Esercitazioni militari, Lapia a Draghi: “Atto di violenza”

Esercitazioni militari

Esercitazioni militari, Lapia a Draghi alla Camera: “Ennesimo atto di violenza contro la Sardegna, si fermi questa sciagura”

Roma, 19 maggio 2022 – “Ancora una volta la nostra isola è teatro di mortificanti simulazioni di guerra.

È arrivato il momento di essere liberati da questo ennesimo ed insensato atto di violenza nei confronti della nostra terra, è arrivato il momento di dire basta alle esercitazioni militari che, anno dopo anno, trasformano chilometri di costa da paradiso in inferno”.

La decisa presa di posizione contro le esercitazioni militari nelle acque della Sardegna è arrivata questa mattina dalla deputata nuorese Mara Lapia che, rivolgendosi al presidente del Consiglio Mario Draghi, intervenuto in Parlamento per riferire sulla guerra in Ucraina, si è soffermata sull’enorme portata delle esercitazioni Nato di fronte alle coste dell’isola.

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 “Come accade puntualmente ogni anno la Sardegna, in queste ore, si sta trasformando in un mortificante palcoscenico per le manovre di guerra.

Nelle nostre coste oltre 4 mila uomini provenienti da 7 nazioni aderenti alla Nato, a bordo di oltre 65 mezzi navali e aerei, hanno dato avvio alle esercitazioni militari.

Il tutto

ha sottolineato Lapia –

è avvenuto in maniera repentina, con un’ordinanza dello Stato Maggiore della Difesa che ha decretato il divieto d’accesso a ben 17 aree al nostro mare, nelle spiagge più note e frequentate”.

La parlamentare ha inoltre osservato che le esercitazioni si stanno tenendo in un momento particolarmente delicato per gli operatori turistici:

l’inizio della stagione estiva.

“I nostri operatori turistici

ha detto a riguardo la deputata -, dopo due anni di emergenza sanitaria dovrebbero avere finalmente l’opportunità di svolgere il proprio lavoro e invece si preparano a contare i danni economici di questa scelta”.

Per Lapia, schierata apertamente contro l’abnorme incidenza delle servitù militari sul territorio isolano rispetto ad altre realtà, la storia si ripete.

“Presidente io sono figlia della rivolta popolare di Pratobello, sono figlia di chi si oppose all’ennesima invasione militare.

Nonostante l’opposizione del popolo sardo, nelle prossime settimane, anziché offrire meraviglie naturali uniche al mondo a chi verrà a visitarci, regaleremo immagini di esercitazioni militari a cielo aperto.

Il tutto in uno scenario che mai avremmo voluto rivedere in casa nostra, così come nel resto del Paese.

Non bastava vivere in una terra dove hanno sede i poligoni più grandi ed importanti d’Europa, luogo in cui le servitù militari raggiungono percentuali incredibili:

adesso ci tocca anche assistere alla più imponente esercitazione militare mai messa in campo nel nostro mare”

ha proseguito la deputata che si è rivolta anche al ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese per possibili ripercussioni sull’ordine pubblico.

“Presidente – è stata la sua conclusione – ci liberi da questa sciagura”.