Johnny Depp vs Amber Heard: sui social scorre (anche) la misoginia

Il processo tra le due star di Hollywood si ripercuote sui social media, da sempre terreno di scontro sulle questioni di genere

Johnny Deep vs. Amber Heard
GabboT, CC BY-SA 2.0, via Wikimedia Commons

Johnny Deep contro Amber Heard. Il divo di Hollywood ha portato in tribunale l’ex moglie con l’accusa di diffamazione e le ha chiesto un risarcimento di 50 milioni di dollari. A suo tempo, lei lo aveva descritto pubblicamente come un uomo abusante, dopo un matrimonio durato solo quindici mesi.

Dal processo sta emergendo un quadro estremamente complesso, denso di menzogne, violenze e umiliazioni reciproche, tradimenti: una relazione tossica aggravata da particolari raccapriccianti che fanno presumere che non ci sarà nessun happy ending tantomeno nessun vincitore, alla fine questa storia.

Ma il tribunale dei social, nonostante il processo non sia ancora terminato (l’attrice deve ancora essere interrogata), ha già emesso la sua sentenza. Il web, trainato dalle reazioni del fandom di Deep, si è espresso. Invoca Justice for Johnny Depp con tweet e petizioni. Il protagonista dei Pirati dei Caraibi è innocente, la strega Heard annientata.

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Al di là del comprensibile affetto mostrato dai e dalle Deppheads, le dimostrazioni di sostegno al noto attore rivelano non solo una visione semplicistica degli eventi, ma anche la tendenza a voler capovolgere le narrazioni sulla violenza di genere come fenomeno culturale e sociale.

Tra gli audio ascoltati in tribunale durante il processo, colpisce quello in cui si sente Heard minacciare l’allora consorte: “Dillo pure al mondo, Johnny. Dillo: ‘Io, Johnny Depp, un uomo bianco, sono vittima di violenza domestica’ e vedi chi ti crede, vedi quante persone staranno dalla tua parte”. Stando a un sillogismo forzato, Depp sarebbe una vittima in quanto appartenente al genere maschile. Le parole dell’attrice sarebbero la prova regina di un’oppressione subita in quanto maschio bianco, eterosessuale, cisgender, per giunta milionario e in cima alle gerarchie sociali. Poco importano le registrazioni in cui l’attore dichiara di voler annegare, bruciare e violentare la sua ex compagna.

Il movimento degli attivisti per i diritti degli uomini (MRA) ha da sempre cavalcato questo paradosso. Si va dalle bufale sulla violenza femminile diffuse dal blog Stalker sarai tu alla diffusione delle teorie sulla PAS, l’alienazione genitoriale, sino ai tentativi di mistificazione dei femminicidi e la pubblica colpevolizzazione della vittima, come nel caso di Valentina Pitzalis, che ancora oggi riporta i segni di un tentato femminicidio: il caso Deep vs. Heard è solo la cartina di tornasole di un ben più ampio fenomeno.

Claudia Palmas