Rubrica: “E il naufragar m’è dolce in questo mare” | Episodio 5 – Il Dolce Stil Novo

Il Dolce Stil Novo: la nobiltà della poesia aulica, tra le donne beate e la sofferenza dell'amore inseguito fino alla morte.

Il Dolce Stil Novo

Rubrica: “E il naufragar m’è dolce in questo mare” | Episodio 5 – Il Dolce Stil Novo

Il Dolce Stil Novo: la nobiltà della poesia aulica, tra le donne beate e la sofferenza dell’amore inseguito fino alla morte.

Il Dolce Stil Novo, conosciuto anche come stilnovismo, stil novo o stilnovo, è stata un importante corrente poetica italiana, portata avanti tra il 1250 e il 1310.

Influenzò la poesia italiana fino a Francesco Petrarca.

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Petraraca divenne guida di una ricerca verso un’espressione raffinata e nobile dei pensieri, portando la tradizione letteraria italiana verso l’ideale di una nuova poesia: ricercata e aulica.

Nasce quindi una poesia che non ha più al centro la sofferenza dell’amante, ma le celebrazioni delle doti spirituali dell’amata.

L’origine dell’espressione è da rintracciare nella Divina Commedia di Dante Alighieri.

«”Ma dì s’i’ veggio qui colui che fore
trasse le nove rime, cominciando
Donne ch’avete intelletto d’amore.”
E io a lui: “I’mi son un che, quando
Amor mi spira, noto, e a quel modo
ch’e’ ditta dentro vo significando.”
“O frate, issa vegg’io”, diss’elli, “il nodo
che ‘l Notaro e Guittone e me ritenne
di qua dal dolce stil novo ch’i’ odo!”»

(Purg. XXIV, vv. 49-57)

Nasce a Bologna e si sviluppa a Firenze.

La figura femminile va verso la figura di una ” donna-angelo”, intermediaria tra l’uomo e Dio, capace di sublimare il desiderio purché l’uomo dimostri di avere un cuore gentile e puro.

La corrente del “Dolce Stil Novo”, segue e contrasta la precedente corrente letteraria dell’amor cortese.

Con il Dolce Stil Novo si afferma un nuovo concetto di amore impossibile, nonché un nuovo concetto di donna, concepita adesso come donna angelo, donna angelica.

Nella visione stilnovistica, ha la funzione di indirizzare l’animo dell’uomo verso la sua nobilitazione e sublimazione: quella dell’Amore assoluto identificabile con Dio.

La donna angelicata è quindi oggetto di un amore platonico e inattivo.

Parlare della donna è pura ascesa e nobilitazione dello spirito, puro elogio che consente al poeta di mantenere sempre intatta e puramente potente la propria ispirazione in quanto diretta ad un oggetto volontariamente cristallizzato e raggiungibile.

I concetti dell’amore in grado di dettare le parole al cuore del poeta stilnovista sono legati alla natura elitaria del “circolo”.

La fondamentale novità dell’esperienza poetica dello “stil novo” risiede nella contestazione della poesia, nell’affermazione di una nuova concezione dell’amore e della donna.

I principali autori di questa corrente letteraria sono per la maggior parte toscani, e sono Guido Guinizzelli, considerato il precursore del movimento, Dante Alighieri, Guido Cavalcanti, Lapo Gianni, Gianni Alfani, Cino de’ Sigilbuldi da Pistoia e Dino Frescobaldi.

Qui sotto potete leggere “Tanto gentile e tanto onesta pare”:

Tanto gentile e tanto onesta pare
la donna mia, quand’ella altrui saluta,
ch’ogne lingua devèn, tremando, muta,
e li occhi no l’ardiscon di guardare.

Ella si va, sentendosi laudare,
benignamente e d’umiltà vestuta,
e par che sia una cosa venuta
da cielo in terra a miracol mostrare.

Mostrasi sì piacente a chi la mira
che dà per li occhi una dolcezza al core,
che ’ntender no la può chi no la prova;

e par che de la sua labbia si mova
un spirito soave pien d’amore,
che va dicendo a l’anima: Sospira.

Il componimento di Dante Alighieri si trova nel capitolo XXVI della Vita Nova. Qui Dante esprime la lode per la bellezza e l’ammirazione per la sua Beatrice.

Articolo di Michael Bonannini