Qatar – Mater Olbia: la triste fine del Manager Lucio Rispo

Qatar - Mater Olbia

Qatar – Mater Olbia: Eppure gli avevano concesso la cittadinanza onoraria della città di Olbia, addirittura le chiavi del Municipio del piccolo centro di Padru.

Insomma, Lucio Rispo era diventato l’uomo più ricercato dai politici e non solo. Alla fine, pero, la sua disastrosa gestione al Mater Olbia Hospital non ha fatto altro che attraverso società collegate e controllate a collezionare milioni di debiti. In proposito, come non ricordare che la società Olbiese 3G Sas di Gianni Mazzone e soci, attualmente vanta un credito di oltre un milione di euro per aver costruito i parcheggi dell’ospedale Mater Olbia.

Vero è, comunque, che Lucio Rispo, alla fine, ha pagato a caro prezzo l’essersi fidato di personaggi politici olbiesi, ma soprattutto di liberi professionisti in loco che gli consigliarono di iniziare una lunga e costosa guerra giudiziaria contro il nemico giurato da abbattere. Chi era costui? Naturalmente Alessandro Marini.

Incessante continua la campagna diffamatoria in danno ad Alessandro Marini orchestrata appunto dal solito professionista olbiese con l’intento di costruire il solito castello denigratorio, ma lo stesso da anni al pubblico nasconde una verità processuale diametralmente opposta, e come non segnalare che Gigi Bardanzellu non è mai stato il socio in affari di Alessandro Marini.

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Mercoledì scorso, presso il Tribunale di Tempio Pausania, si è celebrata l’ennesima udienza al p.p. 1093/15, con Alessandro Marini imputato per la fantomatica tentata estorsione nei confronti del Qatar e/o SHRP S.r.l. Nella realtà dei fatti, Alessandro Marini non è mai andato contro o leso gli interessi della famiglia Reale del Qatar guidata dall’emiro Thamin Althani, ma si è sempre difeso dalle accuse montate ad arte da Rispo, Merlini, e dall’allora sindaco di Olbia Gianni Giovannelli.

 

Lucio Rispo, sentito dal collegio giudicante, ha ovviamente rilasciato dichiarazioni contro il Marini, enunciazioni sterili e confusionarie al limite del grottesco, addebitando alla nostra testata giornalistica Sardegna reporter una campagna diffamatoria senza precedenti.

Nel corso dell’udienza sono stati sentiti altri 2 testimoni gli stessi  si sono limitati a rilasciare testimonianze anche su domande suggestive fatte dall’anziano Avvocato Angelo Merlini (ripreso dal Giudice) che andavano contro la dimostrazione ormai granitica del possesso uti dominus del Mulas sui circa 60 ettari di terreno confinanti con il Mater Olbia.

Insomma l’anziano Avvocato Merlini tende principalmente a costruirsi, grazie al processo penale, delle prove che a suo parere potrebbero servirle nel processo civile 920/16 contro il riconoscimento dell’usucapione  in capo alla società del Marini. Dimentica, comunque, di non aver rispettato il termine perentorio concesso al 22 maggio 2019 dal Giudice Dott.Daniele Busico, per il deposito di idonea Procura alle liti. Per tale motivo sia Merlini che la SHRP S.r.l. sono estromessi dalla medesima causa e per di piu’ si dimentica che il pastore Mulas ha ricevuto 100.000.00 e proprio per rinunciare ai diritti di usucapione che aveva precedentemente venduto alla società del Marini .

Altro Testimone il Maresciallo dei carabinieri della stazione di Poltu Quadu di Olbia, il quale ha dichiarato di non aver mai visto il Mulas nei terreni, ma contraddicendosi ha affermato che era a conoscenza e visto personalmente il Luigi Mulas, proprio all’interno di quei terreni e che lo stesso Mulas aveva delle pecore e del bestiame in generale.

Altra testimonianza contraddittoria e stata quella del titolare della Tecnoverde, Giorgio Appeddu: al giudice, infatti, ha dichiarato che il Marini continuava a minacciarlo verbalmente. Tuttavia, alla domanda fatta dalla difesa, se, appunto, conosceva personalmente il Marini, il teste ha dichiarato di non averlo mai incontrato e di non averci mai parlato di persona.

Altra deposizione quella di un giornalista che negli anni scorsi, su un quotidiano isolano, si è occupato della vcicenda del Mater Olbia e su un quotidiano isolano ha bersagliato Marini su più fronti, attribuendo al Marini frasi e dichiarazioni che, in realtà, mai rilasciate alla conferenza stampa tenutasi nel maggio 2015 al Jazz Hotel di Olbia.

Infine, atti alla mano, la società del Marini risulta legittima proprietaria dei 60 ettari e ad avvalorare il suo diritto di proprietà lo spiegano le recenti sentenze della Corte di Cassazione.

L’udienza e stata rinviata al 28 novembre 2022 .

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