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Abruzzo: 80% dei Comuni in area a elevata criticità sismica

La geologa Tania Campea, ora nell’area abruzzese colpita, spiega la situazione di rischio sismico nella regione.
In Abruzzo ben l’80% dei Comuni è in aree a sismicità alta . Le scosse registrate ieri 18 gennaio 2017 nella provincia de L’Aquila tra Montereale, Pizzoli, Capitignano, Campotosto e Cagnano Amiterno sono localizzate a sud del sistema attivato dall’agosto del 2016 (sistemi di faglie capaci Campotosto-Amatrice-M. Gorzano) e dall’ottobre 2016 (sistemi di faglie capaci Norcia-Preci e M. Vettore-M. Bove). Quelle di ieri sono scosse di magnitudo comprese tra 4.1 e 5.4 e profondità degli ipocentri tra 9 e 14 Km che si inseriscono in un contesto geografico di già nota pericolosità sismica, stimata da alta a molto alta. La storia sismica dell’area (eventi con I≥5.5 MCS) è ricca di eventi importanti a partire, soprattutto, dal Settecento”.

Campea, esperta di geologia e membro dell’AIGAE ha continuato a spiegare lo stato di criticità che in questi mesi sta attraversando la dorsale appenninica centrale:
L’Italia è una delle zone più sismiche del Mediterraneo. La gran parte del territorio nazionale è stato, nel corso della storia, interessato da episodi sismici molti dei quali piuttosto intensi. Essa è stata inoltre sede di alcune tra le più antiche civiltà e ciò ha permesso la registrazione di notizie attendibili anche di eventi sismici molto antichi.
Solo a partire dal XIX secolo gli studiosi di sismologia hanno iniziato ad estrarre da queste cronache le informazioni riguardanti i terremoti nel tentativo di “scrivere” una storia sismica nazionale: sono nati così i primi cataloghi dei terremoti. L’ultima versione del Catalogo Parametrico dei Terremoti Italiani CPTI detta CTPI15, è stata realizzata utilizzando tutti i dati macrosismici e strumentali resi disponibili dal 1999 al 2009.
La classificazione sismica italiana è stata perfezionata nel corso degli anni fino a giungere all’attuale, che la comunità scientifica sta pensando di rivedere alla luce degli ultimi eventi che hanno interessato l’Abruzzo. Da questi studi risulta evidente come la fascia interna dei comuni abruzzesi ricada nella zona 4: l’80% dei comuni dell’Abruzzo presentano un rischio di sismicità alto.
Da qui la necessità di investire su 276 dei 305 Comuni abruzzesi, con Il Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri del 21 giugno 2016, per interventi di prevenzione del rischio sismico (approfondire gli studi di microzonazione sismica e finanziare interventi antisismici su edifici ritenuti “strategici” pubblici e su edifici privati).
Alla luce di ciò sono chiaramente di fondamentale importanza l’informazione e la divulgazione scientifica nelle scuole. Una strada a livello nazionale che le Guide Ambientali Escursionistiche stanno già seguendo con le loro professionalità come geologi, biologi , archeologi , anche perché conoscono profondamente ogni angolo dell’Italia, ogni sentiero ed il territorio in modo completo, dalle montagne alle pianure, ai fiumi. Il Presidente Nazionale delle Guide Ambientali Escursionistiche, Stefano Spinetti, si sta prodigando molto a tutti i livelli affinchè si possa diffondere al meglio la cultura ambientale e del territorio”.

Info su A. M.

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