Enrico Maria Carraro Moda torna a Trastevere

Enrico Maria Carraro Moda

Enrico Maria Carraro Moda torna con i suoi spettacoli a distanza di due anni. Accattone fa ritorno al Trastevere, cornice molto pertinente con lo spirito del lavoro, in versione “restaurata” dal 19 al 20 maggio 2022.

Il Vampa trionfatore del Festival InDivenire 2019 (Miglior Spettacolo, testo, regia e attrice protagonista) esce per la prima volta dalla “culla” del Festival per una nuova partenza dopo il lungo stop forzato. Sarà al Trastevere dal 21 al 22 maggio 2022.

Due testi diversi, due storie affascinanti nelle quali spiccherà la messa in scena di Carraro Moda.

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Accattone

1961, Roma. Accattone è un ragazzo di vita. Vive scommettendo e proteggendo Maddalena, la prostituta della quale è pappone. Quest’ultima però si ritrova ad avere, anche per colpa di Accattone, problemi con la giustizia e viene incarcerata. Da questo momento la vita di Accattone diventerà sempre più difficoltosa.

Nella messa in scena, si è scelto di sottolineare la vera essenza di quest’uomo per come Pasolini ce lo mostra: scansafatiche, rozzo e possessivo ma allo stesso tempo dolce e capace di amare. Testimonianza dell’essenziale cambiamento e redenzione di Accattone è, nella versione di Moda, un personaggio, che, nell’interpretazione scenica, incarna tutti i “ragazzi di vita”, amici di Accattone stesso. Le altre figure presenti sono le due donne di Accattone, che con la loro diversità evidenziano il profondo cambiamento che egli subirà nell’arco di alcuni giorni.

Il Vampa
Analisi dei fatti accaduti tra il 1951 e il 1986 nella zona del fiorentino e di quello che tutto conoscono come il “Mostro di Firenze”. Le vicende del “Mostro” sono viste e narrate con gli occhi dell’uomo “mostro”. Cosa spinge un uomo ad essere apparentemente mostruoso? Quanti processi ha subito l’uomo, come li ha vissuti e superati. Chi sono i suoi compagni di merende? 

L’obiettivo principale di questo lavoro è restituire in chiave spettacolare tutto quello che è stato il vissuto processuale del celeberrimo Pietro Pacciani. Si parla di vissuto processuale perché è l’unico documento reperibile in cui si può vedere quest’uomo in azione. Si è dato un corpo e una voce femminile a quest’uomo. La voce e le fattezze “di donna” spesso riescono a restituire quella finta dolcezza che Il Pacciani spesso utilizza. Altre volte, come è ovvio che sia, queste stesse caratteristiche stridono fortemente con la brutalità del “Mostro”.