Marche nella Villa Romana Primo Secolo d.C.

Progetto

Marche nella Villa Romana Primo Secolo d.C.

Il 17 – 18 – 19 Giugno  Le Giornate Europee dell’Archeologia con il grande ritorno!

Nelle Marche – Sabato 18 Giugno – Ore 17 – Briefing Stampa a Caldarola – nella Villa romana del Primo Secolo Dopo Cristo!   

Fiorella Paino (Presidente Archeoclub D’Italia sede Marca di Camerino) :

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“La villa si sviluppa su 3 terrazzi degradanti verso il fondovalle;

presentandosi come un impianto abitativo suburbano di discrete dimensioni, costruito con materiali provenienti da cave vicine.

Il primo settore sviluppato sul primo terrazzo, mostra dimensioni e tecniche costruttive tali da lasciarlo interpretare come area destinata alle stanze di servizio.

Il secondo terrazzo è caratterizzato dalla presenza di una grande condotta fognaria di forma allungata, coperta con lastre calcaree di diverse dimensioni.

Sul terzo terrazzo sono stati individuati sei ambienti di forme e dimensioni diverse, due dei quali pavimentati in opus spicattim e uno in laterizi piani. Vedremo tutto!”

“A Caldalora, nelle Marche, c’è un’area archeologica che vedremo durante le Giornate Europee dell’Archeologia;

Sabato 18 Giugno , dalle ore 17 alle ore 20 con briefing stampa alle ore 17.

Il tutto a cura dell’archeologo Nicolò Licata.

Il sito, di epoca romana individuato lungo la sponda meridionale del lago di Caccamo (invaso artificiale creato nel 1954) conferma la rilevante presenza di emergenze archeologiche lungo tutta la valle del fiume Chienti, naturale via di comunicazione dalla costa all’entroterra marchigiano.

Le strutture rinvenute, di fondazione tardo repubblicana, ma esistenti almeno fino al I secolo d.C., appartengono alla pars rustica di una villa suburbana ben più estesa.

La villa si sviluppa su 3 terrazzi degradanti verso il fondovalle presentandosi come un impianto abitativo suburbano di discrete dimensioni, costruito con materiali provenienti da cave vicine.

Il primo settore sviluppato sul primo terrazzo, mostra dimensioni e tecniche costruttive tali da lasciarlo interpretare come area destinata alle stanze di servizio.

Il secondo terrazzo è caratterizzato dalla presenza di una grande condotta fognaria di forma allungata, coperta con lastre calcaree di diverse dimensioni.

Sul terzo terrazzo sono stati individuati sei ambienti di forme e dimensioni diverse, due dei quali pavimentati in opus spicattim e uno in laterizi piani.

Tra i sei ambienti di servizio del terzo terrazzo, alcuni sono destinati a terme.

I materiali archeologici, conservati presso l’Antiquarìum di Pievefavera, testimoniano che l’area conobbe una lunga frequentazione dalla preistoria fino all’età romana.

I reperti esposti seguono un ordine diacronico per classi di materiali:

Le iscrizioni graffite in lingua latina si datano alla fine del III secolo a.C. e rappresentano i più antichi documenti di scrittura della regione, documentando una precoce romanizzazione del territorio legata forse alla presenza di un luogo di culto”.

Lo ha annunciato Fiorella Paino, Presidente di Archeoclub D’Italia sede di Marca di Camerino.