20 maggio: sciopero contro la politica di guerra

20 maggio: sciopero contro la politica di guerra

20 maggio: allo sciopero contro la politica e l’economia di guerra!

Venerdì 20 maggio vi sarà uno sciopero nazionale di tutti i lavoratori dipendenti privati e pubblici contro la politica e l’economia di guerra imposte dal governo Draghi e dalle forze che lo sostengono.

Lo sciopero per l’intera giornata è stato proclamato unitariamente da diverse associazioni sindacali conflittuali e di base e vede l’adesione di numerose realtà politiche e sociali. Vi saranno manifestazioni nelle principali città (Milano, Torino, Bologna, Genova, Firenze, Roma, Napoli, Palermo, Cagliari, etc.).

Lo sciopero è la risposta da dare di fronte al carovita e alla perdita del potere di acquisto del salario, alla ripresa di cassa integrazione e licenziamenti, al peggioramento delle condizioni di lavoro, alla politica guerrafondaia e reazionaria del governo capeggiato dal banchiere Draghi. Un governo che incrementa le spese militari a scapito di quelle sociali, che determina con le sanzioni gravi ripercussioni sulle masse popolari, che aumenta la repressione e la militarizzazione dello Stato e della società.

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I lavoratori sfruttati non devono pagare le conseguenze della guerra e della crisi capitalista! Gli interessi politici ed economici, i diritti e le libertà democratiche della classe operaia vanno difesi in modo intransigente!

E’ ora che la classe operaia e i lavoratori sfruttati riprendano a scioperare e scendere in piazza contro un governo oligarchico che per partecipare alla guerra per una nuova divisione del mondo ci sta portando alla rovina.

Solo la mobilitazione politica e pratica delle masse lavoratrici può fermare le criminali politiche dell’imperialismo.

Dunque, priorità alla lotta e a una piattaforma che esprima le esigenze urgenti e vitali della classe operaia, sviluppando la partecipazione unitaria dalle fabbriche al territorio, rafforzando la solidarietà internazionale dei lavoratori.

Su queste basi occorre sostenere e moltiplicare gli episodi di lotta e di agitazione, le assemblee, le manifestazioni, gli scioperi come quello del 20 maggio: sono i passaggi di una mobilitazione di massa che si deve estendere e rafforzare per divenire politica e generale.

Il capitalismo è sfruttamento e guerra per definizione. La risposta da dare alla borghesia imperialista, agli opportunisti e ai collaborazionisti è oggi l’unità di azione di tutte le forze combattive del movimento operaio e sindacale.

Occorre legare strettamente la resistenza contro l’aumento dello sfruttamento, i licenziamenti di massa e politici, il precariato e la miseria, all’opposizione contro il coinvolgimento del nostro paese nella guerra in corso, contro il dilagante militarismo, per l’uscita dalla NATO e da ogni altra alleanza bellicista.

Né un soldato, né un euro, né un’arma per la guerra imperialista! Lottiamo per strappare più pane e più libertà per i lavoratori, per la pace tra i popoli!

Via Draghi e i fautori di guerra dal potere! Il vero nemico dei lavoratori è dentro casa!

Lavoriamo per l’unità di lotta della classe operaia! Sviluppiamo l’organizzazione comunista per ricostruire il Partito che guiderà la lotta di liberazione del proletariato dalle guerre e dallo sfruttamento capitalistico!

 

16 maggio 2022