Adinolfi ribadisce paragone con apartheid e chiede abolizione Green Pass

ADINOLFI: GREEN PASS SIA ABOLITO SUBITO
“BASTA MURI E DIVISIONI, SERVE LA PACE IN ITALIA PER FAR CADERE IL TEMPO DI GUERRA”.

Mario Adinolfi, presidente nazionale del Popolo della Famiglia, chiudendo la manifestazione
“Basta apartheid” in piazza Ugo La Malfa a Roma, ha chiesto che “il green pass sia abolito subito, come è accaduto per tutti i cittadini europei”. Adinolfi davanti a un migliaio di sostenitori radunati di fronte al Circo Massimo ha chiesto di “pacificare l’Italia dopo due anni di divisione e dolore” per essere capaci di essere “costruttori di pace nel mondo, in un mondo che ha bisogno di un’Italia che non contribuisca a costruire muri”.

Concludendo Adinolfi ha affermato: “Il 31 marzo cadrà lo Stato d’emergenza per la pandemia, deve contemporaneamente cadere ogni limite costruito dal green pass, per far ripartire l’economia e restituire i diritti agli italiani, per ridare lo stipendio ai lavoratori cui è stato confiscato, costruendo una ingiustizia sull’ingiustizia.

Ora basta, basta apartheid, fateci tornare sugli autobus, al lavoro, alle attività sportive, a
prendere un caffè al bar con i nostri amici. Basta discriminazioni, non c’è più alcuna ragione di tenerle in piedi, semmai ce ne fosse stata una. Ora una stagione va chiusa e Mario Draghi deve farlo subito”. Barbara Figus, coordinatrice del Popolo della Famiglia Sardegna, commenta: Per questo motivo, nella giornata di sabato 5 marzo, una delegazione sarda e’ confluita a Roma dove con un migliaio di persone ha chiesto a gran voce al governo Draghi di porre fine all’ingiusta ed anticostituzionale misura del cosiddetto green pass. Lo avevamo annunciato e lo abbiamo ribadito in piazza. Il governo italiano non puo’ continuare a disattendere i diritti inalienabili dei cittadini, calpestando le famiglie gia’ tanto provate dalla crisi portata da questa epidemia covid.

advertisement

E’ davvero ora di finirla e di togliere questa assurda e discriminante spada di Damocle che lo Stato italiano ha posto sopra il capo di una parte di italiani aventi l’unica colpa di aver scelto liberamente la non inoculazione. Ci aspettiamo che, con la fine dell’emergenza prevista per il 31 di marzo, questa assurda legge discriminante e fomentatrice d’odio e di gravi intolleranze (cosi’ come lo e’ del resto la posizione assunta dall’Europa e dall’Italia nel triste conflitto tra Ucraina e Russia, sia definitivamente spazzata via. Per questo siamo stati presenti come PdF Sardegna ieri a Roma, a nome di tutte e di ciascuna famiglia sarda che ha subìto e sta subendo questa folle discriminazione e di tutti i bambini e ragazzi che vergognosamente ancora non possono fare sport o prendere l’autobus per andare a scuola” – conclude.