Vienna Cammarota incontra una donna di Leopoli

E’ arrivata a Pertosa da qualche minuto la camminatrice Vienna Cammarota che 244 anni dopo la sua creazione sta percorrendo da oggi la Via Regia delle Calabrie.

Ad Auletta Vienna è stata fermata da una donna ucraina che voleva comunicarle notizie dei bombardamenti in corso a Leopoli.

Accolta nella Sala Consiliare del Comune di Auletta, dal sindaco Pietro Pessolano, la comunità le ha dedicato una torta e magliette.

advertisement

In serata l’arrivo a Pertosa. Il primo cittadino, Domenico Barba ha voluto salutarla dinanzi al Palazzo Municipale illuminato di blu in solidarietà con il popolo ucraino.

In mattinata, l’Ambasciatrice di Archeoclub D’Italia, era stata salutata alla partenza da Serre, dal sindaco Franco Mennella e da tanti studenti che hanno accompagnato Vienna nel tratto iniziale.

Vienna Cammarota ( Ambasciatrice Archeoclub D’Italia) :”Per me è stato emozionante oggi, incontrare una donna con il proprio bambino, provenienti ambedue da Leopoli e ascoltare la loro storia. Io credo che con la narrazione del bello, con il racconto culturale del dono che abbiamo che è la vita, possiamo migliorare il Mondo. Per questo racconterò questa splendida parte dell’Italia”.

E domani Vienna sarà nelle prime ore in visita alle Grotte di Pertosa – Auletta, poi andrà verso Casalbuono, geograficamente ultimo borgo della Campania dove arriverà alle ore 10 e 30 con accoglienza della comunità. Poco dopo le 11, Vienna si incamminerà verso la Basilicata e arriverà a Nemoli nel pomeriggio verso le ore 16 e 30. Lunedì 28 Marzo, Vienna Cammarota incontrerà Nemoli nelle scuole parlando con gli studenti ai quali racconterà il Patrimonio Culturale del territorio e proprio nelle scuole di Nemoli incontrerà tre nuclei familiari provenienti dalle zone di guerra.

La 72 enne, Ambasciatrice di Archeoclub D’Italia, è partita oggi per attraversare a piedi ben 22 borghi, percorrere 182 Km, narrare e far conoscere la Via Regia delle Calabrie, la Napoli – Reggio Calabria dell’ ‘800.

 

 

 

Luca Esposito ( storico della Cartografia del Regno di Napoli, delegato Archeoclub D’Italia per il Programma di Riqualificazione dei Borghi della Via Regia delle Calabrie) : ” Questo pomeriggio Vienna Cammarota ha visto molteplici taverne ottocentesche, stazioni postali del tempo ma anche la splendida Fontana della Regina Margherita e la Sorgente dove si sarebbe fermato Cicerone. Poi di notevole importanza sono stati gli incontri con le comunità”.

“Noi abbiamo un cervello, siamo umani e dunque ragioniamo! Noi donne siamo molto brave a ragionare e dobbiamo costantemente dire: “pace, pace, pace!” fino a quando gli uomini non si stancano. La pace è possibile, possiamo averla. Dobbiamo ricostruire dal bello che ci circonda e pensare e parlare di cultura, migliorare la conoscenza”. Lo ha affermato Vienna Cammarota, anni 72, Ambasciatrice di Archeoclub D’Italia, camminatrice instancabile, parlando questo pomeriggio ad Auletta, dove è stata accolta dal primo cittadino Pietro Pessolano e dalla città. Nella sala consiliare Vienna ha ascoltato la comunità e i profughi di guerra.

Ad un certo punto una donna di origini ucraine ha dato la notizia del bombardamento di Leopoli ed una mamma ha riportato la sua testimonianza vissuta sul campo “Questa donna ha raccontato che il 24 Febbraio, il suo bambino aveva il compleanno e nel momento in cui stava pr spegnere le candeline della torta sono partite le sirene. A quel punto il bimbo le ha detto : “ma mamma suonano per il mio compleanno!”. Ecco la guerra è anche questa con l’azzeramento dei valori, annientamento delle persone e della storia. La cultura e la storia, però, non moriranno mai. Ed è anche per questo che desidero raccontare il Patrimonio Culturale, in questo caso l’importante patrimonio storico, ambientale e di testimonianza che si trova sulla Napoli – Reggio Calabria dell’ ‘800″.

Vienna è partita questa mattina da Serre, borgo di 3800 abitanti del salernitano, salutata dinanzi all’Epitaffio con il quale nel 1779 si indicava l’inizio del tratto nuovo della Via Regia delle Calabrie, dal sindaco di Serre, Franco Mennella, dalle scuole che pur essendo Sabato hanno voluto salutarla, dalle autorità religiose e militari, dai profughi giunti dalle zone di guerra, dai vertici di Archeoclub D’Italia rappresentati da Rosario Santanastasio, Presidente Nazionale di Archeoclub D’Italia, Michele Martucci, Coordinatore Archeoclub D’Italia Campania, da Luca Esposito, architetto, storico della Cartografia del Regno di Napoli, delegato Archeoclub D’Italia al Programma di Riqualificazione dei Borghi sulla Via Regia delle Calabrie.

