Italia dei Diritti, uccisa a colpi di maggioranza la democrazia nell’unione dei comuni della Valle Ustica

Italia dei Diritti,

Clamorosa protesta dei consiglieri di Italia dei Diritti per la mancata consegna degli atti di consiglio relativi al punto 10 dell’ordine del giorno riguardante lo schema di bilancio preventivo. Ziantoni diserta l’aula; De Pierro chiede il rinvio della discussione 

Il 15 giugno, presso l’Aula consiliare del comune di Vicovaro, si è svolto il consiglio dell’Unione dei comuni della Valle Ustica con 10 punti all’ordine del giorno tra i quali il bilancio di previsione triennale.

Sotto la presidenza del sindaco di Vicovaro, Fiorenzo De Simone, si è quindi proceduto alla discussione a alla votazione dei vari punti trattati per l’occasione fino ad arrivare al punto concernente l’approvazione dello schema di bilancio preventivo per il triennio 2022/2023/2024.

Qui sono iniziate le noti dolenti come illustra il responsabile provinciale romano del movimento Italia dei Diritti Carlo Spinelli: “Devo partire dai giorni precedenti il consiglio, precisamente da quando i nostri due consiglieri dell’unione – Antonello De Pierro capogruppo consiliare Italia dei Diritti a Roccagiovine e presidente del movimento, e Giovanni Ziantoni capogruppo consiliare IdD nel comune di Percile e responsabile Territori e Circoli della Valle dell’Aniene – hanno, come prassi vuole, richiesto gli atti di Consiglio per poterli studiare e prepararsi all’analisi in aula dei vari punti e poter votare quindi con cognizione di causa.

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Ebbene, tra gli atti forniti ai due consiglieri, mancavano quelli relativi al bilancio preventivo. A questo punto il consigliere Giovanni Ziantoni come forma di protesta disertava l’aula consiliare e inviava una mail alla presidenza dell’unione Valle Ustica dove esprimeva la propria disapprovazione sulla parziale consegna degli atti di consiglio e comunicava la propria assenza dallo stesso quale manifestazione di protesta.

Antonello De Pierro invece – prosegue Spinelli – decideva di partecipare comunque al consiglio dell’unione comunicando e facendo mettere a verbale i motivi che hanno spinto il consigliere Ziantoni a disertare l’assise consiliare; inoltre in virtù della mancata ostensione degli atti relativi al bilancio preventivo ai consiglieri del movimento IdD, chiedeva che il punto all’ordine del giorno venisse ritirato e riproposto in seguito.

A questo punto si è verificato un fatto che definirlo anomalo è poco: il presidente De Simone, anziché prendere in considerazione la proposta di De Pierro, la metteva a votazione trovando il parere favorevole per la discussione dell’intero consiglio De Pierro escluso.

Antonello De Pierro, capogruppo consiliare Italia dei Diritti a Roccagiovine e presidente del movimento

A nostro avviso è stato compiuto un atto anti-democratico. Questo episodio può generare un pericoloso precedente nel senso che qualunque sindaco o presidente di unione potrebbe non fornire gli atti di consiglio alla minoranza e poi discutere lo stesso i punti all’ordine del giorno semplicemente chiedendo il voto della maggioranza del consiglio tenendo così l’opposizione all’oscuro di ciò che si va a deliberare.

Per quanto successo chiederemo l’intervento della prefettura per far annullare la votazione relativa al bilancio preventivo in quanto la discussione e la votazione non andava eseguita visto che i nostri consiglieri non sono stati messi in condizione di studiare l’argomento.

Lo stesso De Pierro si era impegnato a far visionare da un tecnico lo schema del bilancio preventivo, per verificarne la correttezza e decidere quale voto esprimere invece non avendo avuto gli atti relativi all’argomento questo gli è stato precluso. Ad aggravare ancora la situazione, le dichiarazioni di alcuni consiglieri che avrebbero detto che fornire gli atti di consiglio a tutti i consiglieri è una spesa eccessiva per l’unione che comunque non aveva neanche la carta sufficiente per soddisfare le richieste dei nostri due consiglieri.

Un episodio analogo – prosegue ancora Spinelli – si è verificato anche a Capranica Prenestina dove svolgo il mio mandato di consigliere comunale: in un’occasione un consigliere di minoranza non ha ricevuto gli atti di consiglio e il sindaco Francesco Capogrossi ha rinviato il consiglio proprio per non perpetrare una scorrettezza amministrativa nei confronti del consigliere.

Perché De Simone non si è comportato nello stesso modo? Ci piacerebbe tanto sapere cosa ne pensano il segretario regionale PD Bruno Astorre ed il segretario provinciale romano Rocco Maugliani del comportamento di De Simone essendo lo stesso un esponente del partito democratico.

Comunque – conclude Spinelli – ci riserviamo di riportare quanto accaduto nelle sedi opportune e prendere qualsiasi tipo di iniziativa atta a denunciare l’episodio e a far si che questi comportamenti da parte di chi presiede le istituzioni non abbiano più a verificarsi”.

 

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