Cagliari, incontro tra il presidente di Confagricoltura Sardegna e l’ambasciatore di Israele in Italia

Israele
Il presidente Paolo Mele consegna la riproduzione di un bronzetto nuragico all'ambasciatore d'Israele, Dror Eydar

Il presidente di Confagricoltura Sardegna, Paolo Mele, questo pomeriggio ha incontrato al T-Hotel di Cagliari l’ambasciatore di Israele in Italia, Dror Eydar, il quale ha auspicato l’inizio di una proficua collaborazione tra il suo Paese e l’Isola. Di seguito le loro parole

Eydar ha sottolineato le analogie storiche e ambientali che legano Israele alla Sardegna: “Il nostro territorio – ha detto – è per due terzi desertico. Da tempo ricicliamo un’enorme quantità di acqua e, a seconda dell’utilizzo, usiamo i dessalinizzatori.

Abbiamo molte conoscenze non solo in ambito industriale, ma anche nel settore agricolo. Le nostre mucche producono in media 12mila litri di latte all’anno, e questo potrebbe interessare anche voi. Possiamo condividere tecnologie ed esperienze. Molte imprese israeliane lavorano sulla robotica, altre producono impianti per sfruttare l’energia solare che anche qui non manca.

Siamo all’avanguardia pure sul fronte della riforestazione (l’uso della tecnologia ci consente di sapere dove è bene piantare e dove no) e nella lotta contro l’invasione delle cavallette. Sono alcuni dei tanti esempi, ma la prospettiva è più grande. Dopo 36 ore di permanenza in Sardegna, posso dire di aver visto le enormi potenzialità di questa Isola.

advertisement

Possiamo avviare una proficua collaborazione. Abbiamo la tecnologia e, per tradizione, la condividiamo con il mondo. Sarebbe un onore per noi farlo con una regione che vanta una storia così antica e importante. In Italia non c’è l’esatta percezione della emergenza, e questo ci differenzia molto. Tuttavia, siamo pronti ad avviare questo rapporto di collaborazione, ancor più fondamentale in un momento di crisi energetica ed economica a livello mondiale.

Stiamo dialogando con il governo italiano, potremmo arrivare a creare un collegamento diretto per l’energia da Israele all’Italia, passando da Cipro e Grecia. Prima avvertivo una visione differente, oggi le condizioni sono cambiate. Noi siamo pronti con le nostre soluzioni, aspettiamo soltanto una vostra chiamata. So che temete la burocrazia, che spesso frena le attività imprenditoriali, ma da noi non c’è il pericolo della burocrazia perché facilitiamo l’incontro diretto tra le imprese. Spero di tornare presto in Sardegna e vedere i primi frutti di questa collaborazione”, ha concluso il diplomatico di Israele.

Paolo Mele si è detto “lusingato dalla visita dell’ambasciatore Eydar. Ricerca e sostenibilità sono due punti chiave che possono avviare una partnership. La vite israeliana è stata adottata in Sardegna sin dalla metà degli anni Ottanta, testimonia che abbiamo sempre guardato con interesse al vostro Paese.

L’innovazione permette di produrre energia pulita: questo per noi è molto importante perché vogliamo introdurre nuova tecnologia per preservare un’isola incontaminata e proteggere il nostro ambiente. Conosciamo molto bene la tradizione israeliana sia in ambito agricolo che industriale, dunque questa opportunità ci riempie di speranza”.

All’incontro hanno partecipato anche il direttore regionale Maurizio Onorato e i rappresentanti territoriali, Luca Sanna (presidente Cagliari), Michele Ena (presidente Nuoro-Ogliastra) e Stefano Taras (vicepresidente Sassari), i quali hanno posto l’accento sulle diverse opportunità di una collaborazione con Israele, che vanta tradizione nella produzione di latte, nella ricerca sugli embrioni di animali da allevamento e su altre tecniche innovative (di recente, la produzione di avocado ha superato quella del Messico, che sino a poco tempo fa era l’incontrastato leader mondiale), ma anche nella razionalizzazione dell’acqua e nella lotta alla desertificazione, che ha fatto nascere splendidi giardini nelle aree desertiche.

La vera rivoluzione in Sardegna, è stato detto ancora, riguarda la rete idrica, che oggi è in buona parte un colabrodo. Il risparmio dell’acqua passa anche per il riciclo, e in questo caso la Sardegna ha poca esperienza. L’innovazione e la ricerca possono dare risposte rapide per superare queste emergenze.

Al termine dell’incontro, Yoav Banitt (CEO della Robotic Perception) ha presentato le caratteristiche di un modello di robot agricolo che consente di spruzzare, tagliare, analizzare le piante e identificare il loro fabbisogno d’acqua, con la raccolta dati e il controllo a distanza. Il futuro dell’agricoltura passa anche da qui.

Potrebbe interessarti anche: Cavallette centro Sardegna: allarme Confagricoltura