 

 

Accolta con grande calore anche ad Auletta, con il suo meraviglioso borgo.  Ad Auletta è possibile ammirare il ponte romano del II a.C. ma anche i sentieri del Tanagro, le grotte carsiche, il castello che ospitò il re Alfonso d’Aragona; il Re Ferdinando I d’Aragona, il Principe Alfonso d’Aragona,   il Re Federico I d’Aragona, l’Imperatore Carlo V, il Principe Umberto di Savoia con la sua consorte la principessa Maria Josè. Ma Auletta ha le antiche stazioni postali borboniche ed è modello post – sisma del 1980! Inoltre è il Borgo del carciofo bianc

 

 

“Noi crediamo nel progetto di roiqualificazione della Via Regia delle Calabrie – ha dichiarato Pietro Pessolano, sindaco di Auletta – e abbiamo colto al volo quesya grande opportunotà. Auletta aveva una stazione postale con cambio dei cavalli. Il progetto che stiamo portando avanti con altri Comuni prevede la realizzazione di un cammino che partirà dall’antica stazione postale per raggiungere il borgo di Pertosa con il cui Comune stiamo condividendo questo progetto. Auletta però offre i Sentieri del Buon Vivere ma anche ottima alimentazione e prodotti. Le stesse Grotte di Pertosa – Auletta entrano nel progetto di riqualificazione dei borghi. Da poco, con 10 milioni di euro abbiamo anche recuperato il Centro Storico di Auletta”

E in serata Vienna Cammarota è arrivata a Pertosa. Il sindaco, Domenico Barba, ha voluto accoglierla dinanzi al Palazzo Municipale illuminato di blu in solidarietà al popolo ucraino.

“Sul tema del cammino si può parlare in maniera diffusa. Ciò che però balza agli occhi è la caratteristica della lentezza. Il cammino lento è quello che fa godere della vista dei borghi – ha affermato Domenico Barba, sindaco di Pertosa – che altrimenti sarebbero dimenticati. E’ chiaro che viviamo in una società veloce, dinamica ed abbiamo bisogno dei collegamenti iper-veloci ma non possiamo dimenticare i cammini lenti, consapevoli che possono far arricchire gli occhi ed il cuore. I nostri luoghi custodiscono le bellezze ed è bello che ogni turista, ogni passante, diventi sempre più consapevole e si appropri di queste bellezze”.

E domani , Domenica 27 Marzo, la camminatrice 72enne ripartirà attraversando e narrando. Alle ore 10 e 30, Vienna Cammerota farà il suo ingresso a Casalbuono (Sa), accolta dall’Amministrazione Comunale, poi proseguirà lasciando la Campania ed entrando in Basilicata. Ad ora di pranzo Vienna attraverserà Lagonegro (Pz), Rivello (Pz) e nel pomeriggio giungerà a Nemoli (Pz), accolta dall’Amministrazione Comunale. Lunedì 28 Marzo, Vienna Cammarota entrerà nelle scuole di Nemoli ed incontrerà l’intera comunità, compresi i tre nuclei familiari giunti dall’Ucraina, poi ripartirà alla volta di Lauria (Pz), Castelluccio Superiore (Pz), Castelluccio Inferiore (Pz), Laino Borgo (Pz). Rotonda (Pz), Morano Calabro (Cs), Castrovillari (Cs) dove arriverà Sabato 2 Aprile.

Domani alle ore 10 e 30, Vienna Cammarota arriverà a Casalbuono, con accoglienza del sindaco, poi partenza per Nemoli dove il primo cittadino l’accoglierà nei luoghi più belli del paese.

Domani alle ore 10 e 30, Vienna Cammarota entrerà nel borgo di Casalbuono!

 

