Comunicare la sordità: Formazione Giornalisti

Comunicare la sordità: Formazione Giornalisti

Comunicare la sordità, comunicare con i sordi. Formazione Giornalisti

Cagliari, 19 maggio 2022 – Cos’è la sordità? Quanti e quali tipi di sordità esistono? Quali sistemi di comunicazione può adottare una persona sorda per comunicare? Quali le problematiche per ciascuna tipologia e come raccontarle? Come può un giornalista affinare la propria scrittura affinché sia accessibile ai sordi?

Queste sono solo alcune delle domande che i giornalisti si dovrebbero porre ogni qual volta si trovano a comunicare con i sordi e per i sordi e che spesso restano tuttavia senza risposta.

Da queste premesse è nato “Comunicare la sordità, comunicare con i sordi. A piccoli passi verso un’informazione davvero accessibile”, il corso promosso dall’Associazione della Stampa Sarda e dall’Associazione AscoltaMe in collaborazione con l’Ordine dei giornalisti della Sardegna al fine di fornire ai professionisti dell’informazione (gli oltre 105.000 giornalisti professionisti e pubblicisti oggi presenti in Italia) competenze adeguate e aggiornate sul tema della sordità, aiutarli a rimuovere gli ostacoli che precludono l’accesso delle persone sorde al mondo dell’informazione, sia in qualità di soggetti che destinatari della stessa, migliorare la qualità generale dei contenuti giornalistici in termini sia di correttezza formale (terminologie, lessico) che di accessibilità per l’utenza sorda (come la sottotitolazione e l’interpretariato LIS).

advertisement

Un percorso formativo “utile e necessario”, secondo AscoltaMe, associazione non profit nata come spin off della PMI innovativa IntendiMe per far conoscere la sordità in tutte le sue sfumature affinché non venga più percepita come una condizione appartenente a un mondo a sé stante e per promuovere attività e iniziative che possano migliorare la qualità di vita delle persone sorde e con deficit uditivi.

A quanto rilevato da questo osservatorio privilegiato, infatti, le persone sorde oggi si sentono ancora discriminate sia in qualità di utenti dell’informazione che di oggetto delle notizie.  

C’è ancora tanta strada da fare, infatti, in tema di accessibilità, soprattutto per quanto riguarda i contenuti audio e audio-video, che non sono supportati da un’adeguata sottotitolazione e traduzione in LIS.

Inoltre, troppo spesso le persone sorde si ritrovano chiamate in causa sui media con termini errati od obsoleti, come per esempio “non udenti”, “audiolesi” o “sordomuti”. Termine, quest’ultimo, che è stato peraltro cancellato e sostituito dal termine Sordo in tutte le dispositive vigenti in base all’articolo 1 della Legge 20 Febbraio 2006, n. 95.

Un cambiamento che ha interessato non solo l’Italia, ma il mondo intero: il termine inglese DEAF ha sostituito infatti DEAF-AND-DUMB, ed è ormai universalmente accettato e riconosciuto, tant’è che in Italia è addirittura presente nelle tessere dei soci ENS, l’Ente Nazionale Sordi, che fino a qualche anno fa si chiamava Ente Nazionale Sordomuti.

Ancora, i sordi devono assistere alla trasformazione della Lingua dei Segni in “linguaggio dei segni” o “linguaggio mimico-facciale”.

Tutte storpiature che possono generare nelle persone sorde reazioni negative che vanno dal fastidio fino addirittura all’interruzione immediata della fruizione di una notizia.

Ne sono una prova le recentissime polemiche nate a seguito degli articoli di stampa sull’assegnazione dei Premi Oscar a “I segni del cuore – CODA”: troppi termini impropri e troppo “pietismo” nel raccontare come “problema” una condizione che accomuna una grande comunità di persone e che diventa tale solo quando vista attraverso la prospettiva udente.

Anche per questi motivi il progetto ha incontrato l’interesse e il pieno supporto dell’Assostampa Sarda: il corso, erogato attraverso la sua piattaforma e-learning giornalistionline.org (quasi 3mila iscritti da tutta Italia) e raggiungibile anche dal portale nazionale dell’Ordine dei giornalisti formazionegiornalisti.it, è articolato in 6 moduli didattici e dà diritto a 8 crediti formativi.  

