Superbonus, OICE: blocco crediti è un boomerang

Superbonus, OICE: blocco crediti è un boomerang

Superbonus, OICE: Blocco crediti è boomerang con ricadute pesantissime per il settore; urgente intervenire per salvare anche interventi con Cilas del 2022 

Superbonus, OICE: crediti ancora bloccati, boomerang dalle ricadute pesanti per proprietari, professionisti e imprese; indispensabile sbloccare subito i crediti

 

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Superbonus, OICE: blocco crediti è un boomerang

È questo il grido di allarme che lancia l’OICE, l’Associazione delle società di ingegneria e architettura aderente a Confindustria, a commento dell’allegata nota di aggiornamento predisposta dal Gruppo di lavoro Superbonus, coordinato da Fabio Tonelli.

Per il Presidente dell’Associazione Giorgio Lupoi:

“nella situazione attuale, a causa dello stop alla circolazione dei crediti, il Superbonus è ormai diventato un boomerang:

in particolare per i proprietari di case, mondo professionale e piccole imprese del centro Italia, sud e isole, con cassetti fiscali pieni e crediti bloccati, contratti insostenibili, cantieri sospesi e imprese costrette a licenziare.

Si affronti questo enorme problema prima di guardare ai potenziali effetti della nuova normativa europea sulla classe energetica degli edifici”.

 

“La situazione già oggi è drammatica”

Per Fabio Tonelli, Coordinatore del GdL Superbonus dell’Associazione:

la situazione già oggi è drammatica:

perché i proprietari di edifici che hanno iniziato gli interventi rischiano di non vederli realizzati o completati;

e i professionisti non vedranno un euro dei propri compensi con una perdita che, solamente per gli interventi ancora da iniziare, supera i 2 miliardi di euro.

Lo stato di crisi, per moltissime piccole imprese è già un dato di fatto.

Le aree del centro e sud Italia hanno risposto al Superbonus al pari delle aree economicamente più sviluppate, tanto che a fine 2022, la regione con il maggior consumo pro capite di fondi è l’Abruzzo con 1.673,61 €/Abit.;

purtroppo gli stessi territori stanno ora riportando un più che sensibile ritardo nell’avanzamento dei cantieri (lo scarto tra nord est e sud è di circa il 10%), indotto anche dall’ormai atavica maggiore complessità dei rapporti con il sistema bancario, che induce un’ulteriore maggior rischio di gravi difficoltà economiche.

Chiediamo quindi un intervento urgentissimo dello stato, e nel mentre, che regioni e società partecipate pubbliche seguano la strada già lodevolmente tracciata dalla Regione Sardegna:

per promuovere una rapida circolazione dei crediti maturati e per gli interventi “salvati” dal DL aiuti quater (con CilaS ottenuta entro 31/12/2022), affinché siano realizzati senza ulteriori danni per gli attori della filiera e dei proprietari.”