“Il territorio di Casalbuono si colloca al sud del Vallo di Diano, laddove la vallata si restringe, a confine con la Basilicata, e costituisce un elemento naturale di aggancio storico e culturale tra la Campania, la Basilicata e la Calabria. L’abitato è situato a circa 600 metri s.l.m., con il centro storico nella parte più alta, intorno al castello baronale, e i più recenti insediamenti nell’area pianeggiante, lungo l’antica strada nazionale – via Regia delle Calabrie e la più recente strada statale 19 Oggi, Casalbuono conta poco più di mille abitanti ma già nel 1861 e fino agli anni ’50 il numero di abitanti era oltre il doppio. Ospita una valida comunità proveniente dall’est Europa, soprattutto rumena – ha affermato Carmine Adinolfi, sindaco di Casalbuono – perfettamente integrata nella comunità originaria. La disposizione naturale della vallata ha favorito, già nel passato, un sistema di comunicazione lungo la direttrice appenninica (il tracciato romano con la Via Annia, la strada statale n.19 delle Calabrie, la ferrovia e l’autostrada del Sole) rispetto ai percorsi, ancora più antichi, del periodo greco e lucano, di collegamento con la Val d’Agri, con la costa cilentana e con l’entroterra lucano. Il primo insediamento abitativo, conosciuto con il nome di Cesariana in onore di Giulio Cesare, era collocato sui monti a circa 2 km dall’attuale ubicazione, ed è. In seguito alla distruzione di Cesariana, ad opera dei Saraceni, all’inizio del X secolo, gli abitanti abbandonarono il sito, fondando Montesano e Casalis Novi, italianizzato in Casalnuovo. Con decreto del re d’Italia, Vittorio Emanuele II, in data 14 dicembre 1862 il nome fu cambiato in Casalbuono. Il casale fu distrutto una prima volta al tempo di re Manfredi, risorse con Carlo I d’Angiò, il quale per favorire la ricostruzione esentò per tre anni gli abitanti dal pagamento delle tasse. Quando alla famiglia Sanseverino fu assegnata la baronia del borgo, fu iniziata la costruzione , del castello – tra la fine del XII secolo e l’inizio del XIII – che faceva parte di un sistema difensivo che andava da Capaccio a Policastro e Marsico in Basilicata . Il castello, posto alla sommità della collina, è un tipico esempio di architettura militare. La angolare torre a base circolare ne è l’esempio di una saggezza costruttiva e di una sobrietà difensiva. All’area baronale si accede direttamente dal centro storico attraverso un portale in pietra e una gradinata in pietrame. In seguito alla congiura dei baroni contro Ferdinando d’Aragona, il castello passò ad Antonio de Cardona, marchese di Padula nel ‘500; successivamente, trasformato a 3 palazzo baronale passò ad altre famiglie tra le quali i Carafa, i Claps e i De Stefano ultimi proprietari. Il Castello per molti decenni rimase disabitato e, dopo la II guerra mondiale, fu oggetto costante di trafugamenti e di incuria, sino poi a raggiungere lo status di rudere; solo grazie agli interventi degli ultimi anni, è stato possibile riportarlo, sebbene parzialmente, nelle forme originariamente concepite e ancora oggi sovrasta ‘intero centro abitato. Altra opera storica importante è la chiesa Madre, costruita nel XII secolo, in origine costituita da un’unica piccola navata e successivamente ampliata, probabilmente per conto della badia di Cadossa con la navata maggiore. Successivamente, verso la metà del ‘500 però la chiesa, con tutto il casale, passò sotto il controllo della Certosa di San Lorenzo, così come attestato dallo stemma certosino ancora visibile sul portale che porta la data del 1528. Il borgo è inserito in un contesto ambientale di notevole valore naturalistico, con colline ricoperte da boschi e percorse da fiumi e torrenti con acque limpide, ospitanti una fauna ittica anche pregiata. 5 Altra bellezza naturalistica importante è il “Feudo del Monaco”,, polo didattico sportivo naturalistico che funge anche da rifugio e parco avventura, a cavallo fra il Monte Cervati e il Monte Sirino.  Il parco è immerso e posizionato in un clima fuori dal tempo, a braccetto con una natura selvaggia e incontaminata. Nell’area è possibile vivere un’esperienza unica e irripetibile, che solo il verde degli alberi e la forza di arbusti rigogliosi è in grado di offrire, sia grazie a semplici passeggiate che all’esercizio di attività sportive in aree idoneamente attrezzate. Oltre a godere delle vedute del monte Cervati e del monte Sirino del massiccio del Pollino, con le cime innevate fino a primavera inoltrata, dall’alto del monte Difesa, dove sorge il Santuario della Madonna della Consolazione, è possibile ammirare l’intero paesaggio del Vallo di Diano, da Buonabitacolo e Montesano fino a Padula, Sala Consilina e Atena Lucana.  I casalbuonesi hanno, innato, il senso dell’accoglienza e dell’inclusione. Da pochi anni sono nate strutture ricettive – agriturismi nelle campagne e B&B nel centro storico – capaci di ospitare chi desidera vivere in una dimensione diversa dai ritmi della vita ordinaria. La buona cucina, con ricette semplici e l’utilizzo di eccellenti prodotti agroalimentari, contribuisce a valorizzare e arricchire la permanenza nel territorio”.

