Somma Vesuviana – Il ricordo del piccolo Gioacchino, ucciso dalla camorra nel 1995

Era il 15 Novembre del 1995 quando il piccolo Gioacchino, vittima innocente di soli 18 mesi, fu ucciso dalla criminalità organizzata. Si vuole ricordare anche Antonio Raia, giovane sommese che prestava servizio a Torre Annunziata come obiettore di coscienza e vittima innocente della camorra.

Di Sarno (sindaco Somma Vesuviana):

 

Salvatore Di Sarno (sindaco di Somma Vesuviana): “Somma Vesuviana c’è ed è in prima linea nella memoria delle vittime innocenti delle mafie e nel contrasto alla criminalità organizzata!”.

Rosalinda Perna (assessore del Comune di Somma Vesuviana): “Somma c’era dal primo momento. E’ stata una giornata all’insegna della volontà dei giovani di combattere le mafie. La presenza di migliaia ma davvero di migliaia di giovani a questa manifestazione testimonia che le nuove generazioni sono pronte a cambiare pagina”.

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“Oggi con la nostra presenza alla marcia di Libera, a Napoli, in occasione della Giornata dedicata alla Memoria delle vittime innocenti delle mafie, abbiamo voluto ricordare tutte quelle persone innocenti che anche a Somma Vesuviana sono cadute per mano della camorra, come ad esempio il piccolo Gioacchino Costanzo.

Era il 15 Novembre del 1995 quando il piccolo Gioacchino, vittima innocente di soli 18 mesi, fu ucciso dalla criminalità organizzata. O ancora vorrei ricordare Antonio Raia, giovane sommese che prestava servizio a Torre Annunziata come obiettore di coscienza e vittima innocente della camorra. Antonio era un ragazzo, buono che non amava le armi e non c’entrava nulla con la criminalità organizzata. Questa Amministrazione Comunale è in prima linea a tutela della legalità e nel contrasto alle mafie”. Lo ha affermato Salvatore di Sarno, sindaco di Somma Vesuviana nel napoletano.

Giusy, sorella di Antonio, presente oggi alla marcia di Napoli, ha voluto ricordarlo cosi:

“Chi è Antonio Raia? Un ragazzo pieno di vita, onesto, disponibile sempre per tutti, affettuoso, altruista iscritto alla facoltà di ingegneria ricco di sogni e progetti per il suo futuro…aveva 22 anni quando il 12 febbraio del 1991 fu vittima di un attentato di camorra a Torre Annunziata mentre prestava servizio come obiettore di coscienza.

Tengo a ricordare mio fratello come un uomo coraggioso e l’ha dimostrato fino alla fine –ha detto Giusy Raia – un uomo che teneva al prossimo e ad aiutare il prossimo…oggi che è il giorno della memoria io sono onorata di parlare di lui per farlo ricordare e sono fiera di farlo ricordare soprattutto nel suo paese Somma Vesuviana dove era amato da tutti”.

Ed era donna la rappresentanza dell’Amministrazione Comunale!

“E’ stata una giornata all’insegna della volontà dei giovani di combattere le mafie. La presenza di migliaia ma davvero di migliaia di giovani a questa manifestazione testimonia che le nuove generazioni sono pronte a cambiare pagina – ha affermato Rosalinda Perna – parole incisive di Don Luigi Ciotti che vede nel cambiare volto delle mafie l’uso distorto delle istituzioni, è il grido di rispettare la sacralità delle istituzioni stesse.

Un grido rivolto soprattutto a chi di queste istituzioni ne fa uno strumento ad uso e consumo proprio. Dunque è stato davvero un momento forte, intenso, bello, di condivisione. Somma c’era ed ha partecipato dall’inizio a tutta la marcia perché la cultura della legalità è propria di questo Comune. Non bisogna dimenticare che il paese ha un tessuto sociale vivo, basato principalmente sull’associazionismo e sulla volontà di questa Amministrazione di credere in modo forte, concreto, nei valori dell’onestà e della legalità”.