Archeoclub in Campania: aperture a Castellammare di Stabia, Torre Annunziata e Avellino

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L’8 Maggio, grazie ai volontari di Archeoclub Campania e d’Italia, in collaborazione con le rispettive diocesi e parrocchie, apriranno al pubblico chiese, conventi, monasteri, oratori con tutto il loro patrimonio culturale spesso chiuso al pubblico o non raccontato.

Michele Martucci (Coordinatore Archeoclub Campania): “Domenica 8 Maggio, a Castellammare di Stabia, importante escursione che collegherà la Chiesa di San Francesco a quella di San Giacomo Maggiore in Quisisana. Due tra i luoghi di culto più belli della città. Ad Avellino la Santa Maria del Rifugio con la tela della “Madonna del Rifugio tra i santi Francesco d’Assisi e Antonio di Padova che intercedono per le anime del Purgatorio”. A Torre Annunziata il Santuario dello Spirito Santo con gli affreschi del ‘600, il cero pasquale di legno del 1875, il battistero, le reliquie di san Felicio martire, la tomba del servo di Dio Giuseppe Ottone, la cripta a tre navate con volta a botte, rendono unico questo santuario dedicato allo Spirito Santo”.

A Castellammare di Stabia vi sono arcate di Acquedotto di probabili origini romane ubicate nel fondo annesso alla chiesa Francescana e collegate alla chiesa di San Giacomo Maggiore. La scoperta è recente e tale testimonianza storica la mostreremo per la prima volta l’8 Maggio in occasione dell’evento nazionale “Chiese Aperte” organizzato in tutta Italia da Archeoclub d’Italia in accordo con le rispettive diocesi.

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Domenica 8 Maggio un’escursione consentirà proprio di andare dalla chiesa di San Francesco a quella di San Giacomo Maggiore in Quisisana. Due tra i luoghi di culto più belli della città. La breve distanza tra i due siti ci consentirà di creare un percorso culturale che unisce la zona collinare al Centro Antico lungo la strada che veniva percorsa dai Re per raggiungere la dimora Reale di Quisisana. Racconteremo della storia degli Angioini durante il quale è stato costruito il primo nucleo della chiesa di San Giacomo Maggiore poi ricostruita in epoca borbonica, e del periodo Aragonese durante il quale venne costruita la chiesa di Santa Maria di Loreto poi intitolata a San Francesco. Potremo ammirare due grandi opere d’arte: “La Madonna di Loreto” una tela realizzata da Fabrizio Santafede alla fine del cinquecento e “l’Immacolata Concezione” una tela settecentesca di cui non è ancora noto l’autore. Di quest’ultima stiamo organizzando una raccolta fondi per il restauro.

Ad Avellino la chiesa di Santa Maria del Rifugio

“Ad Avellino, Domenica 8 Maggio, per Chiese Aperte, meravigliosa visita al patrimonio artistico della chiesa di Santa Maria del Rifugio, conosciuta anche come chiesa di Sant’ Anna, risalente alla fine del XVII secolo e sita in via Ferriera 1 ad Avellino.

Un tempo lo storico edificio rappresentava un “punto di riferimento per l’intera città in quanto sul suo sagrato si svolgeva il mercato; inizialmente sede del Monte dei Morti, confraternita religiosa istituita nel 1636, nel corso del 1800 accolse il culto di Sant’Anna. La chiesa è costituita da un’unica navata e sull’altare maggiore campeggia la tela della “Madonna del Rifugio tra i santi Francesco d’Assisi e Antonio di Padova che intercedono per le anime del Purgatorio”.

La campagna nazionale “Chiese aperte” ha lo scopo di rendere pubblicamente fruibile un monumento di culto rilevante per l’identità storica della comunità di appartenenza – ha continuato Martucci –  che si configuri come anello di congiunzione e punto di convergenza fra passato, presente e futuro.