Nel pomeriggio Vienna Cammarota, alle ore 16 e 30 arriverà a Nemoli, in Baslicata

“Nemoli è un borgo piccolo della Basilicata di 1.402 abitanti ma dal cuore grande. Nel Comune di Nemoli, sono giunti dall’Ucraina tre nuclei familiari con bambini, nello specifico, sono tre giovani donne con sei bambini, rispettivamente di undici, otto, sei, quattro e due anni e una piccolina di 4 mesi.La cittadinanza si è immediatamente adoperata in una campagna di solidarietà – ha affermato Mimmo Carlomagno, sindaco di Nemoli, in Basilicata – che ha permesso la raccolta di beni di prima necessità, vestiti, scarpe, coperte, farmaci ecc ecc, che sono stati consegnanti non solo alle famiglie giunte sul territorio ma anche trasportate in Ucraina. Abbiamo provveduto all’inserimento dei bambini nel sistema scolastico. Tutta la comunità è compatta e questo processo di integrazione sta vedendo insieme: l’associazione “Le Signore del Lago ” , la Proloco di Nemoli, il parroco, la Croce Rossa Italiana, la rappresentante delle famiglie giunte dall’Ucraina, contributi che hanno impreziosito e reso il momento ancora più emozionante. L’ articolo 11 della Costituzione, sancisce che l’Italia “ripudia la guerra come strumento di offesa” e “mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”. E Domenica pomeriggio, 27 Marzo, tutta la comunità accoglierà la camminatrice Vienna Cammarota, Ambasciatrice di Archeoclub D’Italia, Guida Ambientale Escursionistica di Assoguide che arriverà a piedi dalla Campania per poi proseguire il cammino fino a Castrovillari, in Calabria alla riscoperta dei borghi e del patrimonio culturale sconosciuto sulla Via Regia delle Calabrie, la Napoli – Reggio Calabria dell’ ‘800. Vienna si fermerà da noi anche Lunedì e incontrerà gli studenti nelle scuole e le famiglie provenienti dalle zone di guerra.

La cittadinanza si è immediatamente adoperata in una campagna di solidarietà – ha affermato  Mimmo Carlomagno, sindaco di Nemoli, in Basilicata –  che ha permesso la raccolta di beni di prima necessità, vestiti, scarpe, coperte, farmaci ecc ecc, che sono stati consegnanti non solo alle famiglie giunte sul territorio ma anche trasportate in Ucraina. Abbiamo provveduto all’inserimento dei bambini nel sistema scolastico. Tutta la comunità è compatta e questo processo di integrazione sta vedendo insieme: l’associazione “Le Signore del Lago ” ,  la  Proloco di Nemoli, il parroco, la Croce Rossa Italiana, la rappresentante delle famiglie giunte dall’Ucraina, contributi che hanno impreziosito e reso il momento ancora più emozionante.

“Nemoli è un comune di 1.402 abitanti situato in provincia di Potenza. Il nucleo antico si estende a forma di croce al centro della Valle del Noce, poco distante dal massiccio del Sirino e dal lago omonimo. Il suo centro storico annovera caratteristici edifici, che sebbene presentino aspetti architettonici “poveri”, assumono un carattere particolarmente interessante nel loro insieme. Il piccolo borgo si sviluppa lungo la S.P. 45, che coincide con il primitivo impianto di epoca sette/ottocentesca della Strada Regia delle Calabrie, l’antica strada di epoca borbonica che ripercorre il tracciato ancora più antico della via Popilia di epoca romana. Molto interessante, dal punto di vista delle potenzialità turistiche – ha proseguito Mimmo Carlomagno, sindaco di Nemoli – il territorio comunale che si estende in prossimità del lago Sirino, caratterizzato da un contesto paesaggistico di sicuro interesse. Il lago Sirino si trova a 784 metri sul livello del mare, si schiude a forma di gemma, le cui acque cambiano colore durante le ore del giorno e a seconda delle stagioni. E’ un lago di sbarramento che si alimenta con le sorgenti del Sirino. E’ diventato nel corso degli anni la meta preferita di turisti che amano il contatto diretto con la natura.

Tra i principali manufatti storici, che sono strettamente legati alla tradizione di “luogo di transito” del borgo di Nemoli, sono particolarmente interessanti la piazza del paese su cui affaccia la chiesa di S. Maria delle Grazie, edificata nella seconda metà del Seicento. Nel centro del piccolo borgo alcuni edifici conservano ancora i nomi che ricordano la tradizione di “ospitalità” che questo luogo svolgeva lungo il Cammino Regio: la “Calessera” per la sosta ed il cambio dei cavalli e la “Forestera” dove era possibile trovare alloggio e ristoro.

Poi c’è Palazzo Filizzola, una costruzione dal caratteristico loggiato al primo piano, iniziata nei primi decenni del Seicento e noto in paese anche col nome di “Casa dei Signori”. In questo Palazzo è in corso un progetto per il ripristino, la valorizzazione e la riqualificazione da destinare a Museo della Civiltà Rurale di Nemoli”.