Partendo dal Testo Unico dei doveri del giornalista, che racchiude le carte deontologiche, il corso approfondisce quanto il giornalista sia chiamato a fare nei confronti dei soggetti meno rappresentati affinché l’informazione non sia solo rispettosa dei diritti e della dignità delle persone con disabilità (che si tratti di menomazioni fisiche, mentali, intellettive o sensoriali) ma anche sempre più accessibile.

Offre inoltre una panoramica generale di base sul mondo della sordità (a partire dalla storia della comunità sorda in Italia e all’estero) per poi approfondire più nel dettaglio tematiche legate al mondo dell’informazione, fino ad affrontare le opportunità offerte dalle nuove tecnologie ai professionisti dell’informazione. Con un occhio sulla legislazione in materia di sordità.

“Siamo davvero felici che Assostampa e ODG Sardegna abbiano voluto sostenere in maniera così forte e decisa questo corso di formazione a distanza, frutto di un lungo lavoro svolto insieme a diversi rappresentanti e partner del nostro network – ha commentato Daniele Piras, Presidente dell’Associazione AscoltaMe 

E siamo oltremodo entusiasti dei risultati raggiunti: troppo spesso le persone sorde si ritrovano a non essere incluse nelle comunicazioni degli organi di stampa, sia perché rendere accessibile al 100% tutta l’informazione richiede uno sforzo significativo in più, sia perché spesso manca proprio la conoscenza del mondo della sordità e del glossario appropriato, che include ancora termini come sordomuto, audioleso o non udente. 

Questo corso in Fad intende colmare la distanza tra udenti e persone sorde anche con l’aiuto di media e di giornalisti più informati, poiché questo divario di lessico e di universi di senso si traduce spesso in un divario anche di opportunità di crescita personale e professionale. 

Riconoscere a ciascun cittadino il ruolo di attore primario della società in cui vive, a prescindere dal canale comunicativo che utilizza, è quanto mai necessario”.  

La trattazione degli argomenti principali del corso è stata affidata ad alcuni tra i maggiori esperti italiani in tema di sordità, a partire da:

  • Rita Sala, Sociologa, docente a contratto di “Cultura dei Sordi” Università Ca’ Foscari di Venezia, interprete Lis, CODA e formatrice;
  • Francesco Pavani, Professore ordinario di psicologia generale presso CIMeC (Centro Interdipartimentale Mente/Cervello), Università di Trento;
  • Enrico Dolza, Pedagogista speciale, direttore Istituto dei Sordi di Torino, docente a contratto di “Pedagogia dell’inclusione”, Università degli Studi di Torino;
  • Nicola Della Maggiora, docente di Lingua dei Segni, studente di informatica all’Università di Pisa, tecnico informatico e ICT all’Istituto dei Sordi di Torino, interprete sordo e artista sordo;
  • Gianluca Grioli, Media officer ISTv, videomaker, docente di Lingua dei Segni;
  • Chiara Cortese, dottoressa in legge, collaboratrice Anmic-Associazione nazionale mutilati e invalidi civili della provincia di Cagliari e FAND-Federazione tra le Associazioni Nazionali delle persone con Disabilità.

“​​I giornalisti si sono accorti, ormai travolti dagli eventi straordinari che la società dell’informazione sta attraversando, di come la formazione continua non rappresenti solamente una formalità di legge, ma una assoluta necessità per continuare ad esercitare la propria professione – ha aggiunto Celestino Tabasso, Presidente dell’Associazione della Stampa Sarda 

Non conoscere adeguatamente il mondo che si va a rappresentare con le proprie parole è azzardato: prima di tutto perché si rischia di far passare la propria idea di quel mondo, con i propri stereotipi e il proprio lessico, spesso non più adeguato ai progressi sociali che nel frattempo sono stati fatti; in secondo luogo perché chi fa parte di quel mondo, non sentendosi adeguatamente rappresentato, rischia di allontanarsi sempre più dall’informazione qualificata“.