Macellazione domestica: chiesta attuazione d.lgs.

Macellazione domestica: Regione e attuazione d.lgs.

Macellazione domestica: il Distretto Rurale della Barbagia chiede alla Regione Sardegna l’attuazione dell’art. 16 del decreto legislativo 2 febbraio 2021, n. 27

Macellazione domestica: chiesta attuazione d.lgs.

In data odierna ho scritto al Presidente della Regione, all’Assessore alla Sanità ed al Presidente della Commissione Salute del Consiglio regionale al fine di segnalare la necessità di disciplinare e quindi dare attuazione alla normativa statale in materia di macellazione per il consumo domestico, essendo decorso un lasso di tempo importante dal momento in cui le Regioni erano chiamate ad attuarla” annuncia il presidente del Distretto Rurale Barbagia Efisio Arbau.

Questa sollecitazione è stata spinta dalle continue segnalazioni pervenute dai centocinquanta soci del Distretto Barbagia che avrebbero la possibilità di incrementare il consumo interno e familiare della carne proveniente da animali da loro allevati, in un circuito virtuoso di autoconsumo a chilometro zero, con funzioni anche educative in chiave alimentari per le nuove generazioni.

advertisement

“Nella nota ho pure evidenziato – spiega ancora – che l’attuazione della disciplina in questione garantirebbe un maggior controllo sanitario del consumo domestico della carne.

Con l’auspicio che l’attuazione della normativa statale sia caratterizzata dalla filosofia “burocrazia zero” che la legge indica. In relazione all’attuazione si confida, infatti che i controlli sanitari siano stabiliti ex post ed a campione, lasciando il solo onere agli allevatori ed ai macellatori ad uso domestico privato di rispettare la normativa in materia di benessere animale e di dare semplice comunicazione di luogo ed orari in cui le operazioni si presuppone si svolgeranno.

Comunicazione rivolta agli interlocutori regionali improntata allo spirito di leale collaborazione che contraddistingue l’agire della nostra agenzia di sviluppo locale, che ricordo rappresenta centocinquanta soci privati che hanno deciso per primi in Sardegna di distrettualizzare il loro agire – conclude Arbau – ottenendo il risultato di fare cooperazione e ricerca assieme nonché di conseguire importanti finanziamenti statali diretti prima preclusi alle imprese sarde”.