Un successo a Roma l’opening di Spazio all’Arte di Capitolium Art

Un successo a Roma l’opening di Spazio all’Arte di Capitolium Art

Un successo a Roma l’opening di Spazio all’Arte di Capitolium Art

Un successo a Roma l’opening di Spazio all’Arte di Capitolium Art

un nuovo luogo destinato all’arte e agli artisti ha aperto giovedì scorso nel cuore di roma, con un AMBIZIOSO programma DI ESPLORAZIONE

In corso fino al 15 dicembre la mostra-omaggio su mario schifano

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Dopo Brescia, Torino e Ospitaletto, la nota Casa d’Aste fondata oltre trenta anni fa dalla Famiglia Rusconi, ha scelto Roma, affidando Spazio all’Arte a Vincenzo Maria (Willy) Zuco che ne sarà il Direttore.

Diversa, però, la natura del luogo, che avrà l’obiettivo di raccontare l’arte e le sue connessioni con i grandi temi della società attuale – tecnologia, ambiente, natura, pianeta, mutamenti sociologici – attraverso gli artisti, gli scrittori, le/i performers che le esprimono e coloro che le studiano o le sperimentano.

Spazio all’Arte aprirà le porte a ciò che di volta sarà funzionale al tema di interesse, con eventi, esibizioni, presentazioni di nuove edizioni, talk ed altro.

Il primo approfondimento il prossimo 5 dicembre su Il digitale nel mondo dell’Arte, tra NFT, AI e altri strumenti, iniziativa del partner per l’occasione Ai Open Mind.

 

OMAGGIO A MARIO SCHIFANO: LA MOSTRA INAUGURALE

Situato su strada, con diverse sale, una terrazza al primo piano ed altri ambienti, Spazio all’Arte è in fondo a via delle Mantellate, una strada con una storia a sé nella toponomastica emotiva dei romani, viva e colorita, da sempre volta ad ospitare botteghe di artigiani, appartamenti e studi d’artista. Così è stato anche al civico 14/b dove Mario Schifano ha abitato e lavorato.

Per questo la scelta di inaugurare lo spazio con una mostra-omaggio dedicata a Mario Schifano, con opere tutte riferibili al periodo in cui l’artista viveva lì, dal 1985 al 1990, visitabile dal giorno dell’inaugurazione, 24 novembre, per tre settimane negli orari di apertura di Spazio all’arte (10-13,30 | 14,30-19).

Delle tele esposte, due – Dolore e Segreto Eterna Giovinezza 9, 1990 – appartengono alla Collezione Ovidio Jacorossi Roma:

Senza titolo, 1995 alla Collezione Ciccolini, Brescia; Grande particolare di edificio, 1985, ad una collezione privata di Milano; Senza titolo (acquatica) alla Collezione Trecchi, Modena e infine Lucio vent’anni prossimamente, 1985 alla Collezione Lucio, Giuliana, Eredi Amelio, donata proprio dal pittore a Lucio Amelio in occasione dei vent’anni della sua galleria.

Alle opere è stato dedicato un curato catalogo con testi critici di Marco Meneguzzo.

 

SUCCESSO DI PUBBLICO PER L’OPENING: TRA INTERESSE PER L’ARTE E MONDANITÀ

L’afflusso in via delle Mantellate 14/b ha superato le aspettative regalando all’inaugurazione un folto pubblico, curioso innanzitutto di scoprire di più sulla ‘destinazione d’uso’ degli spazi, ma anche di condividere informazioni nuove sulla storia di questo pittore molto apprezzato, grazie al filmato proiettato nell’occasione e alle tele esposte.

Queste ultime rivelano la sua fase di “pittura grondante”, polimaterica in qualche casa, vero e proprio inno al colore, “una giungla di colori, che devono essere scostati per raggiungere lo strato successivo, per liberare e scoprire altri paesaggi al di là di ogni altro strato di colore”.

Interazione tra mondi, tutti appartenenti però alla creatività, il passaggio alla festa di persone appartenenti a quello dello spettacolo come Matilde Bernabei, presidente di Lux Vide, Federica Formilli Fendi, fondatrice di triplef, Cinzia Mascoli, presidente dell’organismo di gestione collettiva dei diritti di gestione collettiva dei diritti connessi al diritto d’autore Artisti 7607 ed altri.

Tanti gli artisti e i collezionisti, anche, e i semplici curiosi romani, cittadini destinati a respirare l’arte quotidianamente, ma sempre pronti ad intercettare il nuovo. E i nuovi temi del pianeta e dell’uomo sono proprio quelli che Spazio all’Arte intende esplorare col sul variegato, da oggi in poi, programma.

Grazie alla sua architettura e al posizionamento sentimentalmente legato all’arte e agli artisti, sarà vetrina di nuove esplorazioni e talent scout, perché no, di nuovi talenti, da far conoscere, assecondando nel contempo la sua vocazione di salotto e moderna agorà dove all’arte si unirà lo spettacolo.