Brambilla, UC: “Basta pubblicità che deride la religione cattolica”

Brambilla, Unione Cattolica: “Basta con la pubblicità che deride e offende la religione cattolica” 

Questi pubblicitari, queste ‘checché isteriche’, se offendessero la religione musulmana si ritroverebbero con un coltello conficcato in gola! 

Roma, 23 settembre 2022 – “Spesso vediamo immagini pubblicitarie deridere la nostra religione cattolica. Siamo nauseati da queste immagini che prendono in giro molto spesso le immagini più sacre della nostra religione, siamo schifati e speriamo che tutti coloro che si professano cattolici non acquistino questi prodotti che vengono pubblicizzati a detrimento di ciò che abbiamo di sacro” ha dichiarato Erminio Brambilla, Presidente del Partito Unione Cattolica.

Ha aggiunto: “Purtroppo, questi pubblicitari ‘trinariciuti’, credono di essere moderni e intelligenti. Sono fortunati che, essendo cattolici, siamo costretti a porgere l’altra guancia, mentre vorremmo esprimere una ‘fatwa’ come fanno i musulmani. Questi coraggiosi, emblema del rinascente modernismo, non farebbero certo una pubblicità contro gli emblemi della religione musulmana, con il rischio di ritrovarsi un coltello alla gola. Oggi, purtroppo, queste ‘checche isteriche’ (e non ce l’ho contro i gay, potrebbero essere anche femministe o eterosessuali), sono solo capaci di sparare sulla croce rossa, se lo facessero sulla mezzaluna avrebbero molti problemi.

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Quindi, ribadisco che noi cattolici abbiamo solo una possibilità: boicottare tutti quei prodotti e servizi che nella pubblicità prendono in giro la nostra religione. Sono convinto che allora le aziende, che vedranno il loro fatturato e utile diminuire, dovranno smettere di finanziare agenzie pubblicitarie anticattoliche.

E qualcosa avremmo da dire anche ai media che scorrettamente contribuiscono allo sviluppo di tali sconcezze blasfeme: tutto per ‘mammona’! E’ vero che ormai il tessuto sociale è in balia di furbi, malfattori e bugiardi: e l’emblema che ha dato la politica in questi giorni preelettorali, dice tutto ciò che si deve dire di questa Italia: un paese di nani e ballerine!

Di cagasotto che al primo segnale di difficoltà, si rifugiano nel voto di scambio! Ricordatevi che ad ogni valore che perdiamo se ne va un pezzo della nostra anima. E non c’è nessun inno nazionale, cantato allo stadio, che possa risollevarla!”