Peru (UDC) sulle condizioni del sistema sanitario sardo

Dichiarazione del consigliere regionale del gruppo UDC-Sardegna al Centro-Italia Viva Antonello Peru.

“Realizzare nuovi ospedali per migliorare la qualità dei servizi sanitari, evitare sprechi di risorse e razionalizzare al meglio il lavoro di tutto il personale medico. Riorganizzare le reti territoriali e ospedaliere per dare concreta attuazione alla riforma sanitaria.

Nel mio intervento questa mattina al convegno regionale sulla sanità organizzato dall’Università di Sassari ho voluto mettere l’accento su quelle che a mio parere sono le priorità da affrontare immediatamente.

Prima di tutto bisogna portare avanti un programma di edilizia sanitaria in tutta l’isola costruendo nuovi ospedali. Sassari ed Alghero sono due esempi di quanto sia indispensabile dotarsi di strutture sanitarie nuove.

advertisement

Le tre aree principali (l’area medica, quella chirurgica e quella diagnostica e laboratorio) a Sassari sono attualmente dislocate in ben sette padiglioni, lontane le une dalle altre, senza che abbiano la possibilità di dialogare tra di loro. Solo per questo spendiamo risorse che nel tempo porterebbero un risparmio considerevole.  Ecco perché servirebbe un nuovo ospedale, più moderno, con tecnologie avanzate, più funzionale, con servizi realmente integrati tra di loro. Tutto questo porterebbe ad avere una sanità più efficiente e un’organizzazione più funzionale anche del personale medico e infermieristico.

L’altra priorità è la riorganizzazione delle reti territoriale e ospedaliera.

Al territorio deve essere affidata la prevenzione, la riabilitazione e lungodegenza.

Prevenire vuol dire meno pazienti in ospedale, ridurre ricoveri impropri nei presidi ospedalieri.

Ma anche la riabilitazione evita i ricoveri perché il paziente che viene curato non ritorna in ospedale.

Alla rete ospedaliera dovrebbe essere affidata solo la gestione delle acuzie e invece ci troviamo di fronte ad un numero di posti letto sempre insufficienti, ad una continua situazione di emergenza.

Non c’è attualmente una reale razionalizzazione delle risorse ma un sistema che sembra non far dialogare le diverse strutture.

Solo affrontando queste priorità potremo davvero cambiare il nostro sistema sanitario.”