesa agendo sui prodotti alimentari, 57,2%, circa quattro punti in più delle altre tipologie comunali.

Il supermercato  e  l’ipermercato  sono  i luoghi maggiormente utilizzati dalle famiglie italiane per la spesa alimentare (vi vengono effettuati, in media, il 58,3% degli acquisti}, seguiti dai negozi tradizionali (22,0%) e dagli hard discount (12,4%).

Rispetto ai valori medi nazionali, nel Sud si utilizzano di più i negozi tradizionali (33,1%), mentre nel Centro e nel Nord si acquista più spesso in super­ mercati ed ipermercati .

Come già nel 2014, nelle Isole si registra la percentuale più elevata di acquisti presso gli hard discount (18,7% nel 2015).

La spesa media per beni e servizi non alimentari e sostanzialmente stabile rispetto al 2014,  ed e  pari,  nel 2015, a  2.057,87 euro mensili .

Queste spese rappresentano 1’32,3% della spesa totale; particolarmente rilevanti sono quelle per l’abitazione, pari al 36,1% del totale (36,7% nel 2014 e 37,2% nel 2013). Per il terzo anno consecutivo si riducono le spese per comunica­ zioni (-4,2i sul 2014), anche a causa della dinamica inflazionistica negativa per questa voce di spesa .

Aumentano le spese per servizi ricettivi e di ristorazione (+11,0%, da 110,26 a 122,39 euro, dopo due anni di calo), e le spese per beni e servi­ zi ricreativi, spettacoli e cultura (+4,1%, a raggiungere 126, l euro nel 2015).

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