La chiesa resterà aperta domenica mattina dalle ore 11:00 alle 12 e 30, orario in cui i visitatori saranno accolti dai volontari dell’Archeoclub d’Italia sede di Avellino e guidati alla scoperta delle fasi salienti dello storico edificio e dei suoi nuclei valoriali e spirituali. Alle ore 17:00, si terrà poi un convegno dal titolo “La meravigliosa storia di Santa Maria del Rifugio e il culto di Sant’Anna”, presieduto da don Enzo De Stefano, parroco del Duomo e vicario di Sua Eccellenza il Vescovo”.

A Torre Annunziata visite al Santuario dello Spirito Santo

“Chiese Aperte anche al Santuario dello Spirito Santo di Torre Annunziata. L’attività pastorale iniziò il 19 gennaio 1668 con l’istituzione della parrocchia dello Spirito Santo nella cappella della Pietà dei fratelli Strina, ma la costruzione dell’edificio che oggi chiamiamo Santuario dello Spirito Santo fu iniziata nell’aprile 1787 su progetto di Vincenzo Lamberti. Dopo innumerevoli peripezie, tra cui il crollo della cupola nel 1820, la chiesa fu completata ad opera dell’ingegnere Zainy  – ha concluso Martucci – e fu consacrata nel febbraio 1880. E’ dedicata allo Spirito Santo ma è conosciuta anche come chiesa del Carmine, perché costruita dove in precedenza esisteva una cappella dedicata alla Madonna del Carmine.

Si erge su un ampio sagrato cui si accede tramite una gradinata in piperno. La facciata, in stile neoclassico, presenta nel livello inferiore un portale centrale e due ingressi laterali separati da semi – pilastri scanalati con capitelli dorici. Questi sostengono una trabeazione con triglifi e metope, sovrastata da una cornice aggettante su cui si eleva il secondo livello, in stile ionico, con semicolonne e semi – pilastri che continuano nella stessa direttrice di quelli inferiori. A sinistra del finestrone centrale c’è un orologio maiolicato, a destra c’era una meridiana. Sul timpano si erge una croce di ferro. Alla torre dell’orologio e al campanile si accede dagli ingressi laterali tramite due scale a chiocciola in pietra vesuviana. L’interno è a croce latina, con una navata, sei cappelle laterali e due cappelloni alle estremità del braccio trasversale. Il transetto è sormontato da un’immensa cupola di m.60 di altezza che poggia su un alto tamburo, alleggerito da 8 finestroni separati da lesene scanalate, e termina con una lanterna. La volta è a botte con affreschi raffiguranti il Battesimo di Gesù, la SS.Trinità, l’Annunciazione. Sui due balconcini che si affacciano sulla navata ci sono due affreschi che raffigurano la Confessione e una figura femminile seduta in un ambiente naturale. Gli affreschi e le tele dei pittori napoletani Achille Iovane e Luigi Stabile, le sculture lignee e di gesso, un grandioso organo del ‘600, un cero pasquale di legno del 1875, il battistero, le reliquie di san Felicio martire, la tomba del servo di Dio Giuseppe Ottone, la cripta a tre navate con volta a botte, rendono unico questo santuario dedicato allo Spirito Santo”.

L’Archeoclub di Benevento, per l’iniziativa nazionale “Chiese Aperte”, giunta quest’anno alla ventottesima edizione, propone una passeggiata culturale nel rione Triggio nella mattinata di domenica 8 maggio.

L’antico termine scelto, “Triggio sagro” e non sacro, indica il carattere di memoria antiquaria, dell’iniziativa: un itinerario per riscoprirne gli antichi luoghi di culto, badie e parrocchie, chiese e cappelle, confraternite e monasteri, in gran parte non più esistenti, che una volta segnavano il tessuto urbano del rione più popolare della città. Partendo da San Filippo, si visiteranno i luoghi dove una volta erano le chiese di San Giacomo dei Mascambruni, di San Nicola di Torre Pagana, di Santa Maria del Popolo, di San Cristiano, di San Lupo, di Santa Maria di Costantinopoli e di San Pietro delle Monache.
L’appuntamento è alle ore 10:15 davanti alla chiesa di San Filippo.

La passeggiata, della durata di circa 90 minuti, sarà guidata dal presidente dell’Archeoclub di Benevento, Francesco Morante, ed avrà inizio alle 10:30 in punto.